Autistici/Inventati sanzionato dagli USA come SDGT: la base giuridica nata dopo l’11 settembre, gli effetti in Italia e la denuncia di Marco Cappato
Un collettivo italiano che offre servizi digitali per comunicare in modo indipendente viene inserito dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni sanzionate per terrorismo. Nel giro di pochi giorni il suo dominio diventa irraggiungibile, i servizi di posta elettronica si fermano e anche i rapporti finanziari vengono messi in discussione.
È la vicenda di Autistici/Inventati, realtà nata in Italia nel 2001 e attiva nella gestione di servizi internet orientati alla privacy, all'anonimato e alla comunicazione libera. Il 26 agosto l'Office of Foreign Assets Control (OFAC), l'ufficio del Dipartimento del Tesoro americano che applica le sanzioni finanziarie, ha inserito A/I nella lista degli Specially Designated Nationals and Blocked Persons, con la classificazione SDGT, Specially Designated Global Terrorist.
La decisione arriva alla vigilia di una ricorrenza particolarmente significativa: domani, 11 settembre, saranno passati 25 anni dagli attentati negli Stati Uniti che cambiarono anche l'architettura internazionale della lotta al terrorismo.
La base giuridica nasce dopo l'11 settembre
La misura contro Autistici/Inventati si fonda sull'Executive Order 13224, firmato dal presidente George W. Bush il 23 settembre 2001, pochi giorni dopo gli attentati dell'11 settembre. L'ordine esecutivo nasce proprio per colpire le reti finanziarie e di supporto legate al terrorismo e permette al governo americano di designare anche soggetti che forniscano supporto finanziario, materiale o tecnologico ad attività terroristiche o a soggetti già designati.
È un passaggio importante per capire il caso A/I. La contestazione americana non riguarda infatti soltanto l'eventuale partecipazione diretta ad atti violenti: il provvedimento del Tesoro sostiene che il collettivo italiano fornisca infrastrutture, strumenti e servizi digitali utilizzati da cellule Antifa e da altri estremisti violenti di estrema sinistra.
L'Executive Order 13224 consente agli Stati Uniti di bloccare i beni dei soggetti designati e vieta, salvo specifiche autorizzazioni, alle persone e alle società statunitensi di effettuare transazioni con loro. La norma prevede espressamente anche il divieto di fornire fondi, beni o servizi a beneficio dei soggetti colpiti.
La base giuridica, dunque, è americana e nasce nel contesto della risposta agli attentati del 2001. Non si tratta però di una legge approvata oggi dal Congresso né, tecnicamente, dell'inserimento nella lista statunitense delle Foreign Terrorist Organizations. A/I è stato designato dall'OFAC come SDGT, una categoria che produce comunque pesanti conseguenze finanziarie.
Chi sono Autistici/Inventati
Autistici/Inventati nasce nel marzo 2001 dall'incontro tra persone e collettivi italiani impegnati nel campo della tecnologia, della privacy, dei diritti digitali e dell'attivismo politico. Si tratta di un ente del terzo settore con sede a San Giuliano Terme, provincia di Pisa. Il progetto di A/I si propone di offrire strumenti di comunicazione non commerciali e orientati alla tutela della privacy.
Nel tempo il collettivo ha costruito una vera infrastruttura digitale: caselle email, siti web, blog, mailing list, servizi di messaggistica, videoconferenza e strumenti per l'anonimato. Secondo i dati pubblicati dallo stesso A/I, la rete è arrivata a gestire circa 12 mila caselle di posta, oltre mille siti, più di 3 mila blog e circa 3 mila mailing list.
Tra i servizi più conosciuti c'è Noblogs, piattaforma di blogging utilizzata da associazioni, attivisti e collettivi. Il sistema non funziona come un normale servizio commerciale: A/I dichiara di lavorare su base volontaria e di finanziare l'infrastruttura attraverso donazioni.
Il collettivo non nasconde la propria identità politica. Nei criteri per l'accesso ai servizi indica tra i propri principi l'anticapitalismo, l'antifascismo, l'antirazzismo, l'antimilitarismo, l'antisessismo e il rifiuto dell'autoritarismo e delle gerarchie.
È proprio questa infrastruttura, secondo Washington, ad aver fornito un supporto tecnologico a gruppi considerati terroristici o estremisti violenti.
