Il premier spagnolo ha inviato una lettera alla Commissione e al Consiglio UE denunciando l’atteggiamento di alcuni Paesi dopo l’arrivo massiccio di migranti a Ceuta e chiedendo una videoconferenza urgente. Anche Meloni e Frederiksen hanno chiesto una riunione in risposta alla crisi
Pedro Sánchez ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in cui esprime il suo malessere per il modo in cui alcuni governi hanno reagito alla crisi migratoria vissuta a Ceuta negli ultimi giorni.
Contestualmente l'Italia e la Danimarca hanno inviato una lettera co-firmata da 22 leader europei chiedendo una videoconferenza urgente sul tema.
Le critiche di Sánchez all'UE
Il testo del leader spagnolo, datato sabato primo agosto, arriva dopo che il capo dell’esecutivo ha definito come "attacco" e "violazione dell’integrità territoriale" l’ingresso irregolare di migliaia di persone provenienti dal Marocco.
Nella lettera, il premier sostiene che la reazione dei partner comunitari è stata, nelle sue stesse parole, piuttosto disomogenea. Mentre la maggior parte dei Paesi ha espresso sostegno e offerto aiuto, altri hanno scelto di criticare la Spagna e hanno perfino prospettato la sua esclusione temporanea dallo spazio Schengen.
Sánchez non fa nomi, anche se il contenuto rimanda chiaramente alla posizione assunta dalla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. Il presidente attribuisce queste prese di posizione a pregiudizi, bufale, scarsa conoscenza o calcolo politico, e le definisce egoiste, polarizzanti e contrarie alla legalità europea.
Sánchez ricorda inoltre, sulla base dei dati di Frontex, che la frontiera esterna spagnola è una delle meno permeabili dell’Unione, con un volume di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato in Italia tra il 2021 e il 2026. Con questo argomento, il premier cerca di smontare l’idea che Ceuta rappresenti un fallimento del sistema di frontiera spagnolo e, allo stesso tempo, mette in discussione la coerenza di chi chiede sanzioni contro la Spagna.
La gestione della crisi nelle ultime ore
Nella lettera il Sánchez difende l’operato del governo durante l’emergenza. Spiega che in meno di 48 ore è stato possibile ristabilire il controllo della frontiera, offrire assistenza umanitaria alle persone che l’hanno attraversata e procedere al rimpatrio di quasi tutti coloro che sono entrati in modo irregolare.
Sottolinea che tutto questo è avvenuto in coordinamento con le autorità marocchine e con un sostegno limitato da parte degli altri Paesi europei, nel quadro di una politica migratoria che, a suo giudizio, ha permesso alla Spagna di ridurre in modo significativo gli arrivi irregolari negli ultimi anni.
Il testo aggiunge che quella stessa politica ha consentito alla Spagna di collaborare con altri partner comunitari quando si sono trovati in situazioni simili, come nella crisi di frontiera tra Bielorussia e vari Paesi dell’Europa orientale nel 2021 o nell’arrivo massiccio di migranti a Lampedusa nel 2023.
Richiesta di una riunione urgente
Sánchez chiede poi formalmente al Consiglio europeo di convocare al più presto una videoconferenza straordinaria con i ministri dell’Interno degli Stati membri. Secondo lui, questo incontro dovrebbe servire a definire una risposta comune di fronte a episodi di questo tipo e a chiarire che la sorveglianza delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti i Paesi dell’Unione, non solo da quelli in prima linea.
Il premier conclude la lettera appellandosi alla leadership di Von der Leyen affinché l’Unione europea reagisca, come dice lui, in modo rapido, efficace e coordinato a quanto accaduto a Ceuta.
La lettera di Roma e Copenaghen contro la Spagna
Parallelamente, Italia e Danimarca hanno firmato congiuntamente una lettera in cui chiedono un incontro urgente. Le premier Giorgia Meloni e Mette Frederiksen insistono sulla necessità che l'Europa scoraggi e combatta con fermezza la migrazione irregolare, coordinando le azioni, rafforzando le frontiere esterne e rivedendo le politiche.
Avvertono che consentire attraversamenti di massa incontrollati o sfruttare la migrazione creerebbe la percezione che l'ingresso illegale possa portare a un soggiorno legale, incoraggiando ulteriori tentativi e minando la fiducia nella politica migratoria comune.
Sottolineano inoltre l'importanza di attuare rapidamente la Dichiarazione di Chișinău sulla migrazione e accolgono con favore la cooperazione tra Spagna e Marocco in materia di rimpatri dei migranti.
Pertanto, esortano la Presidenza irlandese dell'UE a convocare con urgenza una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno, come richiesto anche da Sánchez, per valutare congiuntamente la situazione.