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Migranti, Italia contro Germania: "Pagate per i soccorsi delle vostre Ong"

Migranti nel Mediterraneo, soccorsi dalla Sea Watch 3.
Migranti nel Mediterraneo soccorsi dalla Sea Watch 3. Diritti d'autore  AP Photo/Valeria Mongelli, File
Diritti d'autore AP Photo/Valeria Mongelli, File
Di Verena Schad
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Italia-Germania, scontro sui migranti: Roma chiede a Berlino una compensazione per i soccorsi delle navi umanitarie tedesche

La disputa tra Italia e Germania sulla gestione dei migranti si fa sempre più aspra. Roma chiede a Berlino un maggiore coinvolgimento finanziario per i soccorsi effettuati nel Mediterraneo dalle organizzazioni umanitarie tedesche e lega la questione alla ripresa dei trasferimenti di migranti dalla Germania verso l'Italia.

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Il ministero dell’Interno ha diffuso nuovi dati sugli arrivi a bordo delle navi private di soccorso. Secondo le autorità italiane, dall’ottobre 2022, quando il governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è entrato in carica, circa 42.300 persone sono arrivate in Italia a bordo di queste imbarcazioni.

Di queste, circa 22.500 sarebbero state portate nei porti italiani da organizzazioni umanitarie tedesche. A queste si aggiungono circa 4.500 persone soccorse da organizzazioni europee a bordo di navi battenti bandiera tedesca.

Secondo i calcoli di Roma, alla Germania sarebbe quindi riconducibile quasi il 64 per cento degli arrivi in Italia attraverso navi private di soccorso.

Roma chiede un contributo a Berlino

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già sollevato la questione, chiedendo alla Germania un contributo finanziario. La posizione italiana è che, prima di riprendere i trasferimenti di migranti dalla Germania, debba essere trovata una soluzione sul piano economico.

Il riferimento è alle persone che hanno fatto il loro primo ingresso nell’Unione europea attraverso l’Italia e che successivamente hanno presentato domanda di asilo in Germania.

Il principio del Paese di primo ingresso resta centrale nelle regole europee, anche dopo l’entrata in vigore, a giugno, delle nuove disposizioni sulla gestione dell’asilo e della solidarietà tra gli Stati membri. Il sistema prevede però anche alcune eccezioni.

Piantedosi e il ministro federale dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt, esponente della CSU, continuano intanto a cercare un'intesa.

La contesa sui tre migranti

Il braccio di ferro tra Roma e Berlino è diventato concreto anche sul caso di tre persone che la Germania vorrebbe trasferire in Italia. I tre erano entrati per la prima volta nell’Unione europea attraverso il territorio italiano e avevano successivamente chiesto asilo in Germania.

Roma ha lasciato intendere di poter rifiutare il loro ingresso, con il rischio di rispedirli direttamente in Germania.

La vicenda si inserisce in una disputa più ampia sul funzionamento delle regole europee e sulla responsabilità degli Stati di primo ingresso.

Sul fronte politico italiano, Matteo Salvini ha nuovamente attaccato le organizzazioni private impegnate nei soccorsi in mare. Il vicepremier ha chiesto ai governi di Germania e Spagna di "richiamare all’ordine" le rispettive organizzazioni umanitarie, accusandole di portare "migranti irregolari" sulle coste italiane.

Mediterraneo, centinaia di morti sulla rotta verso l’Europa

Dietro lo scontro diplomatico tra Roma e Berlino resta però la questione dei rischi della traversata del Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.

Le organizzazioni umanitarie continuano a segnalare naufragi e vittime. Di recente Emergency ha riferito di sette persone morte a bordo di un'imbarcazione sovraffollata al largo della Libia. Altre 57 persone sono state soccorse, due delle quali in condizioni critiche.

Anche le organizzazioni tedesche Sea-Watch e Resqship hanno segnalato il ritrovamento di tre corpi nel Mediterraneo.

Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2026 sono almeno 872 le persone morte o disperse lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Si tratta dei casi documentati: il bilancio reale potrebbe essere più alto, poiché non tutti i naufragi vengono registrati.

Lo scontro tra Italia e Germania si concentra così su due questioni strettamente legate: da una parte chi debba sostenere i costi dell’accoglienza e della gestione dei migranti, dall’altra chi debba assumersi la responsabilità delle persone soccorse dopo traversate sempre più rischiose.

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