Settima notte di raid e di contrattacchi tra Usa e Iran. I media statali denunciano diversi morti e attacchi su strutture energetiche e di trasporto. Le Guardie rivoluzionarie hanno sparato contro basi del Golfo e una nave, promettendo operazioni di vasta scala se non finiscono le operazioni
Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (CENTCOM) ha annunciato di avere lanciato una nuova serie di attacchi contro l'Iran, per la settima notte consecutiva. Secondo la dichiarazione, gli attacchi hanno lo scopo di "continuare a indebolire le capacita' militari di Teheran".
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana, Mehr, ha riferito venerdì sera di esplosioni a Sirik, città costiera nella provincia di Hormozgan, nel sud del Paese, e nella città portuale meridionale di Bandar Abbas.
Teheran ha accusato le forze USA di avere colpito un aeroporto, una stazione ferroviaria e due ponti, con un bilancio di almeno otto morti e 20 feriti, secondo i media statali.
Il regime ha denunciato inoltre raid sulle infrastrutture elettriche nel sud del Paese, a seguito dei quali ha invitato la popolazione a ridurre i consumi e a spegnere i condizionatori nonostante il caldo estremo.
In risposta, la Repubblica islamica ha rivendicato di avere colpito basi, aerei e radar statunitensi in Kuwait, Qatar, Bahrein, Giordania e Oman. Secondo Iran International che cita l'ufficio stampa dell'esercito di Teheran, la marina iraniana ha lanciato un missile da crociera terra-mare contro una nave statunitense nell'Oceano Indiano settentrionale.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane da parte loro hanno dichiarato di avere attaccato un deposito di droni americani in Bahrein, secondo l'agenzia di stampa iraniana IRNA, che precisa che "hanno distrutto il principale centro di intelligenza artificiale del Bahrein utilizzando missili balistici e droni
L'Iran entrerà in una fase di "operazioni offensive su vasta scala" se gli Stati Uniti continueranno i loro attacchi "nei prossimi due o tre giorni", ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un'intervista alla televisione di stato.
Qualora si arrivasse a questa fase, ha proseguito Rezai, "non ci accontenteremo più della reciprocità e nessun confine politico sarà al sicuro