Mentre la Russia continua a colpire l'Ucraina con missili e droni, uccidendo almeno 19 persone e ferendone decine a Kiev, l'Ucraina attacca in profondità nel territorio russo per indebolire l'apparato bellico del Cremlino
Le forze ucraine hanno colpito lunedì con un attacco di droni la raffineria di petrolio di Omsk, in Russia. Si tratta del più grande impianto di produzione di carburante del Paese, situato a oltre 2.500 chilometri dal confine con l'Ucraina.
La raffineria di Omsk ha una capacità produttiva di circa 22 milioni di tonnellate di greggio all'anno e realizza benzina, gasolio, cherosene per l'aviazione e altri derivati petroliferi, compresi carburanti destinati alle forze armate russe.
Fino a oggi l'impianto era considerato al riparo dalla campagna di attacchi in profondità condotta da Kiev. Secondo le Forze per le operazioni speciali ucraine, il raid ha danneggiato infrastrutture chiave della raffineria, in particolare l'unità primaria di raffinazione del greggio, definita il cuore dell'impianto.
Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha riferito che, dopo l'attacco, è divampato un incendio.Video diffusi sui social mostrano un'imponente colonna di fuoco e fumo levarsi dalla raffineria.
Secondo funzionari ucraini, Omsk era l'ultima delle undici principali raffinerie della Federazione Russa a non essere ancora stata colpita dalle forze di Kiev, a conferma dell'ampiezza della campagna ucraina contro il settore della raffinazione russo.
Prima dell'attacco del 6 luglio, Omsk era infatti una delle sole due maggiori raffinerie russe rimaste indenni dai raid dei droni ucraini. L'altra è la Angarsk Petrochemical Company, nella regione di Irkutsk.
Gazprom Neft, proprietaria della raffineria di Omsk, non ha ancora rilasciato dichiarazioni sull'accaduto e dall'impianto non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale.