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Parola d'ordine "condivisione". Come funziona e a cosa serve lo spazio europeo dei dati sanitari

Di Claudio Rosmino
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Parola d'ordine "condivisione". Come funziona e a cosa serve lo spazio europeo dei dati sanitari
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Ogni giorno, in tutta Europa, milioni di dati medici vengono generati dagli operatori sanitari. Tuttavia, questa enorme quantità di informazioni non viene utilizzata al massimo delle sue potenzialità.

Lo spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), lanciato nel maggio 2022 dalla Commissione europea, dovrebbe colmare questa lacuna. Renderà i dati sanitari più accessibili per pazienti e professionisti (WEB: in patria e all'estero), ma creerà anche le condizioni tecniche per utilizzare in sicurezza queste informazioni per promuovere ricerca e innovazione.

Esistono due tipi di utilizzo dei dati sanitari:

- Quello relativo all'assistenza sanitaria (ad esempio una visita medica) è noto come uso primario.

- L'uso secondario si riferisce alle informazioni trattate, in condizioni di rigorosa sicurezza e riservatezza, per l'elaborazione di politiche o il miglioramento di prodotti sanitari.

Andiamo ora in Grecia per scoprire come un'azienda sanitaria digitale potrebbe approfittare della condivisione dei dati e superare l'attuale frammentazione degli standard sanitari in Europa.

Per ampliare le opportunità di business, organizzazioni come Integrating the Healthcare Enterprise (IHE) promuovono delle politiche specifiche.

Dice Alexander Berler, Direttore dello sviluppo aziendale strategico, IHE Catalyst AISBL:  "Nel mercato europeo, il settore della sanità digitale e le aziende devono affrontare diversi ostacoli. La sanità digitale, infatti, costituisce un mercato frammentato e questo a scapito dei cittadini europei. A differenza di quanto accade in Stati Uniti e Asia".

Il mercato europeo della salute digitale vale circa 40 miliardi di euro e continua a crescere.

Per aziende come Gnomon Informatics, specializzata in prodotti per la salute elettronica (NOTA: come l'e-health Pass; il dispositivo descritto da Korina), uno scambio coordinato di dati aprirebbe finalmente le porte a un mercato a livello europeo. A giovarne sarebbero entrambi, pazienti e affari.

Aggiunge Korina Papadopoulou, Responsabile sviluppo prodotto, Gnomon Informatica: "La personalizzazione dei dati medici è molto importante per i cittadini europei così come per il resto del mondo. Un paziente può avere tutti i suoi dati medici e quelli sulle sue malattie, in un unico dispositivo. In questo modo, può avere i dati con sé quando viaggia attraverso diversi paesi e condividerli con qualsiasi clinica o con qualsiasi medico voglia". 

Migliorando l'interoperabilità tra gli operatori sanitari, in tutta Europa, sarà anche possibile evitare doppioni di esami medici, ad esempio, con conseguenti effetti positivi sui costi sanitari e sul follow-up dei pazienti.

Kostis Kaggelidis, CEO, Gnomon Informatica:  "L'uso di uno spazio di dati europeo è la giusta direzione per un approccio architetturale ai sistemi sanitari elettronici. Questo dà la direzione che può consentire all'Europa di creare un'industria sanitaria elettronica e servizi di qualità". 

- La "coesistenza" tra gli ecosistemi medici e digitali si basa sull'interoperabilità, il che significa che i sistemi IT leggono, utilizzano e scambiare dati su base comune.

- La semantica è un'abilità chiave per colmare il divario terminologico tra i vari sistemi software sanitari.

- Il passo successivo è concordare le 'regole', ovvero la struttura delle informazioni ricevute.

Una volta pienamente implementato, lo Spazio europeo dei dati sanitari contribuirà ad ampliare gli orizzonti del mercato sanitario europeo. Consentirò inoltre alle piccole e medie imprese europee di collaborare nello sviluppo di nuovi prodotti innovativi per il settore sanitario.