Il gruppo Renew Europe (centrista) ha chiesto sanzioni contro l'ex direttrice di RT France, accusandola di diffondere propaganda sulla guerra in Ucraina e contro l'UE
Una parte del gruppo liberale al Parlamento europeo Renew Europe chiede l’adozione di sanzioni individuali contro la commentatrice franco-russa Xenia Fedorova, accusata di diffondere narrazioni considerate vicine alla propaganda del Cremlino sulla guerra in Ucraina e sulle istituzioni europee.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Agence France-Presse, la richiesta è contenuta in una lettera sostenuta da circa un terzo degli eurodeputati di Renew Europe. Il testo invita le istituzioni comunitarie a valutare misure restrittive nei confronti della giornalista, oggi attiva in diversi media francesi.
L’iniziativa è stata promossa dall’eurodeputata francese Nathalie Loiseau, che ha indirizzato la richiesta al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Le accuse di propaganda e il ruolo nei media francesi
La figura di Fedorova è al centro di una crescente controversia in Francia. Secondo i suoi critici, l’ex direttrice di RT France continuerebbe a promuovere tesi considerate allineate alla narrativa del Cremlino, in particolare sul conflitto in Ucraina.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha recentemente definito le sue posizioni come veicolo di disinformazione, sottolineando il rischio di legittimare messaggi favorevoli a Mosca nei media occidentali.
Dopo la chiusura di RT France nel 2022, Fedorova ha proseguito la sua attività nel panorama mediatico francese, comparendo in programmi del gruppo mediatico riconducibile a Gruppo Bolloré, tra cui partecipazioni ricorrenti su CNews e collaborazioni editoriali.
Una presenza mediatica sempre più controversa
La sua visibilità è aumentata attraverso interventi televisivi e editoriali, oltre alla pubblicazione del libro Bannie, edito nel 2025 dalla casa editrice Fayard. Nel volume, Fedorova sostiene di essere stata oggetto di censura e critica la rappresentazione occidentale della guerra in Ucraina.
Parallelamente, diverse istituzioni francesi monitorano le sue dichiarazioni. Secondo quanto riportato da Le Monde, il ministero degli Esteri francese segue il caso, mentre l’autorità di regolazione audiovisiva ARCOM avrebbe aperto fascicoli su alcune sue affermazioni andate in onda in televisione.
Tra le dichiarazioni contestate figurano commenti sulla Lettonia e interpretazioni sul ruolo dell’Occidente nel conflitto ucraino, giudicate da alcuni esponenti del governo come una distorsione delle responsabilità tra Russia e Ucraina.
La portavoce del governo francese Maud Bregeon ha definito alcune sue affermazioni “gravissime”, accusandole di ribaltare la narrazione del conflitto.
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di tensioni in Europa sul tema della disinformazione, della libertà di espressione e del ruolo dei media nella copertura della guerra in Ucraina, mentre cresce il dibattito su possibili strumenti sanzionatori a livello comunitario.