Loader
Seguiteci
Pubblicità

Russia, 26enne polacco condannato a 11 anni: raccontava i crimini sovietici

Targa commemorativa degli ufficiali polacchi uccisi dall'NKVD
Targa commemorativa degli ufficiali polacchi uccisi dall'NKVD Diritti d'autore  Copyright 2014 AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2014 AP. All rights reserved.
Di Dominika Cosic
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Jan Ksężepolski da tre anni è prigioniero politico in Russia, accusato di promuovere terrorismo e nazismo perché raccontava la verità sui crimini dell'Nkvd, il Commissariato del popolo per gli affari interni dell'Urss

Jan Ksężepolski ha solo 26 anni. Da tre anni è prigioniero politico in Russia, accusato di promuovere terrorismo e nazismo perché raccontava la verità sui crimini dell'Nkvd contro gli ufficiali polacchi e si prendeva cura delle loro tombe.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

L'Nkvd, Commissariato del popolo per gli affari interni, è stato il ministero degli Interni e la principale polizia segreta dell'Unione Sovietica fino al 1946.

Anche se è stato arrestato tre anni fa, la sua storia è emersa solo di recente grazie all'associazione Port Nadziei (Porto della Speranza). Si tratta di un'organizzazione con sede a Cracovia che opera per la democratizzazione della Russia.

La cupa storia di Kalinin

Jan Ksężepolski è nato nel 2000 nella città russa di Tver. Ha però origini polacche: la sua famiglia proviene dalla Siberia, il che fa pensare che possa essere discendente dei polacchi deportati ai tempi delle repressioni successive all'insurrezione di gennaio.

All'epoca dell'Urss, Tver si chiamava Kalinin. Proprio nella prigione dell'Nkvd di Kalinin nella primavera del 1940 furono fucilati oltre 6 mila prigionieri di guerra polacchi, poi sepolti vicino al villaggio di Miednoje, a 30 chilometri da Tver. Miednoje è uno dei luoghi di sepoltura delle vittime del massacro di Katyn compiuto dall'Nkvd, nel corso del quale furono uccise in totale 22 mila persone. Gli altri cittadini polacchi furono assassinati a Katyn (oltre 4 mila), a Kharkiv, in Ucraina (quasi 4 mila), e in altri siti sul territorio dell'attuale Bielorussia e dell'attuale Ucraina.

Nel 1992, durante la stagione di disgelo politico sotto il governo di Boris Eltsin – primo leader russo a chiedere scusa per il massacro di Katyn – sull'edificio dell'ex Nkvd, oggi sede dell'Università di Medicina, è stata inaugurata una targa commemorativa in memoria dei polacchi fucilati. Nel 2000, dopo anni di pressioni e negoziati da parte polacca, a Miednoje sono stati aperti un memoriale pubblico e un cimitero militare polacco.

Tuttavia, nel maggio 2020, a Tver dei vandali filocremlini hanno distrutto la targa commemorativa, presumibilmente su impulso delle autorità. La targa non è mai stata rimessa sull'edificio.

Raccontava la vera storia

Di tutto questo Jan parlava ai turisti e agli abitanti, lavorando come guida della città. Era importante, perché negli ultimi dieci anni la propaganda russa ha ricominciato a diffondere la falsa versione secondo cui i prigionieri di guerra polacchi sarebbero stati fucilati non dall'Nkvd, ma dalla Wehrmacht durante l'occupazione di Smolensk. Jan Ksężepolski, insieme ad altri attivisti a Tver e in tutta la Russia, si batteva per la verità sulla strage di Katyn.

"Jan è sempre stato molto impegnato nella difesa della memoria storica di Tver: dal suo interesse per l'architettura e lo stato dei monumenti della città ai progetti direttamente legati alle iniziative commemorative. Ogni anno cercava di recarsi a Miednoje e non si è mai perso alcun evento dedicato al ricordo dei repressi. Non appena veniva a sapere che al Cimitero Wołyński [a Tver] erano in corso dei lavori, partiva subito per dare una mano. Fino al suo arresto ha passato quasi ogni sabato a pulire i monumenti" hanno scritto i suoi amici di Tver.

A sua volta ha scritto alla nota organizzazione russa per i diritti umani Memorial: "Accompagnavo gruppi in visita alla città, raccontando le fucilazioni dei polacchi e indicando l'edificio dell'Università di Medicina, dove negli anni Quaranta si trovava la sede regionale dell'Nkvd, il luogo delle esecuzioni. Incoraggiavo le persone a visitare Miednoje e, se possibile, a diffondere informazioni su internet. Ho scritto anche alla procura per chiedere la rimozione delle insegne dall'Università di Medicina e dalla Pustelnia Nilowo-Stołobieńska (il monastero in cui si trovava il campo dove erano detenuti i polacchi). Non siamo riusciti a portare a termine il nostro progetto".

Un prigioniero politico

Il 6 giugno 2023 è stato arrestato nell'ambito del caso "Wiosna" (Primavera). "Wiosna" è un'organizzazione giovanile russa di attivisti liberali che si è opposta all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. In seguito le autorità russe hanno classificato "Wiosna" come "organizzazione estremista", così come hanno fatto con Memorial.

Insieme a Jan sono stati arrestati altri cinque attivisti in diverse città. Circa dieci persone risultano imputate nello stesso procedimento, ma si trovano al sicuro all'estero. Tutti sono accusati di appartenere al movimento giovanile "Wiosna", di "riabilitazione del nazismo", di "organizzazione di una comunità estremista" e di diffusione di "fake news" sulle violenze commesse dall'esercito russo in Ucraina e altrove.

L'8 aprile 2026 Jan Ksenżepolski è stato condannato a 11 anni di reclusione in una colonia penale a regime ordinario. Anche le altre cinque persone hanno ricevuto pene severe, con l'eccezione di un imputato che ha ottenuto una condanna più lieve grazie alla collaborazione con gli inquirenti. Jan e gli altri attivisti hanno rifiutato di riconoscersi colpevoli e non hanno collaborato durante gli interrogatori.

In una conversazione con Euronews, gli attivisti di Port Nadziei spiegano che per ora la sentenza è stata emessa solo dal tribunale di primo grado. Jan e il suo avvocato hanno presentato appello e sono in attesa della data del secondo processo. "Purtroppo sappiamo già quale sarà la decisione. Tuttavia è importante presentare ricorso" ci dicono. Attualmente Jan si trova in un carcere a San Pietroburgo.

I rappresentanti di Port Nadziei invitano a scrivergli lettere, anche indirizzate ad altri prigionieri politici, per sostenerli moralmente. I messaggi possono essere scritti in polacco: saranno tradotti in russo, poiché in Russia tutta la corrispondenza che arriva ai detenuti deve essere esclusivamente in lingua russa.

Le lettere possono essere inviate all'indirizzo: admin@portnadziei.com

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Russia, attacco notturno con droni: incendi in città ucraine

Il criminale di guerra serbo-bosniaco Ratko Mladić muore nel carcere dell'Aia

USA, ideatore degli attacchi dell'11 settembre sarà processato nel 2028