Il 13 luglio l'Unione europea ha imposto sanzioni contro alcune app sviluppate in Russia, mentre l'opposizione denuncia il crescente "Gulag digitale" e sollecita contromisure contro la repressione online nel Paese
Le app del social network russo VK e del messenger nazionale Max sono scomparse dal negozio di applicazioni Google Play.
La decisione del colosso tecnologico statunitense è arrivata dopo una mossa analoga di Apple, che a giugno ha rimosso dal proprio store queste applicazioni sviluppate in Russia. Ufficialmente, entrambe le società statunitensi non hanno commentato la misura, ma le loro filiali europee sono tenute a rispettare le regole in vigore nell’UE.
Il 13 luglio l’Unione europea ha inserito nelle liste di sanzioni il gruppo russo VK e la società di investimento collegata, «Piattaforma di comunicazione», che ha sviluppato Max.
Il messenger Max, controllato dal Cremlino, viene preinstallato su tutti i nuovi dispositivi mobili venduti in Russia. Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, le autorità hanno invece vietato l’accesso ad applicazioni molto popolari come Instagram, Facebook e WhatsApp. I cittadini russi aggirano questi blocchi ricorrendo alle VPN.
«L’applicazione Max è sotto il controllo dell’FSB», si legge nella dichiarazione ufficiale del Consiglio dell’UE che spiega le sanzioni. «Comprende ampie funzioni di sorveglianza, successivamente utilizzate per misure repressive contro gli utenti che criticano la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina o pubblicano altri contenuti vietati dalle autorità».
Il gruppo VK ha confermato la scomparsa delle app, sottolineando che i servizi e le applicazioni già installati continuano a funzionare normalmente, senza restrizioni, e che le app sono disponibili per il download nel negozio RuStore.
L’Unione europea ha inoltre imposto sanzioni contro tre società russe e i loro vertici, che sviluppano, producono e vendono attrezzature per bloccare l’accesso a internet e per la sorveglianza.
L’introduzione di queste misure contro il cosiddetto «gulag digitale» era stata chiesta dai rappresentanti dell’opposizione russa. Il responsabile per le attività internazionali del movimento d’opposizione «Фонд борьбы с коррупцией» (Fondazione per la lotta alla corruzione) ha definito la scomparsa delle app VK e Max da Google Play «un risultato diretto delle sanzioni dell’UE e della pressione complessiva».