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Tribunale UE dà parzialmente ragione a Meta: colpo alla Commissione europea

ARCHIVIO - Il logo di Meta su un'insegna alla sede centrale dell'azienda a Menlo Park, California, 9 novembre 2022
ARCHIVIO - Il logo di Meta su un'insegna davanti alla sede dell'azienda a Menlo Park, California, 9 nov. 2022 Diritti d'autore  AP Photo/Godofredo A. Vásquez, File
Diritti d'autore AP Photo/Godofredo A. Vásquez, File
Di Anna Desmarais & Una Hajdari
Pubblicato il
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Il Tribunale dell’UE ha annullato la designazione di Facebook Marketplace come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act, ma la decisione è perlopiù formale: la Commissione aveva già revocato quello status un anno fa.

Il Tribunale dell'Unione europea ha annullato la designazione di Facebook Marketplace come "gatekeeper" da parte della Commissione europea, ritenendo che l'esecutivo Ue non avesse motivato in modo adeguato tale decisione.

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La sentenza, emessa mercoledì a Lussemburgo, annulla in parte una decisione della Commissione del settembre 2023 che designava Meta come gatekeeper. Il colosso tecnologico aveva contestato in particolare la qualifica relativa a Messenger e Marketplace.

Cosa significa la decisione?

Nel Digital Markets Act (DMA) dell'Ue, il concetto di "gatekeeping" indica il controllo sul punto di accesso che le imprese devono utilizzare per raggiungere i clienti online.

Per esempio, se sei una piccola impresa che cerca di vendere beni di seconda mano online e Facebook Marketplace è così dominante da rendere praticamente obbligatorio il suo utilizzo per raggiungere i clienti, allora Meta è il gatekeeper. Controlla la porta d’accesso digitale tra te e i potenziali acquirenti e può fissare le condizioni per passare.

Il DMA è stato concepito per impedire ai gatekeeper di abusare di questa posizione.

La sentenza rappresenta un significativo passo indietro per la Commissione europea, che ha presentato il DMA come il suo strumento di punta per contenere il potere delle principali piattaforme della Silicon Valley.

L’impatto pratico dell’annullamento relativo a Marketplace è però limitato. Nell’aprile 2025 la Commissione aveva già rimosso Marketplace dall’elenco dei gatekeeper, dopo che le modifiche introdotte da Meta alla piattaforma avevano fatto sì che non superasse più le soglie di utenti business richieste per la designazione.

La sentenza di mercoledì è quindi dovuta in larga misura a errori di motivazione giuridica e di analisi.

Il fatto che una designazione centrale sia stata parzialmente annullata dai tribunali dell’Ue per errori della Commissione, e non perché Marketplace sia stato ritenuto non essere un gatekeeper, solleverà interrogativi sul rigore delle valutazioni iniziali dell’esecutivo e sulla sua capacità di resistere ai ricorsi di grandi società tecnologiche con ingenti risorse legali.

Secondo il Tribunale, la Commissione europea non aveva preso in considerazione le nuove informazioni sulle modifiche apportate da Meta a Marketplace nel 2023 nella sua decisione iniziale. Si era basata solo sui dati relativi ai tre anni precedenti di attività del sito.

La decisione non conteneva nemmeno un’analisi sufficientemente concreta del funzionamento di Marketplace dopo l’entrata in vigore di tali cambiamenti, in particolare sulla possibilità per le imprese di offrire beni e servizi ai consumatori sulla piattaforma.

Il Tribunale ha invece confermato che Meta resta una piattaforma "gatekeeper" attraverso Messenger.

Cosa succede adesso?

In base al DMA, la qualifica di gatekeeper fa scattare una serie di obblighi che possono cambiare in modo sostanziale il funzionamento di una piattaforma. La mancata conformità può comportare multe fino al 10% del fatturato annuo mondiale di un’azienda, che possono salire al 20% in caso di recidiva.

Per Meta, che nel 2024 ha registrato ricavi per 164,5 miliardi di dollari (150 miliardi di euro), le sanzioni potrebbero quindi arrivare a decine di miliardi.

Meta ha già sperimentato il peso di queste regole. Il 23 aprile 2025 la Commissione europea ha inflitto all’azienda una multa da 200 milioni di euro per violazione degli obblighi del DMA legati al modello "consent or pay", ritenuto non idoneo a garantire agli utenti una scelta reale sull’uso dei propri dati personali.

Nello stesso giorno Apple è stata multata per 500 milioni di euro per violazioni separate.

Il Tribunale non ha stabilito che Marketplace non sia un gatekeeper. Ha solo concluso che la Commissione non aveva fondato in modo adeguato la propria decisione. Se il numero di utenti della piattaforma dovesse tornare a crescere, la Commissione conserva il potere di designarla nuovamente.

Questa distinzione è importante. Da un lato lascia aperta la possibilità di una nuova designazione; dall’altro fornisce ai legali di Meta una guida dettagliata sui punti in cui la decisione originaria è risultata carente.

La sopravvivenza della designazione relativa a Messenger non è un risultato marginale. Con circa 1 miliardo di utenti, Messenger è una delle piattaforme di comunicazione più utilizzate al mondo e il suo status di gatekeeper impone a Meta di renderla interoperabile con servizi di messaggistica concorrenti. In teoria, ciò potrebbe in futuro consentire agli utenti di WhatsApp, Signal o altre app di inviare messaggi ai contatti su Messenger senza cambiare piattaforma.

Euronews Next ha contattato la Commissione europea e Meta, che però non hanno fornito una risposta immediata.

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