Helen McEntee, ministra degli Esteri irlandese, avverte che offrire a Kiev una "adesione associata" rischia di lasciarla in un limbo e di frenare una piena adesione europea. Dublino reagisce così al piano senza precedenti avanzato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz
Concedere all'Ucraina lo status di "membro associato" rischia di lasciare il Paese in un limbo, facendo perdere a Kiev lo slancio necessario a completare il percorso verso la piena adesione, ha detto la ministra degli Esteri irlandese, Helen McEntee.
Le sue dichiarazioni venerdì arrivano in risposta al piano del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, di creare uno status su misura per l'Ucraina, che secondo McEntee rischia di introdurre un sistema di adesione all'Ue a due velocità.
"Dobbiamo assicurarci che non ci sia un approccio a due livelli e che [il processo di adesione] sia applicato in modo uguale a ogni Paese", ha detto McEntree durante un incontro con i giornalisti a cui ha partecipato anche Euronews.
Le parole della ministra di Dublino hanno un peso particolare, perché a luglio l'Irlanda assumerà la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue e supervisionerà quindi i negoziati sulla domanda di adesione di Kiev.
"L'Ucraina si trova in una situazione molto difficile, e noi l'abbiamo sostenuta davvero nel cercare di far avanzare il suo processo di adesione", ha proseguito McEntee, osservando però che uno status di membro associato potrebbe mettere a rischio un'adesione piena.
"Si rischia di arrivare a una situazione in cui i membri associati si ritrovano in una sorta di limbo?", ha detto McEntee, citando i settori in cui i Paesi candidati tendono a bloccarsi se non c'è sufficiente pressione per approvare le riforme legali, come lo stato di diritto e il sistema giudiziario.
"Questo non rischia di allentare la pressione? I Paesi non finiscono per restare in questa sorta di mezzo status di adesione, che poi non evolve naturalmente?", ha aggiunto la ministra.
Cosa ha proposto Merz per l'adesione dell'Ucraina all'UE
Bruxelles e gli Stati membri Ue stanno intanto esaminando la lettera che Merz ha inviato agli altri leader nel tentativo di sbloccare lo stallo di due anni sull'adesione dell'Ucraina.
Nel documento di cinque pagine, visionato da Euronews, il cancelliere tedesco propone una "membership associata" per dare all'Ucraina accesso agli organi decisionali, ma senza diritto di voto né portafoglio, e alla partecipazione a determinati programmi finanziati dall'Ue su base "graduale".
La proposta prevede anche che Kiev possa chiedere assistenza agli altri Stati membri in caso di aggressione armata ricorrendo all'articolo 42.7 dei trattati Ue. Questo creerebbe una "garanzia di sicurezza sostanziale" per dissuadere la Russia.
"È evidente che non saremo in grado di completare a breve il processo di adesione, viste le innumerevoli difficoltà e le complessità politiche delle procedure di ratifica nei vari Stati membri", ha scritto Merz, "ora è il momento di procedere con coraggio nell'integrazione dell'Ucraina nell'Ue, attraverso soluzioni innovative come passi immediati in avanti".
La Commissione europea ha accolto con favore il dibattito sulle "soluzioni innovative", ma ha messo in guardia sul fatto che la logica "basata sui meriti" dell'allargamento deve essere rispettata.
L'esecutivo ha fatto sapere che si esprimerà sui profili giuridici del piano di Merz solo una volta concluso il confronto tra i capi di Stato e di governo. I diplomatici, però, si sono mostrati molto più scettici sulla sua fattibilità.
Da parte sua il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha ribadito che il suo Paese resta concentrato sull'obiettivo di ottenere una "piena adesione" al blocco.
"Vediamo che è in corso la ricerca di modalità che possano portare a questa adesione. Benissimo, che trovino spazio, ma non possono sostituire la nostra posizione strategica", ha dichiarato il ministro venerdì.
Il presidente Volodymyr Zelensky, che non ha ancora commentato la proposta di Merz, in passato ha respinto qualsiasi apertura a un'adesione "simbolica".
La lettera tedesca arriva in un momento in cui l'Unione intravede una finestra di opportunità per revocare finalmente il veto ungherese sull'adesione dell'Ucraina, che ha paralizzato il processo per due anni. Il nuovo governo di Budapest ha avviato consultazioni con Kiev per discutere dei diritti della minoranza ungherese in Ucraina, un tema politicamente sensibile.
Bruxelles spera che i progressi siano sufficienti a revocare il veto a giugno e ad aprire il primo gruppo di negoziati con l'Ucraina, noto come "fondamentali", con gli altri cinque gruppi sbloccati nel resto dell'anno.