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Il Burkina Faso rompe le relazioni diplomatiche con la Francia

ARCHIVIO - In questa foto fornita da RIA Novosti, il presidente del Burkina Faso, Ibrahim Traoré, arriva al Gran Palazzo del Cremlino, a Mosca, in Russia, il 10 maggio 2025.
ARCHIVIO - In questa foto fornita da RIA Novosti, il presidente del Burkina Faso, Ibrahim Traoré, arriva al Gran Palazzo del Cremlino, a Mosca, in Russia, il 10 maggio 2025. Diritti d'autore  Stanislav Krasilnikov/Copyright 2025 Photo host agency RIA Novosti
Diritti d'autore Stanislav Krasilnikov/Copyright 2025 Photo host agency RIA Novosti
Di Serge Duchêne Agenzie: AFP
Pubblicato il
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Ouagadougou accusa la Francia di agire contro i suoi interessi, di coltivare ambizioni neocoloniali e di sostenere reti sovversive e gruppi terroristici.

La giunta al potere in Burkina Faso ha rotto venerdì le relazioni diplomatiche con la Francia, ex potenza coloniale, accusando Parigi di agire in modo persistente contro i suoi interessi.

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Il regime militare guidato dal capitano Ibrahim Traoré, al potere dal colpo di Stato del settembre 2022, porta avanti una politica repressiva nei confronti delle voci critiche ed è ostile all’Occidente, in particolare alla Francia, mentre si avvicina alla Russia.

"Il governo del Burkina Faso informa con la presente la comunità nazionale e internazionale di aver deciso di rompere le relazioni relazioni diplomatiche con la Francia alla data odierna, 26 giugno 2026", si legge in un comunicato, letto alla televisione nazionale in un’edizione speciale alle 18.00 TU dal portavoce del governo Pingdwendé Gilbert Ouédraogo.

Ouagadougou accusa Parigi di "un attivismo incessante contro gli interessi del Faso, di ambizioni neocoloniali e di sostegno attivo a reti sovversive e terroristiche". Il governo burkinabé precisa che questa rottura con la Francia "riguarda esclusivamente le loro relazioni sul piano diplomatico", ma "non rimette in discussione i legami storici tra i due popoli".

Il Burkina Faso, come diversi suoi vicini dell’Africa occidentale, è colpito da dieci anni da violenze mortali perpetrate da jihadisti affiliati ad Al-Qaida e al gruppo Stato islamico.

Secondo il comunicato, questa decisione "riguarda esclusivamente il quadro istituzionale delle relazioni tra i due Stati a livello diplomatico".

"Non mette in alcun modo in discussione i legami storici, umani, culturali e sociali che uniscono i popoli burkinabé e francese", ha precisato il governo.

Il sentimento antifrancese è forte in alcune ex colonie africane, mentre il continente è diventato un nuovo terreno di confronto diplomatico segnato dall’influenza crescente di Russia e Cina.

Un tempo padrona di vaste aree dell’Africa del Nord, centrale e occidentale, la Francia ha svolto un ruolo cruciale nella storia postcoloniale del continente, intervenendo militarmente più volte a partire dall’inizio degli anni Sessanta.

La Francia si è impegnata ad abbandonare la strategia nota come "Françafrique", con cui Parigi cercava di mantenere l’Africa francofona sotto la propria tutela attraverso connivenze politiche, un accesso privilegiato per le imprese francesi e schemi finanziari opachi che includevano la corruzione.

Il regime militare del Burkina Faso aveva già deciso, a maggio, di vietare la diffusione del canale televisivo francese TV5 Monde, accusato di "disinformazione" e di "apologia del terrorismo".

Risorse addizionali per questo articolo • RFI

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