Se il parlamento darà il via libera, a Tofan spetterà il compito di avvicinare la Moldova all’ingresso nell’UE e rilanciare un’economia in crisi da anni.
La presidente filo-europea della Moldova, Maia Sandu, ha indicato sabato l’imprenditore Vasile Tofan come prossimo primo ministro del Paese, al posto di Alexandru Munteanu, che si è dimesso all’inizio del mese per divergenze con la maggioranza di governo.
In un video diffuso sui social, Sandu ha spiegato che la principale responsabilità di Tofan, una volta che la sua candidatura sarà approvata dal parlamento, sarà quella di portare il Paese ancora più avanti nel percorso di "integrazione" nell’Unione europea.
Dovrà inoltre "rafforzare la resilienza delle istituzioni statali e della società" e "rilanciare l’economia", ha aggiunto Sandu.
L’imprenditore moldavo ha ora due settimane per ottenere il sostegno del parlamento. Conta di riuscirci dopo la presentazione del suo programma di governo e delle nomine per il nuovo gabinetto ministeriale.
Il nome di Tofan era già circolato come possibile premier l’anno scorso, ancora prima della nomina di Munteanu.
Igor Grosu, leader del Partito Azione e Solidarietà (PAS) di Sandu, che ha vinto le ultime elezioni parlamentari a settembre, ha annunciato venerdì di averlo scelto come candidato per sostituire il premier uscente.
Ha spiegato che Tofan condivide "gli stessi obiettivi" suoi e del PAS, precisando che "l’adesione all’UE nei prossimi anni, la riforma delle istituzioni e la crescita economica" figurano tra i principali punti di convergenza.
Il candidato premier, laureato alla Harvard Business School e che domenica compirà 44 anni, ha anche un titolo in gestione pubblica conseguito nei Paesi Bassi ed è socio dirigente di Horizon Capital, società di private equity con attività soprattutto in Ucraina e in Moldova.
Ha inoltre presieduto il consiglio di amministrazione della cantina moldava Purcari, considerata il fiore all’occhiello del settore vinicolo del Paese.
Munteanu, anche lui imprenditore e in passato, come Sandu, funzionario della Banca Mondiale, era stato scelto per rilanciare l’economia e avvicinarla all’UE. Le tensioni con il PAS lo hanno però spinto a lasciare l’incarico dopo meno di un anno.
Si è dimesso il 3 luglio, dopo meno di otto mesi in carica, affermando di non poter più svolgere il suo mandato "secondo i propri principi e le proprie convinzioni".
Lo scorso mese l’UE ha avviato ufficialmente il primo ciclo di negoziati di adesione con Ucraina e Moldova. Entrambi i Paesi sono diventati candidati ufficiali all’ingresso nell’Unione europea il 23 giugno 2022.