Attivisti incappucciati hanno fatto irruzione nei cantieri dell'alta velocità tra Torino e Lione. Decine di agenti sono rimasti feriti. Dura la condanna da parte del governo Meloni contro i manifestanti
La Val di Susa è stata teatro di gravi violenze sabato durante un manifestazione del movimento No Tav. Il corteo, organizzato a margine della decima edizione del Festival Alta Felicità che da anni richiama migliaia di persone contrarie all'alta velocità tra Torino e Lione, è partito da Venaus con la partecipazione di circa ventimila persone ma si è presto diviso in due tronconi distinti. Questa divisione ha trasformato i cantieri dell'opera a San Didero e Chiomonte in scenari di guerriglia urbana.
I gruppi più estremi indossavano abiti neri, caschi e maschere antigas. Le forze dell'ordine hanno cercato di contenere gli assalti dall'interno dei cantieri utilizzando lacrimogeni e idranti, mentre i manifestanti rispondevano lanciando pietre, bottiglie, bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali. Alcuni hanno anche aperto degli ombrelli per evitare di essere identificati dai droni delle forze dell'ordine che sorvolavano la zona.
Gli attivisti sono riusciti a penetrare nell'area di Chiomonte e hanno incendiato diversi mezzi della polizia. Le fiamme si sarebbero poi estese all'interno del cantiere stesso. Il Blocco Nero, eredi dei Black Bloc protagonisti delle guerriglie urbane in diverse città, ha visto partecipare cittadini italiani ma anche stranieri, tra cui francesi, spagnoli e tedeschi.
Oltre 60 agenti feriti, chiusa l'autostrada
Il bilancio provvisorio degli scontri è pesante e registra oltre sessanta feriti tra le forze dell'ordine. Sono state distrutte dal fuoco quattro camionette, nello specifico due veicoli dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza. I disordini hanno causato anche gravi disagi alla viabilità della zona. L'autostrada A32 è stata bloccata e si sono registrati forti rallentamenti sulla Statale 25. Inoltre la circolazione sulla linea ferroviaria tra Torino e Modane è stata sospesa in via precauzionale nel tratto compreso tra Bussoleno e Borgone Susa.
La gravità della situazione ha innescato un'immediata reazione istituzionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per esprimere la propria vicinanza e solidarietà agli agenti feriti.
A chiudere la giornata sono state le ferme reazioni del mondo politico, guidate dalle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo".
Sulla stessa linea di ferma condanna si sono espressi i rappresentanti di governo e maggioranza, tra cui Antonio Tajani e Matteo Salvini. Prese di distanza dalle violenze sono arrivate in modo trasversale anche dagli esponenti dell'opposizione con le dichiarazioni di Carlo Calenda, Matteo Renzi, Angelo Bonelli e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle.