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Espulsi due addetti militari russi dall'ambasciata di Roma: Tajani "Sono spie", Mosca "Risponderemo"

Tajani, noi abbiamo espulso spie, dalla Russia vendette
Tajani, noi abbiamo espulso spie, dalla Russia vendette Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Chiara Zampiva
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Si è concluso il vertice Nato ad Ankara, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato agli incontri con i suoi omologhi. In materia di sicurezza nazionale, il ministro ha fatto riferimento all'espulsione di due addetti militari russi che facevano attività di spionaggio

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha preso parte alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato ad Ankara, in Turchia. Insieme al Ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, hanno convocato una riunione dei Ministri degli Esteri dei Paesi E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito) assieme a Turchia e Ue.

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L'obiettivo degli incontri è stato quello di promuovere posizioni coordinate in materia di sicurezza europea, rivolgendo particolare attenzione all'Ucraina e al Medio Oriente.

Il ministro ha ringraziato poi la Turchia per l’importante lavoro svolto per garantire una forte attenzione al Fianco Sud dell’Alleanza durante il vertice, ribadendo l’importanza di sostenere il dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’attuazione dell’accordo tra Israele e Libano. Tajani ha poi citato le questioni che riguardano il continente africano e le sfide legate a migrazioni, terrorismo e traffici illeciti.

Tajani: "Russia deve dimostrare che coloro che espelle sono spie"

Sul sostegno a Kiev, Tajani ha sottolineato come un approccio euro-atlantico coordinato sia fondamentale per sostenere le proposte a favore di un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con una partecipazione attiva degli Stati Uniti e dell’Europa.

Riportando l'attenzione sul contesto nazionale, Tajani ha fatto riferimento all'operazione di sicurezza con cui l’intelligence e i Carabinieri italiani hanno individuato alcuni agenti russi attivi in Italia, portando all'espulsione di due addetti militari russi dall'ambasciata russa a Roma.

“Ci prepariamo a intraprendere i passi necessari a difendere la nostra sicurezza: questo è un ennesimo segnale della minaccia che continua ad arrivare dalla Federazione Russa alle nostre istituzioni, alla nostra sicurezza, alle aziende e al sistema industriale. L’Italia contrasta con forza queste ingerenze e lo farà senza esitazione. Vogliamo continuare a farlo insieme a tutti i nostri Alleati della Nato, ho condiviso le informazioni su questo caso perché un attacco a un Paese alleato è un attacco a tutti noi”, ha dichiarato il ministro Tajani.

"Il problema è che i due espulsi dall'Italia facevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato. Non è stato un capriccio dell'Italia, ci sono filmati, fotografie, immagini", ha aggiunto.

“La Russia deve dimostrare che le persone che espelle hanno compiuto atti di spionaggio a danno della Federazione russa”, ha sottolineato poi Tajani, aggiungendo che "la Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole, si tratta di vendette. Devono dimostrare che coloro che espelleranno solo delle spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è politica", ha concluso il ministro.

I due diplomatici esplusi sono Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov e, stando a quanto comunicato dal nostro ministero degli Esteri, devono lasciare Roma entro 3 giorni.

La risposta della Russia all'esplusione dei diplomatici

"Il 9 luglio sono stato ulteriormente convocato al ministero degli Affari Esteri italiano", ha scritto su Telegram l'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, con toni molto duri e postando una fotografia davanti alla Farnesina.

"A differenza di molti altri luoghi romani che mi capita di frequentare, qui, come sempre, non avviene nulla di buono", scrive Paramonov che punta il dito contro un funzionario italiano.

"L'eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia - prosegue Paramonov - espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia".

"L'Italia pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura" conclude l'ambasciatore riferendosi al presidente Putin e al ministro degli Esteri Lavrov.

Guariglia è il funzionario che ha ricevuto Paramonov. Secondo una nota del ministero "nel corso dell'incontro il segretario generale ha ribadito che tali azioni costituiscono un'ingerenza grave e inaccettabile per la sicurezza nazionale e per le istituzioni italiane. È stato inoltre sottolineato che l'Italia continuerà a contrastare con la massima determinazione ogni attività ostile condotta contro il Paese".

La Russia "risponderà" all'espulsione dei due addetti militari della sua ambasciata a Roma, è stato il commento sulla vicenda del ministero degli Esteri di Mosca.

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