Kassidiaris era stato condannato a 13 anni di carcere come dirigente dell’organizzazione criminale, legata per anni ad aggressioni contro migranti e oppositori politici e all’omicidio di Pavlos Fyssas nel 2013
"Vi avevo dato la mia parola: appena oltrepassato questo cancello, sarei tornato in prima linea nelle battaglie nazionali. Il mio obiettivo è liberare il Paese dal governo più corrotto del periodo post-dittatura". Con queste parole l’ex portavoce del partito neonazista Alba Dorata, Ilias Kasidiaris, ha annunciato il suo ritorno sulla scena politica subito dopo essere stato scarcerato dal prigione di Domokos.
Ad attenderlo all'uscita dal carcere martedì c'erano decine di sostenitori muniti di bandiere greche che scandivano lo slogan "Ilias, siamo con te". Nonostante i tentativi della classe politica di sbarrargli la strada verso il Parlamento, Kasidiaris ha tirato dritto: "In democrazia c’è un solo giudice: il sovrano popolo greco".
Deputato dal 2012 al 2019, Kasidiaris è stato condannato nel 2020 a 13 anni di reclusione come figura di spicco di un'organizzazione criminale responsabile di sistematiche aggressioni ai danni di migranti e oppositori politici.
L'escalation del gruppo si consumò nel 2013 con l'omicidio del musicista antifascista Pavlos Fyssas. L'ex leader estremista torna in libertà dopo aver scontato sei anni di carcere effettivi, integrati dal computo della custodia cautelare e dai periodi di detenzione pregressi.
La carriera di Kasidiaris — ex istruttore dei militanti del gruppo e noto per una svastica tatuata sul braccio — è costellata di episodi violenti. Nel 2012 assurse alle cronache internazionali per aver schiaffeggiato in diretta TV la deputata comunista Liana Kanelli e lanciato un bicchiere d’acqua a un altro esponente di sinistra. In seguito fu ripreso mentre rivendicava con orgoglio che l'ingresso in Parlamento avrebbe permesso ai suoi militanti di "portare legalmente armi con licenza".
Propaganda social e il cauto "endorsement" di Musk
Nemmeno le sbarre ne hanno arrestato la presenza mediatica. Dal carcere ha continuato a guidare la sua rete tramite un canale YouTube da 162.000 iscritti e, nell'ottobre 2020, ha fondato la nuova formazione politica "Ellines" ("Greci").
Il suo caso ha persino varcato i confini nazionali lo scorso 17 luglio, quando Elon Musk si è inserito nel dibattito definendo su X "confuso" e "sbagliato" il prolungamento della sua detenzione — un intervento subito cavalcato dallo stesso Kasidiaris per accreditarsi all'esterno.
Il nodo elettorale e la morsa della Corte Suprema
La sua liberazione avviene in un momento di forte avanzata delle destre radicali in Europa, ma il suo futuro istituzionale resta un’incognita. Sebbene "Ellines" abbia già subito uno stop dalla Corte Suprema (Areios Pagos) che ne ha bloccato la corsa alle legislative del 2023, ambienti giuridici chiariscono che la scarcerazione non ripristina automaticamente il suo elettorato attivo e passivo.
In base alle normative vigenti, Kasidiaris dovrebbe restare escluso dalle competizioni elettorali fino al 2033, termine della pena accessoria della privazione dei diritti politici. L'ultima parola spetterà comunque alla Corte Suprema in vista delle prossime consultazioni generali, previste per il 2027.