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Stati Uniti, Rubio rispolvera il “terrorismo rosso”: nel mirino anche una sigla italiana

Il Segretario di Stato Usa Rubio
Il Segretario di Stato Usa Rubio Diritti d'autore  Tierney L. Cross/AP
Diritti d'autore Tierney L. Cross/AP
Di Stefania De Michele
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Dagli attacchi in Grecia alle Brigate Rosse, Rubio denuncia una nuova minaccia transnazionale e annuncia una stretta Usa contro i gruppi dell’estrema sinistra

Il segretario di Stato americano Marco Rubio alza il livello dello scontro contro quello che l'amministrazione Trump definisce il ritorno del terrorismo politico di estrema sinistra. Washington vuole rafforzare la cooperazione internazionale contro i gruppi radicali e annuncia nuove designazioni e misure contro le organizzazioni considerate una minaccia.

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La nuova linea è stata illustrata da Rubio durante il vertice ministeriale "Resurgence of Political Terrorism", organizzato a Washington il 16 luglio con la partecipazione di delegazioni di circa 67 Paesi. Secondo il segretario di Stato, la violenza dell'estrema sinistra non rappresenterebbe più un fenomeno confinato ai singoli Paesi, ma una minaccia transnazionale, con collegamenti e modalità operative che attraversano i confini.

Rubio cita Brigate Rosse, Raf e 17 Novembre

Nel suo intervento Rubio ha richiamato anche alcune delle organizzazioni terroristiche della sinistra radicale che hanno segnato la storia europea. Tra gli esempi ha citato le Brigate Rosse in Italia, la Frazione Armata Rossa (Raf) in Germania e il gruppo greco 17 Novembre.

Il riferimento al passato è servito a sostenere la tesi di Washington secondo cui il terrorismo politico di estrema sinistra non sarebbe scomparso, ma starebbe tornando sotto forme diverse.

Rubio ha collegato questa minaccia anche a episodi recenti. In particolare ha citato gli attacchi incendiari di Salonicco, in Grecia, dove tre ordigni sono esplosi nelle vicinanze delle abitazioni di membri del partito conservatore Nuova Democrazia.

Nell'attacco è morta Vagia Nestora, 72 anni, madre di Afroditi Nestora, candidata del partito. Secondo il racconto di Rubio, la donna è stata colpita da una molotov e ha riportato ustioni su oltre l'80 per cento del corpo.

Il segretario di Stato ha poi evocato altri episodi europei che, secondo Washington, rientrerebbero nella nuova minaccia. Tra questi ha citato il blackout provocato da un attacco contro infrastrutture elettriche a Berlino e l'aggressione mortale a Lione contro il 23enne attivista di destra Quentin Deranque.

La rete anarchica italiana già nella lista nera Usa

Il riferimento più diretto all'Italia, però, riguarda la Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI/FRI).

Non si tratta di una nuova sanzione annunciata ad agosto: gli Stati Uniti avevano già inserito la FAI/FRI nella lista delle Foreign Terrorist Organizations nel novembre 2025, insieme alla tedesca Antifa Ost e alle greche Armed Proletarian Justice e Revolutionary Class Self-Defense. La decisione era stata firmata da Rubio.

La FAI/FRI è una sigla anarchica transnazionale e decentralizzata, associata negli anni a diverse rivendicazioni di attentati e azioni violente. Nella lista americana compaiono anche numerose denominazioni e cellule riconducibili alla federazione, tra cui la Brigata Augusto Masetti.

La designazione americana ha conseguenze finanziarie e giudiziarie: gli appartenenti all'organizzazione e chi le fornisce sostegno possono essere colpiti dalle misure previste dalla legislazione antiterrorismo statunitense. Il Tesoro americano ha inoltre inserito la FAI/FRI tra le organizzazioni classificate come Specially Designated Global Terrorists.

"Una minaccia internazionale"

È proprio il carattere transnazionale della minaccia il punto centrale della nuova strategia di Rubio.

"Questo è un convegno internazionale perché ci troviamo di fronte a una minaccia internazionale, transnazionale", ha detto il segretario di Stato, chiedendo ai Paesi alleati di individuare e mappare le reti dell'estrema sinistra radicale e di costruire una nuova architettura comune per contrastarle.

La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato sostengono che per troppo tempo questa minaccia sia stata sottovalutata dalle strutture antiterrorismo occidentali. La nuova politica prevede quindi una maggiore condivisione delle informazioni, cooperazione tra le forze di sicurezza e ulteriori designazioni.

Già a giugno il Dipartimento di Stato aveva chiesto a più di 20 ambasciate americane, comprese quelle in Italia e Albania, informazioni sui gruppi estremisti di sinistra presenti nei rispettivi Paesi. Secondo quanto riportato dal Washington Post, la richiesta aveva suscitato perplessità tra alcuni funzionari e alleati europei, che non condividono necessariamente la valutazione americana sulla portata della minaccia.

Le critiche: "Stanno politicizzando l'antiterrorismo"

La nuova strategia americana ha provocato anche reazioni critiche. Esponenti democratici e alcuni esperti di terrorismo hanno accusato l'amministrazione Trump di trasformare la lotta al terrorismo in uno strumento politico e di attribuire all'estrema sinistra una priorità che, secondo diverse valutazioni europee, non corrisponderebbe al livello effettivo della minaccia.

Il Washington Post ha riferito che alcuni funzionari americani ed europei hanno espresso dubbi sull'iniziativa, mentre diversi Paesi invitati al vertice non considerano il terrorismo di estrema sinistra una delle principali minacce alla sicurezza nazionale.

Rubio, tuttavia, difende la svolta e sostiene che gli Stati Uniti debbano affrontare il fenomeno prima che possa trasformarsi in una minaccia più ampia. Dopo le prime quattro designazioni del 2025, l'amministrazione Trump ha fatto sapere che altre organizzazioni potrebbero essere inserite nella lista.

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