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G7 di Évian, i sei fatti più importanti del vertice

I leader presenti al G7 a Évian, in Francia
I leader presenti al G7 a Évian, in Francia Diritti d'autore  AP Photo/Julia Demaree Nikhinson
Diritti d'autore AP Photo/Julia Demaree Nikhinson
Di Jorge Liboreiro & Luca Bertuzzi & Oleksandra Vakulina
Pubblicato il
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I leader del G7 si sono riuniti in Francia per un vertice che si è focalizzato su Ucraina, Medio Oriente e sfide globali

I leader delle economie più ricche del mondo, insieme a diversi Paesi partner, si sono dati appuntamento a Évian-les-Bains, in Francia, per un G7 consacrato alle questioni globali più urgenti, dalla guerra in Ucraina alla fragile tregua in Medio Oriente.

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La parola più ricorrente sulle labbra dei diplomatici è stata "convergenza": molti hanno espresso sollievo perché il vertice si è svolta in modo molto più lineare rispetto a quello precedente e perché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dimostrato collaborativo. Ecco i principali risultati del G7.

Unità d'intenti per l'Ucraina

L'Ucraina è stata un tema centrale al vertice del G7
L'Ucraina è stata un tema centrale al vertice del G7 Associated Press.

L'Ucraina potrebbe essere la principale beneficiaria del G7, uscendo dal vertice con una forte dichiarazione di sostegno da parte dei leader occidentali, nonostante il presidente Volodymyr Zelensky non sia riuscito a ottenere un vero incontro bilaterale completo con Trump.

I leader del G7 si sono impegnati ad accelerare la consegna di sistemi di difesa aerea, a fornire ulteriore sostegno alle infrastrutture energetiche ucraine e a rafforzare le sanzioni contro la Russia.

Hanno anche affermato di essere "pronti a prendere in considerazione" la concessione all'Ucraina di licenze per la produzione militare, un punto cruciale perché Kiev ha un estremo bisogno dei sistemi antibalistici Patriot di fabbricazione statunitense per difendersi dagli incessanti attacchi russi.

Anche se il presidente USA si è limitato a dire che avrebbe "esaminato" l'idea, si tratta comunque di un passo avanti rispetto alla sua precedente bocciatura netta della possibilità.

Trump ha inoltre affermato che Washington potrebbe "presto" reintrodurre le sanzioni su petrolio e gas russi, sospese temporaneamente nelle ultime settimane per attenuare la crisi energetica mondiale innescata dalla guerra in Iran.

Per la prima volta, il presidente statunitense ha affermato che è la Russia, e non l'Ucraina, a "dover trovare un accordo".

Il Medio Oriente in primo piano

I presidenti di Egitto e Stati Uniti, al-Sisi e Trump
I presidenti di Egitto e Stati Uniti, al-Sisi e Trump Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.

Il Medio Oriente ha dominato le discussioni: i leader si sono riuniti poco dopo che Stati Uniti e Iran hanno annunciato un accordo quadro per finalizzare una pace duratura, i cui dettagli sono trapelati proprio a margine del G7. Per Trump, il punto chiave dell'intesa è che Teheran non acquisirà mai armi nucleari e riaprirà lo Stretto di Hormuz senza imporre diritti di passaggio; in cambio, la Repubblica Islamica otterrebbe la revoca di tutte le sanzioni e lo sblocco dei beni.

I leader occidentali hanno accolto il memorandum d'intesa con molto più entusiasmo rispetto agli alleati di Trump in patria, nella speranza che porti a una rapida ripresa degli scambi commerciali. In particolare, si attende la ripresa delle esportazioni di petrolio, il cui blocco ha fatto impennare i prezzi dell'energia e posto sotto pressione le economie.

Con dichiarazioni del tutto inusuali, Trump ha affermato che Israele "potrebbe fare meglio" contro Hezbollah e ha invocato moderazione nel sud del Libano, arrivando persino a suggerire che la Siria potrebbe smantellare la milizia filo-iraniana in modo più efficace e con meno vittime civili.

La Cina, il grande convitato di pietra

La foto di famiglia al vertice del G7.
La foto di famiglia al vertice del G7. AP Photo

La Cina è stata con ogni probabilità il vero convitato di pietra di questo G7. La sessione tenuta mercoledì su come "promuovere una crescita economica equilibrata, condivisa e sostenibile" è apparsa come uno sforzo diplomatico per trovare la maniera di gestire gli impatti provocati dal modello economico cinese, guidato dallo Stato e fortemente basato sui sussidi.

