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Gli Stati dell'Ue si scontrano sull'aumento del budget comunitario

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto un'integrazione di quasi 100 miliardi di euro per il bilancio a lungo termine dell'Unione europea.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proposto un'integrazione di quasi 100 miliardi di euro per il bilancio a lungo termine dell'Unione europea. Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il bilancio comune dell'Unione Europea è in fase di revisione, ma gli Stati membri sembrano poco disposti a sborsare più soldi nelle casse comunitarie, a fronte della richiesta da 100 miliardi di euro della Commissione

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Il bilancio dell'Ue approvato per un periodo di sette anni, in modo da garantire piani di spesa a lungo termine ed evitare perenni trattative tra i governie le istituzioni comunitarie.

Nel 2020 i leader dei 27 Stati membri avevano approvato un bilancio di 1.074.000 miliardi di euro e un piano straordinario di 750 miliardi chiamato Next GenerationEu per aiutare gli Stati a riprendersi dalla pandemia da Covid19, nonostante profonde spaccature tra gli Stati membri.

Ma dopo una serie di crisi, in particolare una guerra alle porte dell'Unione, Bruxelles ritiene che queste cifre non riflettano più la realtà economica: la Commissione europea ha proposto una revisione del valore di quasi 100 miliardi di euro, per sostenere l'Ucraina, gestire l'immigrazione, far fronte alle catastrofi naturali e promuovere tecnologie all'avanguardia.

"Siamo in un mondo completamente diverso rispetto al 2020", ha dichiarato a giugno la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, quando ha presentato per la proposta di revisione, che dovrebbe essere approvata entro la fine dell'anno.

Le richieste della Commissione

Ecco le richieste dell'esecutivo comunitario, in tutto 98,8 miliardi:

  • 50 miliardi di euro per l'Ucraina, di cui 33 miliardi in prestiti a basso interesse e 17 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto, da erogare tra il 2024 e il 2027. Il supporto finanziario aiuterebbe a colmare le lacune del bilancio ucraino, a sostenere i servizi essenziali, a ricostruire le infrastrutture critiche, ad attrarre investimenti privati e  accelerare le riforme chiave.
  • 15 miliardi di euro per la gestione dell'immigrazione in Europa, di cui 3,5 miliardi per sostenere i rifugiati siriani in Turchia e due miliardi di euro per i Balcani occidentali.
  • 10 miliardi di euro per creare la Piattaforma delle tecnologie strategiche per l'Europa (Step), un fondo comune destinato a promuovere le tecnologie d'avanguardia prodotte nell'Unione.
  • 18,9 miliardi di euro per rimborsare il debito emesso nel finanziare il piano Next GenerationEU, ora soggetto a tassi di interesse molto più elevati rispetto al suo lancio nel 2020.
  • 3 miliardi di euro per rafforzare lo strumento di flessibilità e far fronte a crisi impreviste.
  • 1,9 miliardi di euro per coprire i costi amministrativi, cioè gli stipendi del personale comunitatio aumentati a causa dell'inflazione.

I dubbi degli Stati membri

Ma i governi nazionali sembrano restii ad aggiungere nuovo denaro, e per prima cosa hanno chiesto una riassegnazione dei fondi già presenti ma non ancora spesi nell'ambito dell'attuale bilancio 2021-2027 per pagare le integrazioni proposte.

"Per molti Stati membri, Germania compresa, non è comprensibile che si debba sempre aumentare il bilancio. È essenziale esaminare i fondi disponibili e come possono essere riallocati o utilizzati in modo diverso", ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

"Ridefinire le priorità" è invece il mantra del primo ministro olandese Mark Rutte, che nel 2020  guidava la coalizione dei "Paesi frugali" insieme a Austria, Svezia e Finlandia.

Il suo omologo belga, Alexander De Croo, ha avvertito che la proposta attuale "non è accettabile" per il Suo Paese e che il Belgio potrebbe violare le regole sul deficit se dovesse fornire denaro in aggiunta.

Von der Leyen ha ammesso che il risultato finale sarà probabilmente un "mix" di contributi nazionali e riassegnazione, ma ha aggiunto che ciò comporterà "compromessi", ovvero programmi che potrebbero essere tagliati.

Un documento informale redatto dalla Spagna, che attualmente detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue, stima che il finanziamento dell'intera revisione solo attraverso la riassegnazione comporterebbe un "taglio generale" di oltre il 30% agli aiuti umanitari e a programmi ben noti come Erasmus+, Horizon Europe, EU4Health.

Dissensi e aperture

L'aumento di bilancio per l'Ucraina, tuttavia, ha ricevuto un'accoglienza calorosa da quasi tutti i leader dell'Ue, che lo considerano uno strumento prezioso per sostenere il Paese, che costerebbe alle loro casse "solo" 17 miliardi, visto che i 33 di prestiti verrebbero rimborsati.

Solo il primo ministro ungherese Viktor Orbánsi è espresso pubblicamente contro la proposta, mentre il nuovo primo ministro slovacco, Robert Fico, ha chiesto garanzie per proteggere i fondi dagli alti rischi di corruzione propri dell'Ucraina.

"La Commissione vuole più soldi per poterli destinare all'integrazione (dei migranti) e agli ucraini", ha detto Orbán, "Non appoggiamo nessuna di queste proposte, mancano gli argomenti professionali e politici. Li respingeremo".

Sebbene i governi concordino sulla necessità di maggiori fondi per la migrazione, in particolare nel contesto delle relazioni con i Paesi di origine e di transito, la maggioranza non ha mostrato una chiara volontà di sottoscrivere l'aumento di 15 miliardi di euro.

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Ciò preoccupa i Paesi del Sud, i cui sistemi di asilo sono spesso sovraccarichi e privi di risorse. Durante il vertice di ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato ai giornalisti che la migrazione è "una priorità" del governo italiano

Il programma Step, invece, ha suscitato molto meno entusiasmo. Poiché l'attuale bilancio prevede già diverse iniziative per la transizione digitale, aggiungere altri dieci miliardi di euro per il settore tecnologico non sembra in cima ai pensieri dei leader nazionali. 

Il primo ministro portoghese António Costa è tra i pochi sostenitori dello Step, che ritiene importante per mitigare le "asimmetrie" poste dalla distribuzione diseguale dei sussidi industriali, fortemente concentrati in Germania e Francia, e per rendere l'Ue in grado di competere con gli Stati Uniti e la Cina.

Sui 19,8 miliardi di euro necessari per pagare i costi degli interessi, i governi nazionali  chiedono che il denaro venga reperito altrove nell'attuale bilancio. "La maggioranza degli Stati membri respinge la proposta della Commissione", si legge nel documento informale della presidenza spagnola.

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Una strada in salita

La revisione del bilancio richiede l'approvazione unanime di tutti i 27 Stati membri e il consenso del Parlamento europeo. Gli eurodeputati hanno chiesto dieci miliardi di euro in più rispetto alla revisione proposta dalla Commissione, mettendo in luce una grande distanza di visioni fra le istituzioni europee.

La presidente del Parlamento comunitario Roberta Metsola ha affermato che i negoziati sono un "dilemma naturale e tradizionale" per il blocco e ha messo in guardia dal tagliare programmi popolari come Horizon Europe ed Erasmus+ in vista delle elezioni europee di giugno.

"Non possiamo assolutamente dire ai nostri cittadini che non riusciamo a trovare una soluzione per finanziarli", ha detto Metsola dopo aver partecipato al Consiglio europeo di ottobre.

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