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Tensioni no-Tav in Val di Susa con scaramucce fra attivisti a polizia

Tensioni no-Tav in Val di Susa con scaramucce fra attivisti a polizia
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Di Paolo Alberto Valenti
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Come preludio alla marcia domenica, in ricordo degli scontri dell'8 dicembre 2005, nella serata di sabato alcuni attivisti col volto coperto sono adanti a tirare sassi e bombe carta contro il cancello del cantiere Tav di Chiomonte

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Si riaccende la tensione attorno al cantiere del Tav (Treno alta velocità) di Chiomonte in Val di Susa. Nella serata di sabato decine di attivisti No-Tav si sono incamminati sul sentiero Gallo Romano che da Giaglione conduce al cantiere di Chiomonte, non distante dal confine del Frejus, tra Italia e Francia.

Scontri al cancello del cantiere

Al cancello d'accesso persone a volto coperto hanno lanciato sassi e bombe carta verso le forze dell’ordine che presidiavano il cantiere. La polizia ha risposto a più riprese con i lacrimogeni. Non risultano feriti. Intanto sono 25 gli attivisti No-Tav, tutti del centro sociale torinese Askatasuna, che saranno denunciati per le violenze. Sono accusati di incendio doloso e di violazione dell'ordinanza del prefetto di Torino che vieta l'accesso in una determinata area attorno al cantiere. La Digos di Torino, inoltre, sta svolgendo indagini per individuare i responsabili dei lanci di pietre, petardi e bombe carta e i manifestanti che erano incappucciati. I disordini sono durati circa mezz'ora, secondo la ricostruzione fatta dalla Questura.

In ricordo degli scontri del 2005

Domenica il movimento No-Tav ha celebrato con una marcia l'anniversario dell'8 dicembre 2005 quando i manifestanti si scontrarono con le forze dell'ordine per liberare i terreni espropriati per il progetto, poi cambiato, della nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. Il corteo è partito da Susa e ha raggiunto Venaus, dove 14 anni fa si ci furono gavi disordini. La nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione "è un delitto climatico" secondo il nuovo mantra del movimento anti-Tav.

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