La Lavra di Kiev-Pechersk, tra i più importanti simboli storici e religiosi dell’Ucraina, è stata colpita nell’attacco notturno di droni e missili lanciato da Mosca lunedì. Zelensky l’ha definito "uno dei crimini più gravi della Russia contro la cultura cristiana"
Nella notte tra domenica e lunedì, una serie di esplosioni ha scosso Kiev mentre nuovi attacchi colpivano la capitale ucraina. Poco dopo, sui social network hanno iniziato a circolare immagini che mostrano fiamme e fumo levarsi sopra il complesso della Lavra di Kiev-Pechersk, uno dei luoghi religiosi più importanti del Paese e patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Per molti cittadini ucraini già costretti a vivere sotto i bombardamenti, la notizia di un incendio nell’area della storica cattedrale ha rappresentato un ulteriore trauma. Circa 42.000 persone avevano trascorso la notte rifugiandosi nelle stazioni della metropolitana della capitale, mentre gli allarmi antiaerei continuavano a risuonare.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’attacco alla cattedrale “uno dei crimini più gravi commessi finora contro la cultura cristiana”, chiedendo ai leader del G7 riuniti in Francia una risposta più dura nei confronti di Mosca. Zelenskyy ha sollecitato un aumento della pressione internazionale e un rafforzamento delle difese aeree ucraine, in particolare delle capacità antibalistiche.
Anche la nuova leadership governativa ucraina ha commentato duramente l’attacco. La prima ministra Yuliia Svyrydenko ha parlato di “un assalto brutale contro il nostro popolo e il nostro patrimonio”, accusando la Russia di colpire deliberatamente simboli religiosi e storici.
Secondo il metropolita Epifaniy, capo della Chiesa ortodossa ucraina, il tetto della Cattedrale della Dormizione avrebbe preso fuoco durante il raid. In un messaggio pubblicato sui social, ha definito l’attacco “un crimine contro l’umanità, contro la storia e contro il cristianesimo”, invitando i fedeli alla preghiera per la salvezza del santuario.
La Lavra di Kiev-Pechersk, conosciuta anche come Monastero delle Grotte, è un vasto complesso monastico costruito tra l’XI e il XIX secolo. Le sue chiese e strutture, alcune collegate da antiche gallerie sotterranee lunghe centinaia di metri, rappresentano uno dei centri spirituali più importanti dell’Europa orientale.
Il governo ucraino ha annunciato l’intenzione di avviare con urgenza le procedure presso l’UNESCO e altri organismi internazionali per denunciare l’attacco e ottenere una risposta globale.
Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha parlato di “barbarie di Stato”, mentre il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha paragonato l’attacco a un ipotetico bombardamento di Notre-Dame a Parigi, sottolineandone la portata simbolica.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’episodio, ribadendo che nulla può giustificare attacchi contro il patrimonio culturale mondiale e che gli alleati dell’Ucraina continueranno a lavorare per un cessate il fuoco.
Per molti ucraini, la Lavra non è solo un complesso religioso, ma un legame diretto con le origini storiche della Rus’ di Kiev e con la propria identità culturale. Proprio per questo, ogni danno subito dal sito viene percepito come un attacco alla memoria collettiva del Paese.
L’attivista per i diritti umani e premio Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Matviichuk ha affermato che il complesso sarebbe stato colpito “deliberatamente”, sottolineando il valore simbolico dell’attacco e accusando la Russia di utilizzare la religione come strumento di guerra.
Mentre le operazioni di emergenza continuano e il sito viene messo in sicurezza, le autorità ucraine parlano di uno dei colpi più gravi inferti al patrimonio culturale del Paese dall’inizio del conflitto su larga scala.