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Scontri in Val di Susa, Meloni e Piantedosi sul posto: solidarietà agli agenti feriti e a chi lavora alla TAV

Bandiera del movimento No Tav
Bandiera del movimento No Tav Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Fortunato Pinto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Attivisti incappucciati hanno fatto irruzione nei cantieri dell'alta velocità tra Torino e Lione, provocando danni per circa un milione di euro solo a Chiomonte. Almeno 120 agenti sono rimasti feriti e oltre 1200 persone sono state identificate. Meloni e Piantedosi sul posto per visitare il cantiere

La Val di Susa è stata teatro di gravi violenze sabato durante un manifestazione del movimento No Tav.

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Sono oltre 800 le persone identificate dalla Polizia nei controlli in corso dalle prime ore di lunedì a Venaus, in Val di Susa, al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav.

Nella giornata di domenica erano già state identificate altre 436 persone provenienti anche da Germania, Francia e Belgio.

Le indagini sugli assalti ai cantieri, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano il reato di devastazione.

Almeno 120 agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti, tra cui 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri.

Fermati quattro "antagonisti" stranieri, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, le cui posizioni sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Secondo una prima stima, i danni solo nel cantiere di Chiomonte ammonterebbero a circa un milione di euro.

Nella mattinata di lunedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata assieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sul posto per verificare i danni ed esprimere solidarietà agli agenti e ai lavoratori coinvolti.

"Centoventi operatori di pubblica sicurezza che vengono feriti meritano una presenza delle istituzioni, è la ragione per la quale stamattina siamo qui col ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a dire che lo Stato c'è, che non intende indietreggiare". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video registrato durante la sua visita al cantiere della Tav in Val di Susa.

L'obiettivo, aggiunge nel video in cui vengono mostrati i risultati delle violenze e delle devastazioni di sabato -, è "portare non solo la solidarietà ma la presenza a questi operatori di sicurezza costretti a presidiare questo luogo 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno, per un costo esorbitante per i cittadini, per questo presunto dissenso".

E anche - continua la premier - "per portare la propria presenza a chi lavora in questo luogo, agli operai, alle imprese, ai tecnici, agli ingegneri, a gente che si rimbocca le maniche e vede distrutto il suo lavoro da un giorno all'altro".

"Anche per loro - conclude Meloni - siamo qui questa mattina, anche per loro faremo tutto quello che possiamo per assicurare i responsabili di questo schifo alla giustizia insieme a tutte le istituzioni che sono preposte per questo compito".

La cronaca della giornata di sabato in Val di Susa

Quattro mezzi sono stati danneggiati, due dei carabinieri, uno della finanza e uno della polizia. Sequestrate molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.

"Cerano anche delle bombole di acetilene che sono esplose, fortunatamente dopo che tutti erano riusciti ad allontanarsi. Al momento dell'attacco erano presenti una decina di operai che sono subito stati fatti allontanare e portati in salvo", ha fatto sapere la società che si occupa della realizzazione dell'opera, Telt.

Il corteo No Tav in Val di Susa

Il corteo, organizzato a margine della decima edizione del Festival Alta Felicità che da anni richiama migliaia di persone contrarie all'alta velocità tra Torino e Lione, è partito da Venaus con la partecipazione di circa ventimila persone ma si è presto diviso in due tronconi distinti. Questa divisione ha trasformato i cantieri dell'opera a San Didero e Chiomonte in scenari di guerriglia urbana.

I gruppi più estremi indossavano abiti neri, caschi e maschere antigas. Le forze dell'ordine hanno cercato di contenere gli assalti dall'interno dei cantieri utilizzando lacrimogeni e idranti, mentre i manifestanti rispondevano lanciando pietre, bottiglie, bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali. Alcuni hanno anche aperto degli ombrelli per evitare di essere identificati dai droni delle forze dell'ordine che sorvolavano la zona.

Gli attivisti sono riusciti a penetrare nell'area di Chiomonte e hanno incendiato diversi mezzi della polizia. Le fiamme si sarebbero poi estese all'interno del cantiere stesso. Il Blocco Nero, eredi dei Black Bloc protagonisti delle guerriglie urbane in diverse città, ha visto partecipare cittadini italiani ma anche stranieri, tra cui francesi, spagnoli e tedeschi.

Oltre 60 agenti feriti, chiusa l'autostrada

Il bilancio provvisorio degli scontri è pesante e registra oltre sessanta feriti tra le forze dell'ordine. Sono state distrutte dal fuoco quattro camionette, nello specifico due veicoli dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza. I disordini hanno causato anche gravi disagi alla viabilità della zona. L'autostrada A32 è stata bloccata e si sono registrati forti rallentamenti sulla Statale 25. Inoltre la circolazione sulla linea ferroviaria tra Torino e Modane è stata sospesa in via precauzionale nel tratto compreso tra Bussoleno e Borgone Susa.

La gravità della situazione ha innescato un'immediata reazione istituzionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per esprimere la propria vicinanza e solidarietà agli agenti feriti.

A chiudere la giornata sono state le ferme reazioni del mondo politico, guidate dalle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo".

Sulla stessa linea di ferma condanna si sono espressi i rappresentanti di governo e maggioranza, tra cui Antonio Tajani e Matteo Salvini. Prese di distanza dalle violenze sono arrivate in modo trasversale anche dagli esponenti dell'opposizione con le dichiarazioni di Carlo Calenda, Matteo Renzi, Angelo Bonelli e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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