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Stati Uniti trattano per dispiegare altri bombardieri nucleari in Europa

Caccia F-16 rumeni, forniti dall'Aeronautica reale olandese, sorvolano la base aerea 86 durante esercitazioni NATO nel 2023.
Caccia F-16 rumeni, forniti dall'Aeronautica militare reale olandese, sorvolano la base aerea Baza 86 durante esercitazioni NATO nel 2023. Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
Di Rebecca Rommen
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Gli Stati Uniti sarebbero in trattative per ampliare la presenza di armi nucleari in Europa, valutando Polonia e Paesi baltici come basi per aerei NATO a duplice capacità

Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di rafforzare la propria presenza nucleare in Europa attraverso un ampliamento del programma di condivisione nucleare della NATO.

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Secondo quanto riportato dal Financial Times, Washington starebbe discutendo con gli alleati l'opportunità di consentire ad altri Paesi membri dell'Alleanza Atlantica di ospitare velivoli in grado di trasportare e sganciare ordigni nucleari.

Il quotidiano britannico, citando tre fonti informate sui colloqui, riferisce che funzionari statunitensi si sarebbero mostrati favorevoli a estendere i dispiegamenti oltre i sei Paesi europei che attualmente partecipano agli accordi di nuclear sharing della NATO.

Al centro delle discussioni vi sarebbe il possibile schieramento di velivoli a doppia capacità (Dual-Capable Aircraft, DCA), piattaforme militari progettate per impiegare sia armamenti convenzionali sia armi nucleari. L'obiettivo sarebbe quello di rafforzare la postura deterrente dell'Alleanza in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e dall'instabilità sul fianco orientale europeo.

Attualmente, bombardieri e caccia d'attacco con capacità nucleare sono presenti nel Regno Unito, in Francia, Germania, Italia, Belgio e Paesi Bassi. Il programma di condivisione nucleare della NATO consente ad alcuni alleati europei di ospitare armamenti nucleari statunitensi sul proprio territorio e di mantenere velivoli e personale addestrati per il loro eventuale impiego in caso di conflitto.

Da decenni la NATO considera questo meccanismo uno dei pilastri della propria strategia di deterrenza collettiva. L'obiettivo è scoraggiare eventuali aggressioni attraverso una combinazione di unità politica, capacità militare e credibilità della risposta alle minacce.

Secondo le stime degli esperti, nell'ambito del programma sarebbero attualmente stoccate circa 100 bombe nucleari statunitensi B61 in basi situate in Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. Le B61 rappresentano una delle principali componenti dell'arsenale nucleare tattico americano schierato in Europa.

Al momento non sono stati resi noti dettagli sui Paesi che potrebbero essere coinvolti in un eventuale ampliamento del programma. Né la Casa Bianca, né il Pentagono, né la NATO hanno commentato ufficialmente le indiscrezioni riportate dal Financial Times.

L'ipotesi di un'estensione della condivisione nucleare potrebbe aprire un nuovo capitolo nel dibattito sulla sicurezza europea, in un momento in cui l'Alleanza Atlantica continua a ridefinire le proprie strategie di difesa e deterrenza di fronte alle nuove sfide internazionali.

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