Cosa comportano le sanzioni americane
L'inserimento nella lista OFAC significa che i beni e gli interessi patrimoniali di A/I sottoposti alla giurisdizione americana vengono bloccati. Per le persone e le aziende statunitensi, inoltre, sono vietate le transazioni con il soggetto sanzionato, salvo le autorizzazioni previste dalle autorità americane.
Ma gli effetti possono andare oltre i confini degli Stati Uniti.
È quello che sta accadendo nel caso Autistici/Inventati. Il dominio autistici.org è diventato irraggiungibile il 28 agosto, pochi giorni dopo la designazione. Il Public Interest Registry, che gestisce i domini .org, ha successivamente spiegato di essere un'organizzazione con sede negli Stati Uniti e di dover rispettare la normativa americana sulle sanzioni.
Il problema non riguarda soltanto un sito web. Il dominio è collegato a diversi servizi del collettivo, comprese le caselle email.
C'è di più, come spiega l'attivista Marco Cappato: "Tutti i loro servizi sono stati oscurati, Paypal ha bloccato i fondi, perfino la loro banca italiana è stata costretta a sospendere il loro conto in via cautelare. Il problema è che tutto questo è avvenuto scavalcando qualsiasi tutela giuridica. Però quando nel 2016 l'FBI volle sbloccare l'iPhone dell'autore di una strage terroristica, non usò scorciatoie autoritarie, andò in tribunale contro Apple".
Per A/I sul fronte finanziario le conseguenze si sono fatte subito sentire. Banca Etica, presso cui l'associazione aveva un conto dal 2018, ha dichiarato di aver valutato le possibili conseguenze dell'inserimento di A/I nelle liste OFAC e di aver discusso il caso pubblicamente.
Nel frattempo l'OFAC ha concesso una finestra temporanea attraverso la General License 36, che autorizza fino alle 00:01 del 25 settembre 2026 alcune operazioni necessarie alla chiusura dei rapporti già esistenti con Autistici/Inventati.
Per A/I, però, il danno è già diventato concreto. Il 6 settembre il collettivo ha annunciato la sospensione di tutti i propri servizi, spiegando di non poter proseguire nelle condizioni create dalle sanzioni.
La denuncia di Marco Cappato: "Sovranità digitale europea"
Sul caso è intervenuto proprio Marco Cappato, che in un post ha collegato la chiusura di Autistici/Inventati a una questione più ampia: la capacità degli Stati Uniti di esercitare i propri strumenti sanzionatori anche attraverso aziende e infrastrutture digitali che operano fuori dal territorio americano.
"La totale assenza di sovranità digitale europea", è uno dei punti denunciati da Cappato, che considera il caso A/I un campanello d'allarme sul rapporto tra potere americano, infrastrutture tecnologiche e autonomia europea.
"O non ci siamo mai accorti di avere un'organizzazione terroristica in casa, operativa da 25 anni, allora dovremmo correre ad arrestarli, sequestrare tutto, ma anche capire come mai sia stato possibile. Oppure siamo tutti convinti che il collettivo autistici inventati non sia un gruppo terroristico. E allora come è possibile che non abbiamo niente da dire come governo ai nostri alleati americani su questa vicenda?" rilancia Marco Cappato, che è anche fondatore e co-presidente di Eumans,movimento paneuropeo di iniziativa popolare focalizzato sulla sostenibilità e i diritti dei cittadini.
Il punto sollevato riguarda quindi una conseguenza che va oltre la vicenda del collettivo: quanto può essere davvero autonoma un'infrastruttura digitale europea quando una parte dei servizi essenziali dipende da società, registri, piattaforme o sistemi finanziari sottoposti alla legge americana?
È la domanda che il caso Autistici/Inventati porta al centro del dibattito proprio alla vigilia dei 25 anni dall'11 settembre. La norma utilizzata da Washington per colpire il collettivo italiano è nata allora, quando la priorità era spezzare le reti di finanziamento del terrorismo internazionale. Oggi quella stessa architettura giuridica viene applicata a una realtà digitale italiana accusata dagli Stati Uniti di fornire supporto tecnologico a reti dell'estrema sinistra.
A/I respinge le accuse e sostiene che il proprio lavoro consista nel mettere a disposizione strumenti per la comunicazione e l'autodifesa digitale. Il collettivo ha ribadito di non considerare il proprio lavoro una forma di terrorismo e ha contestato la decisione americana.