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Droni a Lipsia, la Polonia si schiera con la Germania e convoca il diplomatico russo: "È terrorismo di Stato"

Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski parla con i media davanti alla sede del Ministero degli Esteri a Varsavia.
Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski parla con i media davanti alla sede del Ministero degli Esteri a Varsavia. Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokolowski
Diritti d'autore AP Photo/Czarek Sokolowski
Di Glogowski Pawel
Pubblicato il
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Varsavia alza il tiro con Mosca: il ministero degli Esteri polacco ha convocato l’ambasciatore russo Gieorgij Michno. Una risposta decisa alla guerra ibrida del Cremlino e un segnale di piena solidarietà alla Germania e all’Europa, dopo il presunto attacco con drone all'aeroporto di Lipsia

L'ambasciatore russo Gieorgij Michno è stato convocato al Ministero degli Affari Esteri polacco. Come ha riferito il portavoce del dicastero Maciej Wewiór, la parte polacca intende esprimere al diplomatico un fermo dissenso nei confronti dell'escalation delle azioni aggressive della Russia.

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Non si tratta però soltanto dell'ennesima protesta diplomatica di Varsavia contro Mosca. Questa volta la decisione della Polonia ha anche un chiaro carattere di solidarietà tra alleati. Varsavia vuole così mostrare che le azioni russe rivolte contro uno degli Stati membri della NATO sono considerate un problema dell'intera Alleanza.

La Germania punta il dito contro la Russia. Berlino prende una decisione

Lo sfondo diretto della reazione polacca sono gli avvenimenti in Germania.

Il governo tedesco ha reso noto che, sulla base delle conclusioni dei servizi e delle indagini in corso, la Russia è responsabile dell'incidente con un drone avvenuto in agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle. Berlino lo considera parte di più ampie attività ibride russe dirette contro i Paesi europei. Le autorità tedesche sottolineano che le conclusioni sulla responsabilità della Russia si basano su varie categorie di informazioni: gli elementi raccolti dall'intelligence, i risultati delle operazioni di polizia e l'analisi del modus operandi.

In risposta a queste conclusioni, la Germania ha deciso di chiudere il consolato generale russo a Bonn e di porre fine alle attività della Casa russa a Berlino. Berlino annuncia inoltre ulteriori misure contro le operazioni ibride di Mosca.

La Russia respinge le accuse. Le autorità russe definiscono le contestazioni tedesche infondate e promettono una risposta. Il ministero degli Esteri russo ha già convocato un diplomatico tedesco e Sergej Lavrov ha annunciato la chiusura delle sedi dell'Istituto Goethe in Russia.

Varsavia si schiera con Berlino

È a questo punto che entra in gioco la Polonia.

Il portavoce del ministero degli Esteri Maciej Wewiór ha sottolineato che la convocazione dell'ambasciatore russo è anche un gesto di solidarietà con la Germania. Varsavia ritiene che, poiché i Paesi europei si confrontano con azioni simili da parte della Russia, la risposta non dovrebbe essere solo una questione delle singole capitali.

L'informazione sulla convocazione dell'ambasciatore russo è stata confermata anche dal ministro degli Esteri Radosław Sikorski.

Il capo della diplomazia polacca ha affermato chiaramente che il problema di un alleato è un problema di tutta l'Alleanza. A suo avviso non si può permettere alla Russia di verificare impunemente le reazioni dei Paesi europei attraverso continue provocazioni e azioni ibride.

"Non accettiamo che i nostri confini vengano messi alla prova impunemente e che si compiano azioni ostili sui nostri territori. Non c'è alcun consenso per incendi dolosi, attacchi alla rete ferroviaria, omicidi e altre provocazioni. Anche la Polonia ha convocato l'ambasciatore russo per esprimere la nostra ferma condanna del terrorismo di Stato perpetrato dalla Federazione Russa" – ha dichiarato Radosław Sikorski in conferenza stampa durante la riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del Triangolo di Weimar.

È un segnale importante anche nel contesto dei rapporti polacco-tedeschi. Varsavia non solo reagisce alle azioni di Mosca, ma al tempo stesso mostra a Berlino che in materia di sicurezza i due Paesi sono dalla stessa parte.

La guerra ibrida sempre più vicina all'Europa

L'incidente di Lipsia è considerato dalle autorità tedesche parte di un problema più ampio. Berlino segnala un numero crescente di casi di sabotaggio, cyberattacchi, campagne di disinformazione e altre attività volte a destabilizzare i Paesi europei.

Il ministero tedesco degli Esteri ha definito quanto accaduto a Lipsia un ulteriore elemento di una lunga serie di azioni che comprendono destabilizzazione, disinformazione, minacce, sabotaggio e aggressione nei confronti dell'Europa.

Timori analoghi sono presenti da tempo in Polonia. Negli ultimi mesi Varsavia ha accusato più volte la Russia di attività che mettono a rischio la sicurezza del Paese. A luglio il ministero polacco degli Esteri ha convocato l'ambasciatore russo in relazione alla violazione dello spazio aereo polacco da parte di un missile da crociera russo.

Radosław Sikorski ha commentato le provocazioni russe e la minaccia ibrida proveniente dal Cremlino:

"Uso sempre meno l'espressione guerra ibrida, perché non tutti capiscono che cosa significhi, e significa un'aggressione al di sotto della soglia di un'invasione. Ma qui abbiamo sicuramente a che fare con terrorismo di Stato."

"Per quanto riguarda gli attacchi in Polonia, sappiamo chi li ha ordinati, conosciamo i loro nomi, sappiamo dove vivono. E vorrei far notare anche che non ha sentito parlare di alcun attacco terroristico polacco, francese o tedesco in Russia. È la Russia l'aggressore nei nostri confronti, non il contrario."

Mosca risponderà?

Resta da vedere come il Cremlino reagirà alle mosse di Varsavia.

La Russia ha già dimostrato di voler trattare le decisioni della Germania come un pretesto per azioni di ritorsione. Mosca ha annunciato, tra l'altro, la chiusura delle sedi dell'Istituto Goethe.

Ci si può quindi aspettare che anche la mossa polacca susciti una reazione diplomatica russa. Resta incerta la sua portata.

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