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Trump: "Buoni colloqui con Putin, la Russia non attaccherà i territori NATO"

Due uomini passano davanti al logo della Nato durante il Forum dell'industria della difesa, al vertice Nato di Ankara, 7 luglio 2026.
Due uomini passano davanti al logo della NATO durante il Forum dell'industria della difesa al vertice NATO ad Ankara, il 7 luglio 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Trump assicura che Putin non attaccherà la NATO, mentre il Cremlino minimizza la visita del capo della Cia Ratcliffe a Mosca

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prova a spegnere i timori di un possibile confronto diretto tra Russia e Nato. "Non attaccherà un territorio della Nato", ha dichiarato giovedì parlando di Vladimir Putin, respingendo le ricostruzioni dei media americani secondo cui Washington sarebbe preoccupata per un possibile attacco russo contro l'Europa.

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Le parole di Trump arrivano però in un momento particolarmente delicato. Solo due giorni prima, il direttore della Cia John Ratcliffe aveva effettuato una rara e sorprendente visita a Mosca per incontrare il capo dell'intelligence esterna russa Sergei Naryshkin.

Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal e da CBS News, uno degli obiettivi del viaggio sarebbe stato proprio quello di mettere in guardia Mosca dal rischio di un eventuale attacco contro un Paese membro della Nato. Una possibilità che, secondo alcune valutazioni dell'intelligence statunitense, non può essere completamente ignorata.

Trump: "Non attaccheranno"

Interrogato nello Studio Ovale sulla possibilità che Putin abbia accettato di non colpire il territorio dell'Alleanza Atlantica, Trump è stato categorico.

"Ho avuto buoni colloqui con lui. Non attaccherà un territorio della Nato", ha detto.

Alla domanda se Ratcliffe avesse effettivamente portato a Mosca un avvertimento americano, il presidente ha evitato di entrare nei dettagli: "Non voglio commentare, ma non attaccheranno".

Trump ha anche cercato di ridimensionare il significato della missione del direttore della Cia. Secondo il presidente, Ratcliffe sarebbe andato a Mosca soprattutto per discutere della guerra in Ucraina e non per affrontare direttamente il tema della sicurezza della Nato.

"È lì, è una cosa quasi di routine. Mi dispiace deludere le persone. Vorremmo che la guerra con l'Ucraina finisse", ha dichiarato Trump in un'intervista al conduttore radiofonico conservatore Glenn Beck.

Una versione che sembra voler abbassare i toni attorno a una visita tutt'altro che ordinaria: Ratcliffe è infatti uno dei più importanti funzionari americani ad aver messo piede in Russia dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina nel 2022..

Il presidente statunitense Donald Trump fa un gesto nello Studio Ovale della Casa Bianca, 27 agosto 2026
Il presidente statunitense Donald Trump fa un gesto nello Studio Ovale della Casa Bianca, 27 agosto 2026 AP Photo

Mosca: "Nulla di insolito"

Anche il Cremlino ha scelto di minimizzare l'incontro.

Naryshkin ha confermato che il colloquio con Ratcliffe si è svolto, ma ha escluso che ci sia qualcosa di eccezionale. "Sì, l'incontro c'è stato, ma non ha nulla di insolito", ha dichiarato, secondo quanto riportato dall'agenzia statale russa Tass.

I due avrebbero affrontato "un certo numero di questioni" legate alle rispettive attività di intelligence. Naryshkin ha definito la conversazione "una vicenda piuttosto delicata e particolare".

Ancora più netta è stata la reazione del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov alle indiscrezioni su un possibile attacco russo alla Nato.

"In questo momento vengono pubblicate molte di queste storie spaventose. Naturalmente non hanno nulla a che vedere con la realtà", ha affermato durante il briefing quotidiano.

Il direttore della CIA John Ratcliffe parla con i giornalisti durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, 6 aprile 2026
Il direttore della CIA John Ratcliffe parla con i giornalisti durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, 6 aprile 2026 AP Photo

L'Europa non vede un attacco imminente

A Bruxelles, intanto, la valutazione appare in linea con quella espressa pubblicamente da Trump e Mosca, almeno sul rischio immediato.

Un alto funzionario dell'Unione europea, parlando in forma anonima, ha dichiarato che i servizi di intelligence europei "non vedono alcun rischio di un attacco dalla Russia contro i Paesi europei" e che questa valutazione non è cambiata.

"Per quanto riguarda eventuali minacce ai membri europei della Nato, non vediamo alcuna valutazione che indichi qualcosa del genere in preparazione al momento", ha aggiunto.

Questo non significa però che la Russia non venga considerata una minaccia strategica di lungo periodo. L'attenzione degli alleati resta alta soprattutto di fronte all'evoluzione della guerra in Ucraina, all'intensificarsi degli attacchi e all'impiego sempre più massiccio di droni.

La guerra in Ucraina resta il vero nodo

Il punto centrale dei colloqui tra Stati Uniti e Russia resta dunque l'Ucraina. I tentativi di arrivare a un accordo di pace mediato da Washington sono in fase di stallo, mentre sul terreno l'offensiva russa continua.

Mosca sostiene di voler raggiungere i propri obiettivi attraverso mezzi pacifici, ma il Cremlino ribadisce che, in assenza di una soluzione negoziale alle proprie condizioni, continuerà quella che definisce "operazione militare speciale".

La Russia ha inoltre respinto più volte la richiesta di Kiev di un incontro diretto tra Putin e Volodymyr Zelensky. Tra le condizioni avanzate da Mosca figura il ritiro ucraino da parti del Donbass.

Nel frattempo, i contrattacchi ucraini con i droni stanno aumentando la pressione sulla Russia, colpendo infrastrutture e obiettivi sul suo territorio e imponendo costi crescenti anche all'economia.

La guerra, arrivata al quarto anno e mezzo dall'invasione su larga scala, resta così una partita di logoramento. L'enorme diffusione dei droni rende sempre più difficile per entrambi gli schieramenti concentrare rapidamente grandi quantità di truppe e ottenere una svolta decisiva sul campo.

Fumo che si alza sopra i magazzini dopo un attacco aereo russo a Kiev, 27 agosto 2026
Fumo che si alza sopra i magazzini dopo un attacco aereo russo a Kiev, 27 agosto 2026 AP Photo

E lo Stretto di Hormuz?

Sul tavolo di Trump c'è anche un'altra crisi internazionale: quella dello Stretto di Hormuz.

Il presidente americano ha annunciato un possibile "economic D-Day" contro l'Iran nel caso in cui Teheran rifiuti di riaprire lo strategico passaggio marittimo. Trump, tuttavia, non sembra intenzionato per ora a punire Mosca per i suoi rapporti commerciali con l'Iran.

"Finora credo che la Russia si sia comportata piuttosto bene, per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz", ha detto.

La missione di Ratcliffe resta quindi avvolta da una certa ambiguità. Washington e Mosca ne minimizzano la portata, mentre le ricostruzioni della stampa americana parlano di un possibile messaggio molto più delicato: evitare che la guerra in Ucraina si trasformi in uno scontro diretto tra Russia e Nato.

Per ora Trump assicura che Putin "non attaccherà". Ma dietro questa rassicurazione resta la domanda che pesa sulla sicurezza europea: quanto è davvero lontano, oggi, il rischio di un'escalation oltre i confini dell'Ucraina?

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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