La procura locale ha registrato sedici aggressioni sessuali con 17 vittime a Ceuta dall’inizio della crisi migratoria, a conferma di un contesto di grave mancanza di tutela, in particolare dei minorenni migranti
La giustizia spagnola ha registrato 16 aggressioni sessuali con 17 vittime a Ceuta dall'inizio della crisi migratoria provocata dall'ingresso massiccio di migranti alla fine di luglio, secondo gli ultimi dati forniti dalla Procura della città autonoma. Delle 17 vittime registrate, 16 sono donne e la maggior parte sono minorenni, come spiegato giovedì dalla procuratrice generale Teresa Peramato, durante una visita nella città situata nell'Africa settentrionale.
La stessa magistrata ha inoltre annunciato che la procura locale sarà rafforzata con tre pubblici ministeri provenienti dal territorio europeo per far fronte all'aumento del carico di lavoro derivato dalla crisi. Ha quindi sottolineato che in queste settimane è stato rilevato un incremento dei reati contro il patrimonio e di quelli di violenza e resistenza a pubblici ufficiali, anche se non sono state fornite cifre specifiche in merito.
Peramato ha poi espresso la propria solidarietà ai migranti che restano nella città autonoma, sottolineando come si trovino in "una situazione umanitaria molto delicata". Nel frattempo, le autorità cercano alternative per alleggerire la pressione sulle strutture di accoglienza di Ceuta dopo gli arrivi massicci di fine luglio.
"Per spazi alternativi per i migranti potrebbero servire mesi"
Il ministro per la Politica territoriale e la Memoria democratica, Ángel Víctor Torres, ha avvertito giovedì che per ottenere gli spazi alternativi proposti dalla Città autonoma di Ceuta per ospitare i migranti potrebbero essere necessari dei mesi.
Torres ha aggiunto davanti alla Commissione mista per la Sicurezza nazionale del Congresso che alcune delle strutture che ha visitato durante il suo viaggio a Ceuta necessitano di interventi importanti, perché mancano di servizi igienici, rete fognaria o rete elettrica.
Il governo aveva inserito i palazzetti dello sport tra le possibili strutture di emergenza, anche se il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ne ha rifiutato l'utilizzo. Torres ha sottolineato che la lista di spazi prevista dall'esecutivo di Madrid è "flessibile e modificabile" e che l'inclusione dei palazzetti rispondeva a situazioni estreme, senza che fosse previsto il loro uso immediato.
Il ministro ha definito "fruttuosa" la prima riunione del comitato incaricato di gestire la crisi e ha anticipato che, dopo un nuovo incontro venerdì, gli incontri si terranno settimanalmente. "Ci saranno errori e commetteremo sbagli, ma questa è la strada", ha affermato.
Il governo ha istituito un comando unico fino alla fine dell'anno, anche se Torres ha assicurato di voler abbreviare i tempi per stabilizzare la situazione a Ceuta: "Difendendo la legalità internazionale e la tutela dei diritti umani, aiuteremo gli abitanti della città affinché la normalità si raggiunga il prima possibile", ha dichiarato. Il ministro ha aggiunto che l'obiettivo è di accelerare i rimpatri, rispettando la normativa e la protezione dei richiedenti asilo e dei minorenni.
Nel frattempo, diverse organizzazioni non governative hanno avvertito questo mese, parlando a Euronews, della condizione di particolare vulnerabilità dei minori migranti a Ceuta, esposti a rischi di violenze, tratta di esseri umani e sfruttamento, mentre i centri di accoglienza sono ormai al limite della loro capacità.