Gli abitanti di Pozzuoli venerdì scendono nuovamente in piazza per avere ulteriori misure sul territorio, in seguito al terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio scorso
Venerdì gli abitanti di Pozzuoli, in provincia di Napoli, tornano nuovamente in piazza per chiedere ulteriori misure per il territorio, devastato a causa del terremoto di magnitudo 4.7 che il 31 luglio ha scosso i Campi Flegrei.
La scossa è stata definita come la più forte degli ultimi quarant'anni e ha causato 26 feriti, oltre all'evacuazione di centinaia di persone e ingenti danni agli edifici.
"Non fermiamoci a Pozzuoli, blocchiamo tutto ovunque", recita lo slogan scelto per la nuova protesta, la seconda dopo che martedì un corteo di sfollati e attivisti ha bloccato il porto della cittadina.
"Un tetto sulla testa per tutte le persone sfollate e in attesa di controlli; l'apertura immediata dell'hub di via Artiaco; acqua, corrente e servizi in città; sostegno ai lavoratori colpiti e al commercio locale; la messa in sicurezza delle nostre case": queste le richieste dei residenti presenti nel volantino della manifestazione.
Dalle proteste emergono quali sono stati i temi cardine dell'incontro svolto mercoledì in prefettura con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha incontrato una delegazione di cittadini.
Messa in sicurezza e sostegno al territorio
Una prima misura criticata è quella del Cas, il contributo autonomo, di sistemazione, un contributo stanziato dal governo per chi si ritrova costretto a sfollare, ritenuto però insufficiente.
"Il mercato delle case in affitto è saturo o subisce una speculazione dopo questi eventi. Servono interventi decisi dello Stato per individuare immobili sfitti, alberghi da porre sotto requisizione, un piano di calmierazione degli affitti. Gli sfollati devono avere soluzioni concrete in cui poter vivere", spiegano i manifestanti.
Un'altra questione cruciale è la messa in sicurezza delle abitazioni, che deve esssere sostenuta con ogni mezzo secondo gli abitanti. Ma sono ritenute importanti anche la ristrutturazione e il miglioramento sismico degli edifici colpiti, per cui si chiede la riapertura delle scadenze per richiedere i fondi utili a questo scopo.
Anche l'apertura degli Hub, centri di prima accoglienza e di coordinamento nelle emergenze, è per la comunità una "necessità immediata. È uno scandalo che dopo 2 anni a Pozzuoli non ci siano ancora soluzioni immediate per rispondere alle scosse".
Infine, i cittadini chiedono un sostegno più ampio all'economia, ai trasporti e alle infrastrutture del territorio. "Non si può lasciare una città intera senza trasporti, senza acqua, e sotto dissesto. Il monitoraggio dei sottoservizi deve passare per un controllo e soluzioni immediate", affermano.
Nonostante le istituzioni abbiano preso l'impegno di rispondere alle problematiche locali, anche attraverso cabine di regia partecipate, la fiducia della popolazione è bassa, dopo due anni di emergenza continua.
"Serve un cambio di passo immediato. Le parole di Musumeci, che continua a porre la responsabilità individuale di chi 'vive nei Campi Flegrei', o dei senatori Rastrelli e Cosenza che invece di agire da rappresentanti del partito di governo pensano a puntare il dito contro chi oggi manifesta per la propria vita, sono assolutamente inaccettabili", spiegano gli abitanti, commentando la gestione del fenomeno del bradisismo da parte del governo finora.
L'emergenza in corso nei Campi Flegrei
Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha richiamato le autorità sulla gravità della situazione nella zona, citando i numeri dell'emergenza: 1000 cittadini sfollati, centinaia di famiglie senza una casa, 66 edifici interessati da provvedimenti di sgombero e 508 richieste per il contributo autonomo di sistemazione (Cas).
"A questo si aggiungono quattro scuole danneggiate - Marconi, Quasimodo, Pergolesi e Borsellino - che richiedono verifiche e interventi per garantire la sicurezza di studenti, famiglie e personale scolastico", aggiunge Manzoni, spiegando le criticità dei servizi e delle infrastrutture pubblici, tra cui le strade, l'acquedotto, le scuole e le chiese.
Il sindaco sottolinea anche che, secondo gli avvertimenti dell'Ingv, l'Istituto di geofisica e vulcanologia, il fenomeno del bradisismo è ancora in corso, lasciando tutte le questioni aperte da affrontare.
"In questi mesi ho sempre riconosciuto la disponibilità del Governo, della Regione Campania, della prefettura, della Protezione civile nazionale e regionale e di tutti gli enti coinvolti. La collaborazione istituzionale è stata importante e continua ad esserlo. Ma oggi non basta più la disponibilità. Oggi servono decisioni rapide, risorse straordinarie e procedure accelerate. Servono tempi compatibili con un'emergenza che non può attendere", conclude Luigi Manzoni.