White hash, l’hashish bianco sequestrato per la prima volta nel Napoletano: cos’è, perché è diverso dall’hashish tradizionale e come si sta diffondendo in Italia
Il mercato della droga cambia pelle e a Pozzuoli, nel Napoletano, compare una sostanza di cui in Italia si parla soltanto da pochi mesi: il white hash, letteralmente “hashish bianco”. I carabinieri ne hanno sequestrato sette grammi durante un'operazione che ha portato all'arresto di quattro giovani incensurati. La quantità non è rilevante, ma il sequestro ha un elemento di novità: secondo i carabinieri è la prima volta che il white hash viene trovato nel Napoletano.
Per i quattro è scattato l'arresto con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Le indagini dovranno ora ricostruire la provenienza della sostanza e la sua eventuale rete di distribuzione nel territorio.
Cos’è il white hash
Il nome deriva soprattutto dal suo aspetto: il prodotto è molto più chiaro dell'hashish tradizionale, fino ad assumere tonalità bianche o bianco-avorio. Ma “white hash” non è una categoria scientifica precisa: nel mercato può indicare diversi tipi di concentrati di cannabis particolarmente ricchi di resina.
La caratteristica che viene associata al prodotto sequestrato a Pozzuoli è una lavorazione a bassa temperatura, attraverso tecniche di separazione che consentono di isolare le parti resinose della pianta senza sottoporle al calore che contribuisce a scurire l'hashish tradizionale. Il risultato è un concentrato molto più chiaro e, in alcuni prodotti, con una quantità di THC estremamente elevata.
Il punto è il THC: quanto è potente?
È soprattutto la concentrazione del principio psicoattivo a rendere il white hash una novità sul mercato illegale. Secondo le informazioni diffuse in relazione ai recenti sequestri, alcuni prodotti possono superare il 70 per cento di THC, mentre per l'hashish tradizionale vengono generalmente indicate concentrazioni molto più basse, nell'ordine del 10-30 per cento.
Il dato, però, non significa che ogni prodotto venduto come “white hash” abbia necessariamente quella concentrazione. Il termine viene utilizzato in modo non uniforme e il colore bianco, da solo, non permette di stabilire né la potenza né la composizione della sostanza. Anche un'etichetta riportata su una confezione non costituisce necessariamente una garanzia sull'effettivo contenuto.
Nel caso di Pozzuoli, il prodotto sequestrato sarebbe stato confezionato e accompagnato da un'etichetta che indicava una concentrazione di THC del 78,6 per cento. Gli stessi accertamenti dovranno però stabilire l'effettiva composizione della sostanza.
Da dove arriva e quale mercato intercetta
Il white hash sembra inserirsi in una trasformazione più ampia del mercato degli stupefacenti, sempre più orientato verso concentrati ad alta potenza e prodotti dall'aspetto o dal nome facilmente riconoscibile.
Prima di Pozzuoli, uno dei sequestri più rilevanti era avvenuto a Trapani, dove a fine luglio la Guardia di finanza aveva fermato un uomo con circa 1,3 chili di hashish bianco destinati al mercato illegale. Il sequestro era stato considerato uno dei primi casi di questo tipo in Italia.
La nuova sostanza non nasce necessariamente come prodotto clandestino in ogni fase della filiera. Alcuni concentrati di cannabis particolarmente potenti sono infatti commercializzati legalmente in determinati mercati esteri, dove la legislazione sulla cannabis è diversa da quella italiana.
Da lì possono poi essere intercettati dalle reti illegali oppure, nel caso di prodotti venduti online, possono essere utilizzate etichette e confezioni che rendono più difficile capire la reale provenienza. Nel caso di Pozzuoli, proprio la filiera di approvvigionamento è ora uno degli aspetti su cui si concentrano le indagini.
La vera novità non è quindi semplicemente l'arrivo di un “nuovo tipo di hashish”. Il mercato della cannabis produce da anni estratti e concentrati differenti. La novità italiana è la comparsa sempre più evidente di questi prodotti ad altissima concentrazione nel circuito dello spaccio, con sequestri che nell'arco di pochi mesi sono stati registrati in diverse zone del Paese.