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Strage di Stade, il killer sospetto era già ricercato: indagate anche la madre e la madrina

Il presunto tiratore di Stade è ora in stato di fermo.
Il presunto attentatore di Stade è ora in custodia. Diritti d'autore  (c) Copyright 2026, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten
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Di Kirsten Ripper, Euronews Agenzie: AP, NDR, BILD, SZ
Pubblicato il
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Nuovi dettagli emergono sull'uccisione di sei persone. Secondo la Bild, che cita fonti turche, il presunto responsabile era già ricercato dalle autorità; la procura ha aperto un'indagine anche sulla madre e sulla madrina

Dopo la sparatoria in una struttura madre‑bambino a Stade, costata la vita a sei persone, la procura indaga ora anche sulla madre del neonato di tre mesi e sulla sua madrina.

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Lo ha reso noto la Procura di Stade al quotidiano BILD. Nei confronti del presunto killer, un cittadino turco di 45 anni, è già stato emesso un mandato di arresto. L'uomo si trova in custodia cautelare.

Come principale indagato resta però soltanto il 45enne Fatih Khan G.

L'uomo che nella struttura madre‑bambino in Bassa Sassonia ha apparentemente ucciso a sangue freddo sei persone avrebbe preso di mira soprattutto le persone che riteneva responsabili della revoca della potestà genitoriale sulla figlia di quattro mesi.

In totale sono morte cinque donne e un uomo, che lavoravano nella struttura madre‑bambino o per il servizio minori.

Secondo le ricostruzioni, Fatih Khan G. era stato in carcere in Turchia

Sul presunto autore emergono intanto nuovi elementi. Fatih Khan G. è nato in Germania, ma ha passaporto turco.

Come riferisce ora il quotidiano BILD (fonte in tedesco), in Turchia sarebbe stato accusato di reati sessuali e sarebbe persino evaso dal carcere. Secondo il sistema giudiziario turco UYAP, l'uomo è anche indagato per le accuse di abuso sessuale di una figlia maggiore avuta da una precedente relazione. E, sempre secondo il resoconto di BILD, nel 2021 sarebbe fuggito dal carcere dopo una condanna per un altro reato.

In Germania esistono elementi di polizia a carico del padre, fra cui segnalazioni per minacce. La Procura di Hannover indaga sul 45enne sospettato anche per il reato di minaccia.

Secondo il referto della Medizinische Hochschule Hannover, la piccola aveva inoltre subito un trauma da scuotimento. "Il sospettato, il 22 aprile, in relazione alle cure della figlia per un trauma da scuotimento, avrebbe tenuto un comportamento aggressivo nei confronti dei medici della MHH (nota della redazione: Medizinische Hochschule Hannover) e li avrebbe minacciati verbalmente", ha riferito un portavoce dell'ufficio, secondo quanto riporta l'emittente all-news ntv.

Procedimento per grave trauma da scuotimento

I genitori hanno negato di avere scosso la bambina. Ma la Medizinische Hochschule Hannover ha avviato un procedimento per togliere ai genitori la potestà genitoriale, perché un trauma da scuotimento è il risultato di un'azione violenta contro un neonato.

Con un violento scuotimento dei neonati si provocano lesioni cerebrali. Dal 10 al 30 per cento dei bambini che subiscono un trauma da scuotimento muoiono a causa di queste ferite.

Solo dal 10 al 20 per cento dei neonati colpiti non riportano danni permanenti come disturbi visivi e del linguaggio per tutta la vita, ritardi dell'apprendimento e dello sviluppo, crisi epilettiche o gravissime menomazioni fisiche e cognitive, spiega il Nationales Zentrum Frühe Hilfen (NZFH).

Chi era alla guida dell'auto della fuga?

La dinamica esatta dei fatti resta oggetto di indagine, come ha riferito la Procura. L'uomo arrestato, che vive nella zona di Hannover, avrebbe comprato l'arma del delitto a Berlino. Secondo le informazioni della Norddeutscher Rundfunk (NDR) avrebbe pagato circa 4.000 euro per la pistola e 21 proiettili.

Il ruolo della madre 34enne e soprattutto della madrina 65enne del neonato, che, a quanto pare, avrebbe accompagnato il presunto killer – a bordo di una Mercedes grigia – da Garbsen fino al luogo del delitto a Stade e riportato poi l'uomo indietro, non è stato finora chiarito, ha spiegato la Procura.

La conducente dell'auto usata per la fuga è la suocera del politico SPD Deniz Kurku, come ha reso noto lo stesso delegato volontario del Land della Bassa Sassonia per migrazione e partecipazione. L'avvocato di Kurku ha dichiarato che il suo assistito "naturalmente non aveva alcuna conoscenza prima del fatto della possibile azione criminale".

La madrina del neonato si era rivolta ai media prima della strage

Questa ricostruzione, tuttavia, non coincide con il ritratto dell'uomo fornito dalla madrina del neonato, che nei giorni successivi alla strage aveva parlato con diversi organi di stampa, tra cui la Süddeutsche Zeitung (SZ) e l'emittente NDR.

Pochi giorni prima della strage di Stade, la donna, 65 anni, aveva inviato un'e-mail alla Süddeutsche Zeitung, allegando un documento PDF di 20 pagine intitolato "Cronologia di un incubo".

Nel messaggio scriveva: "In allegato vi invio il resoconto delle esperienze vissute dalla mia figlioccia di tre mesi (…) e dai suoi genitori durante il mese di ricovero, tra aprile e maggio 2026, alla Medizinische Hochschule Hannover. Cordiali saluti".

Secondo la Süddeutsche Zeitung, la donna lavora nel nord della Germania per un'associazione che offre consulenza a famiglie di diverse nazionalità e si descrive come un'"interfaccia tra politiche familiari, educative e migratorie".

Nella sua "Cronologia di un incubo" la donna racconta soprattutto come i medici di Hannover ad aprile fossero convinti che i genitori avessero scosso la bambina. Nel colloquio telefonico con una giornalista della SZ la madrina voleva soprattutto respingere queste accuse. Lei e i genitori, ha spiegato, si erano ampiamente documentati sui temi "trauma da scuotimento e operazioni d'urgenza, affidi e diritto di determinare il luogo di residenza".

Una portavoce dell'associazione ha confermato al quotidiano WELT che la 65enne lavora per l'organizzazione.

Il giorno del delitto, però, era in viaggio esclusivamente a titolo privato e non per incarico della sede di Brema. Secondo le informazioni finora disponibili, il presunto autore e la sua famiglia non hanno mai chiesto consulenza all'associazione.

Nella sua lettera, la donna avrebbe descritto in modo dettagliato la controversia sull'affidamento tra i genitori e le autorità, dal punto di vista della famiglia. Non collega le lesioni alla testa del neonato a un trauma da scuotimento, ma a un incidente involontario.

La donna definisce il presunto autore 45enne "un uomo tranquillo e ponderato".

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