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Attacco a Stade in Bassa Sassonia: 6 operatori sanitari morti in un centro per minori

Immagine di repertorio. Agenti di polizia presidiano una strada.
Immagine simbolica. Agenti di polizia presidiano una strada. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Secondo la polizia le persone decedute, quattro donne e due uomini, sono operatori sanitari e tra i feriti ci sarebbero persone in gravi condizioni. Il presunto killer aveva un appuntamento per discutere della custodia della figlia di tre mesi proprio con le persone che poi ha colpito

Sei morti e diversi feriti, alcuni dei quali gravi, in una sparatoria avvenuta lunedì mattina in Germania, nel centro di Stade, città con oltre 47mila abitanti della Bassa Sassonia.

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Il sospettato della sparatoria avvenuta in un centro di assistenza per minori è un cittadino tedesco 45enne con origini turche, ed era coinvolto in una disputa per l'affidamento della figlia di tre mesi, ha riferito la polizia in conferenza stampa.

Le vittime della sparatoria - quattro donne e due uomini - erano dipendenti del centro di assistenza per minori. La bambina e la madre si trovavano nell'ufficio al momento della sparatoria, e sono rimaste illese.

Secondo le informazioni fornite delle emittenti tedesche Ndr e Wdr, il padre di un bambino ospitato nella struttura farebbe parte del 'clan Miri', organizzazione malavitosa di origine curda che opera in Germania.

Secondo i media tedeschi, il bambino era stato allontanato dalla famiglia. Gli era stato concesso di tornare dalla madre, ma a determinate condizioni, non presso il suo domicilio ad Hannover, bensì nella struttura di assistenza ai minori di Stade.

Oggi avrebbe dovuto tenersi la riunione per definire il piano di assistenza – in presenza di numerose persone, poiché il padre era considerato un soggetto a rischio.

Secondo quanto riferito, durante la riunione avrebbe estratto un’arma e avrebbe sparato ai presenti.

In conferenza stampa, la polizia e il ministero dell’Interno, interpellati in merito al clan Miri, hanno dichiarato di non essere a conoscenza di alcun collegamento di questo tipo.

Oltre all'uomo sono state fermate anche due donne, conoscenti di quello che è ritenuto il responsabile della strage, entrambe sotto interrogatorio: il loro eventuale coinvolgimento è al vaglio degli investigatori e gli agenti aggiungono che "le indagini sui retroscena e sull'esatta dinamica dei fatti sono ancora in corso".

Media locali parlano di uno scontro a fuoco durante la fuga, che ha poi portato all'arresto dei tre.

In base ai primi riscontri, la polizia ha descritto l'incidente come un "omicidio in una struttura di assistenza per minori" che ospita madri e figli.

"Seguo con profonda apprensione le notizie provenienti da Stade, in Germania. Esprimo la mia più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le persone coinvolte in questo tragico episodio", ha scritto mentre ancora si chiarivano i dettagli della vicenda su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, "sono in corso le verifiche sull'eventuale coinvolgimento di connazionali".

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