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Spagna, caso Leire: indagine su presunta rete per influenzare le inchieste sul governo Sánchez

ARCHIVIO: Il governo del presidente Pedro Sánchez è stato scosso da diversi scandali di corruzione.
ARCHIVIO: Il governo del presidente Pedro Sánchez è stato scosso da diversi scandali di corruzione. Diritti d'autore  AP
Diritti d'autore AP
Di Rafael Salido
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Un’inchiesta della Guardia Civil ipotizza l’esistenza di una rete interna al Partido Socialista Obrero Español per gestire e contrastare le indagini giudiziarie su esponenti del partito e dell’esecutivo guidato da Pedro Sánchez

Un nuovo capitolo politico-giudiziario si apre in Spagna attorno al caso noto come “caso Leire”. Secondo un documento dell’Unidad Central Operativa (UCO) della Guardia Civil, l’ex segretario all’Organizzazione del Partido Socialista Obrero Español Santos Cerdán e la collaboratrice Leire Díez avrebbero fatto parte di una presunta rete con l’obiettivo di ostacolare le indagini giudiziarie che coinvolgono il partito e alcuni esponenti del governo guidato da Pedro Sánchez.

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Il documento, reso pubblico da media spagnoli, descrive un’ipotesi investigativa secondo cui questa struttura avrebbe agito tra il 2024 e il 2025 per “proteggere gli interessi” politici legati a procedimenti giudiziari in corso.

Secondo quanto riportato dagli investigatori, Cerdán avrebbe messo a disposizione della presunta rete non solo collaboratori e uffici del partito, ma anche mezzi logistici per organizzare incontri e attività.

Leire Díez, già finita sotto indagine per presunti episodi di corruzione, avrebbe ricevuto incarichi specifici con l’obiettivo finale di intervenire su procedimenti giudiziari sensibili per il PSOE e per membri del governo.

L’UCO sostiene inoltre che il progetto non sarebbe stato episodico, ma organizzato nel tempo, con una serie di azioni coordinate finalizzate a influenzare o contenere l’impatto delle indagini in corso.

Le perquisizioni a Madrid e il ruolo della magistratura

Nel quadro dell’inchiesta, la Guardia Civil ha effettuato perquisizioni nella sede centrale del Partido Socialista Obrero Español a Madrid, in via Ferraz, oltre che in alcune abitazioni private riconducibili alle persone coinvolte.

L’operazione è stata disposta nell’ambito di un ordine del giudice dell’Audiencia Nacional Santiago Pedraz, che sta coordinando il fascicolo. Al termine delle perquisizioni, gli investigatori avrebbero portato via documentazione e materiali ritenuti rilevanti per l’inchiesta.

Un elemento considerato significativo dagli inquirenti è una riunione del 26 aprile 2024 presso la sede del PSOE, avvenuta in un periodo di forte tensione politica per il governo Sánchez, che secondo la ricostruzione avrebbe segnato un momento di svolta nelle attività oggetto dell’indagine.

Fondi, fatture e comunicazione politica

Parallelamente all’indagine principale, gli atti citano anche presunti flussi di denaro legati ad attività di comunicazione. In particolare, nel 2024 sarebbe stata emessa una fattura da oltre 18.000 euro a favore di una collaboratrice legata a Díez, nell’ambito di operazioni di comunicazione e produzione di contenuti.

Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, parte di questi pagamenti sarebbero stati giustificati come attività legate a campagne politiche o comunicative, anche in coincidenza con elezioni europee e regionali.

Le verifiche dell’UCO fanno inoltre riferimento a precedenti collaborazioni tra il PSOE e Leire Díez come consulente autonoma, con compensi che, secondo la documentazione, si sarebbero sviluppati in più fasi e per importi differenti nel corso degli anni.

Il contesto politico e le prossime tappe

Il caso si inserisce in un contesto politico già teso in Spagna, con diverse inchieste giudiziarie che negli ultimi anni hanno coinvolto figure vicine al governo e al partito socialista. Le accuse riportate restano, al momento, ipotesi investigative: nessuna condanna è stata pronunciata.

L’indagine prosegue sotto la supervisione della magistratura spagnola, mentre l’UCO continua l’analisi dei materiali sequestrati e delle comunicazioni interne al partito.

Resta ora da capire se gli elementi raccolti porteranno a sviluppi giudiziari più ampi o a un eventuale coinvolgimento formale di altri esponenti politici o amministrativi.

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