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La Polizia nazionale smantella rete che sfruttava sessualmente donne venezuelane in Spagna

Un agente scorta uno dei 17 sospetti arrestati nell'ambito dell'operazione.
Un agente scorta uno dei 17 sospetti arrestati nell'ambito dell'operazione. Diritti d'autore  Policía Nacional
Diritti d'autore Policía Nacional
Di Rafael Salido
Pubblicato il
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La rete adescava donne venezuelane vulnerabili e le portava in Spagna, dove venivano costrette a prostituirsi per ripagare debiti fino a 9.000 euro. La polizia ha arrestato 17 persone in diverse province; i sospettati si spacciavano per membri del Tren de Aragua.

Agenti della Polizia nazionale spagnola hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita alla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, che aveva come principali vittime donne venezuelane in situazione di vulnerabilità. L'operazione si è conclusa con l'identificazione di 14 vittime e l'arresto di 17 persone nelle province di Madrid, Toledo e Santa Cruz de Tenerife, tre delle quali sono state poste in custodia cautelare in carcere.

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Secondo il comunicato della Polizia, le vittime venivano reclutate in Venezuela con false promesse e trasferite in Spagna con il pretesto di lavorare nel settore turistico. Una volta sul territorio spagnolo, la rete imponeva loro debiti compresi tra 7.000 e 9.000 euro, che dovevano estinguere prostituendosi.

A questo scopo, l'organizzazione gestiva una rete di appartamenti che fungevano da bordelli in diverse località e spostava regolarmente le donne da un alloggio all'altro, per rafforzare il controllo e massimizzare i profitti.

L'indagine è iniziata nell'agosto 2025 dopo la denuncia di due testimoni, che hanno segnalato la presenza di diverse donne venezuelane sfruttate sessualmente in appartamenti a Tenerife. Con l'avanzare delle indagini, gli agenti hanno individuato nuove vittime sia sull'isola sia in diversi comuni della provincia di Madrid, il che ha permesso di ricostruire la struttura e il funzionamento della rete criminale.

Le donne, precisa la Polizia, erano sottoposte a uno stretto controllo. Gli indagati gestivano i loro conti bancari, gli annunci sulle pagine di incontri e decidevano i servizi sessuali e le relative tariffe. Le vittime dovevano essere disponibili 24 ore su 24, non potevano rifiutare clienti o pratiche sessuali ed erano obbligate a vivere negli appartamenti, sorvegliati da telecamere di sicurezza.

Il falso legame con il Tren de Aragua

Per prolungare lo sfruttamento, l'organizzazione imponeva "multe arbitrarie, prestiti in condizioni abusive e la continua creazione di nuovi debiti", sottolinea il comunicato. Inoltre ritirava i documenti personali e rivolgeva minacce alle vittime e ai loro familiari in Venezuela. Queste minacce risultavano ancora più credibili perché gli indagati si spacciavano per membri del Tren de Aragua, il che accresceva la paura delle donne di denunciare.

Nel corso dell'operazione la Polizia ha sequestrato 800 euro in contanti, telefoni cellulari, un computer portatile e documentazione rilevante, oltre a bloccare 14 attività finanziarie. La Polizia nazionale spagnola mantiene aperta l'indagine per identificare altri possibili collaboratori, in particolare in Venezuela, e insiste sul fatto che "la collaborazione dei cittadini" è fondamentale nella lotta contro la tratta di esseri umani.

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