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Corte respinge richiesta del Ruanda: niente 115 milioni dal Regno Unito per piano migranti bocciato

Interno della Corte permanente di arbitrato all'Aia, 7 luglio 2015
Interno della Corte permanente di arbitrato all'Aia, 7 luglio 2015 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Nel 2022 l'ex premier britannico Boris Johnson aveva siglato un accordo con Kigali per inviare in Ruanda i migranti arrivati nel Regno Unito tramite "viaggi pericolosi o illegali" su barconi o camion

La Corte permanente di arbitrato (PCA) dell’Aia ha respinto il ricorso presentato dal Ruanda contro il Regno Unito, chiudendo una controversia legata al controverso accordo sui migranti siglato tra i due Paesi nel 2022.

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Kigali sosteneva che Londra dovesse ancora versare oltre 100 milioni di sterline, corrispondenti a due rate annuali da 50 milioni ciascuna previste nell’ambito del piano per il trasferimento in Ruanda dei migranti arrivati illegalmente nel Regno Unito. Tuttavia, il tribunale internazionale ha stabilito che il governo britannico non è tenuto a pagare le somme richieste dopo la cancellazione del progetto.

La decisione rappresenta una vittoria per l’esecutivo britannico. "Il Regno Unito ha difeso con forza la propria posizione e il tribunale si è ora pronunciato a favore del Regno Unito su tutti i punti", ha dichiarato un portavoce del governo di Londra.

L’accordo tra i due Paesi era stato promosso nel 2022 dall’allora primo ministro Boris Johnson con l’obiettivo di trasferire in Ruanda i migranti arrivati nel Regno Unito attraverso traversate irregolari della Manica o altri ingressi illegali. Il progetto, però, si è scontrato fin da subito con ricorsi legali e forti critiche politiche, fino a essere dichiarato illegale dalla Corte Suprema britannica.

Con l’arrivo al governo del leader laburista Keir Starmer, nel luglio 2024, il piano è stato definitivamente archiviato. Starmer lo aveva definito "morto e sepolto" già nel suo primo giorno pieno a Downing Street, mentre la ministra dell’Interno Yvette Cooper lo aveva bollato come "lo spreco più scioccante di denaro dei contribuenti" mai visto.

Secondo i dati forniti dall’attuale governo britannico, nei due anni di esistenza del programma soltanto quattro persone sono state trasferite in Ruanda, tutte su base volontaria.

Nonostante la cancellazione del progetto, Londra aveva già versato circa 290 milioni di sterline a Kigali. Il Ruanda riteneva però che il Regno Unito fosse ancora obbligato a corrispondere ulteriori pagamenti previsti dagli accordi iniziali. La PCA ha invece respinto a maggioranza la richiesta relativa al primo anno e all’unanimità quella riferita al secondo.

Migranti proseguono il loro viaggio verso la Gran Bretagna al largo della costa settentrionale della Francia, 23 aprile 2024
Migranti proseguono il loro viaggio verso la Gran Bretagna al largo della costa settentrionale della Francia, 23 aprile 2024 AP/Prefecture Maritime du Nord et de la Manche

La sentenza arriva in un momento di tensione tra i due Paesi. Negli ultimi mesi il Regno Unito ha infatti ridotto in modo significativo gli aiuti destinati al Ruanda, accusando Kigali di sostenere i ribelli dell’M23 attivi nella vicina Repubblica Democratica del Congo.

Con il verdetto dell’Aia si chiude così uno degli ultimi capitoli giudiziari del controverso piano migratorio britannico, diventato negli anni uno dei temi più divisivi del dibattito politico sull’immigrazione nel Regno Unito.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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