Euroviews. Cos'è il passaporto digitale dei prodotti dell'Ue?

Operai in una fabbrica, illustrazione
Operai in una fabbrica, illustrazione Diritti d'autore Euronews
Di Lars Rensing
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I consumatori dell'Ue possono essere certi che tra qualche anno avranno accesso a una serie di informazioni che cambieranno il modo in cui prendono le decisioni di acquisto e contribuiranno a una società più sostenibile", scrive Lars Rensing

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L'Ue imporrà presto l'uso del passaporto digitale dei prodotti (Dpp) in diversi settori industriali. Si tratta di un documento digitale che fornisce informazioni sul ciclo di vita di un prodotto: può includere di tutto, dai materiali utilizzati per la creazione, all'impatto ambientale del prodotto, dalla proprietà al modo in cui smaltire responsabilmente l'articolo fino a informazioni importanti su garanzia o manutenzione.

L'accesso a queste informazioni avviene tipicamente attraverso un supporto dati come un codice QR o un codice a barre, e le informazioni sono accessibili da un dispositivo come uno smartphone.

Perché è importante?

L'Ue sta adottando misure concrete per sostenere la creazione di un'economia circolare. Con il Piano d'azione per l'economia circolare (Ceap) Bruxelles mira a ridurre la pressione sulle risorse naturali e a evitare la creazione di rifiuti, mantenendo prodotti o risorse all'interno dell'economia il più a lungo possibile.

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr) aggiunge un ulteriore livello di complessità, poiché definisce gli standard e i criteri per le prestazioni ambientali dei prodotti venduti all'interno dell'Ue ed è correlato agli standard per le informazioni che saranno aggiunte al passaporto digitale dei prodotti.

Un volontario ripara un camion giocattolo telecomandato a Malmo, novembre 2021
Un volontario ripara un camion giocattolo telecomandato a Malmo, novembre 2021James Brooks/AP

L'Eespr, che imporrà l'uso dei Dpp, stabilisce una serie di requisiti, tra cui la durata del prodotto, la riutilizzabilità, l'aggiornabilità e la riparabilità, l'impronta di carbonio e ambientale e il contenuto riciclato. Tutti questi requisiti possono essere verificati col passaporto digitale: questo renderà molto più facile per i consumatori prendere decisioni consapevoli dal punto di vista ambientale.

Secondo Forrester il 69% dei consumatori vorrebbe che le aziende fossero più trasparenti sulle loro pratiche commerciali, e questo sviluppo incoraggia le aziende a soddisfare questa richiesta. Le aziende che non hanno già implementato i Dpp dovranno iniziare a pianificare come farlo, in modo da inserirli nella loro catena di distribuzione.

Prima i passaporti per vestiti e gadget

Il passaporto si applica a numerosi prodotti immessi sul mercato dell'Ue, indipendentemente dal fatto che siano stati prodotti nella Ue o meno. Alcuni marchi del settore tessile, come Nobody's Child, hanno già iniziato a implementare una versione di Dpp, in modo che i consumatori possano capire meglio la provenienza degli articoli che acquistano e l'impronta di carbonio della loro produzione.

Una sarta ricama le stelle su una bandiera dell'Unione europea a Budapest, aprile 2003
Una sarta ricama le stelle su una bandiera dell'Unione europea a Budapest, aprile 2003BELA SZANDELSZKY/AP

Alcuni settori, tra cui il tessile e l'elettronica, sono stati designati per implementare i Dpp prima degli altri, già nel 2027, a causa del loro impatto sull'ambiente e/o del loro elevato potenziale di circolarità.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che quelli elettronici sono i rifiuti solidi in più rapida crescita al mondo, con un aumento tre volte superiore a quello della popolazione mondiale: secondo uno studio di BT il 41% dei consumatori britannici ha in casa rifiuti elettrici non più utilizzati.

Quando si parla di rifiuti elettronici, il problema non è solo il volume dei rifiuti prodotti, ma anche i rischi che possono rappresentare per i consumatori. Alcuni materiali utilizzati per la produzione di elettronica possono essere pericolosi e nocivi se non vengono smaltiti in modo responsabile. Lo stesso gruppo di intervistati dello studio BT ha anche dichiarato di non sapere come smaltire i rifiuti elettrici in loro possesso.

Cosa succederà ora?

Il nuovo regolamento si concentrerà su diverse categorie di prodotti fisici come batterie, tessuti, mobili e plastica: l'elettronica e la tecnologia dell'informazione e della comunicazione saranno tra i primi settori ad essere interessati.

Per queste aziende il primo passo sarà quello di creare una strategia Dpp, basata su una ricerca sul regolamento, su una buona visione della catena di fornitura esistente e su come si applica specificamente alla loro azienda.

Le organizzazioni dovranno assegnare un team o un responsabile Dpp per garantire che vengano definiti indicatori chiave di prestazione, obiettivi e tempistiche e che lo sforzo sia pensato con attenzione e tenendo conto delle scadenze dell'Ue.

I consumatori possono essere certi che in pochi anni avranno accesso a una serie di informazioni che cambieranno il modo in cui prendono le decisioni di acquisto e contribuiscono a una società più sostenibile. L'economia circolare è ormai imminente e sarà emozionante vedere l'impatto che queste norme avranno sulla nostra vita quotidiana e sulle generazioni future.

Lars Rensing è l'amministratore delegato di Protokol, un fornitore di soluzioni web3 specializzato.

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