"Gli squilibri globali possono avere effetti economici negativi, soprattutto sui Paesi più poveri, anche se la maggior parte di essi non vi contribuisce", si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine dei colloqui, con riferimenti alla Cina tutt'altro che velati. "Riconosciamo perciò l'importanza di un'azione coordinata per ridurre gli squilibri globali, sempre più ampi e persistenti. Ciò potrebbe facilitare il conseguimento di una crescita più duratura ed equilibrata".

Il testo sollecita inoltre i "Paesi con ampi e persistenti avanzi" di bilancio legati alle esportazioni (ancora una volta il riferimento è alla Cina) a rafforzare le "fonti interne di crescita" e a evitare "politiche distorsive con effetti di ricaduta negativi".

Non sono state però indicate azioni comuni: per il momento, quindi, i Paesi del G7 sembrano destinati a muoversi ciascuno per conto proprio.

L'intelligenza artificiale al centro della scena

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, al vertice del G7
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, al vertice del G7 Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.

L'intelligenza artificiale è stata allo stesso modo uno dei temi principali del G7: gli amministratori delegati di Anthropic, OpenAI e altre grandi aziende tecnologiche si sono uniti ai leader per un pranzo di lavoro mercoledì, al fine di discutere come favorire l'adozione dell'IA limitandone al tempo stesso i rischi.

La recente decisione di Washington di impedire ai cittadini stranieri di accedere ai modelli più potenti di Anthropic ha pesato molto sulla discussione. Mentre gli alleati occidentali prendevano coscienza del fatto che anche loro possono essere tagliati fuori, da un momento all'altro, dalle tecnologie più avanzate degli Stati Uniti, esattamente come tutti gli altri.

L'IA è stata anche al centro di una dichiarazione congiunta sulla sicurezza online dei minorenni, che ha richiamato in particolare i rischi legati ai chatbot per conversazioni e al materiale pedopornografico. I membri del G7 e i Paesi partner hanno in larga misura concordato sulla necessità che le aziende tecnologiche diano priorità alla tutela dei minorenni nella progettazione dei servizi digitali, anche se restano divisioni su quanto un divieto dei social media sia davvero lo strumento più efficace.

La vittoria diplomatica di Macron

Il presidente della Francia Emmanuel Macron
Il presidente della Francia Emmanuel Macron AP Photo

Il vertice è stato particolarmente favorevole per il padrone di casa, il presidente francese Emmanuel Macron, che non ha lesinato elogi per i risultati diplomatici raggiunti. Alla vigilia del vertice, i funzionari europei si erano detti decisamente pessimisti sulla possibilità di arrivare a dichiarazioni congiunte sui dossier più controversi.

L'anno scorso in Canada il Paese ospitante aveva ripiegato su una "sintesi del presidente" dopo che Trump aveva lasciato l'incontro a metà strada, facendo saltare perfino la foto di famiglia. Questa volta il G7 ha prodotto in totale nove dichiarazioni comuni, fra cui una che affronta i dossier Ucraina, Medio Oriente e Indo-Pacifico.

"Questo G7 si è svolto in un contesto estremamente difficile, segnato da una frammentazione globale, da crisi multiple e da conflitti, e gran parte del futuro può dipendere dalle nostre discussioni", ha dichiarato Macron nella conferenza stampa finale, apparendo visibilmente soddisfatto. "Per questo posso dire che questo vertice è oggettivamente un successo: è stato un momento di unità, di confronto di qualità e di autentica cooperazione tra i leader riuniti qui".

Macron ha celebrato un "momento Évian" che, a suo dire, ha riunito tutti i leader attorno all'Ucraina.

I retroscena rivelati dai microfoni lasciati per errore aperti

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.

Pur brillando per l'organizzazione meticolosa sullo sfondo dei paesaggi da sogno di Évian-les-Bains, il vertice del G7 è stato costellato da un numero sorprendente di scivoloni nel protocollo. I microfoni sono rimasti spesso aperti più del dovuto, permettendo ai giornalisti di ascoltare conversazioni riservate tra i leader. È il caso della passeggiata in giardino di Macron e Zelensky, durante la quale il presidente francese ha chiesto all'ucraino: "Stasera sei libero?"

Poi è toccato a Giorgia Meloni, italiana e nota fumatrice, sorpresa mentre confidava ai colleghi leader di aver smesso "un mese fa". "Hai smesso? Brava!" ha replicato Ursula von der Leyen.

La scena spontanea è diventata virale online e le è valsa le congratulazioni personali del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità. In un altro episodio a microfoni aperti, il tedesco Friedrich Merz e il canadese Mark Carney hanno scherzato sul fatto che Macron avesse lasciato l'orologio sul tavolo. "Datemi l'orologio, d'accordo?" è intervenuto Trump.

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