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West Nile, l’Italia tra i Paesi europei più colpiti: altri due casi nel Viterbese

Insetti vettori West Nile
Insetti vettori West Nile Diritti d'autore  Copyright 2012 AP. All rights reserved.
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Di Stefania De Michele
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West Nile, due casi nel Viterbese e 226 in Italia. Il virus circola in 16 Regioni. In Europa 429 contagi in nove Paesi: Italia in testa

Il virus West Nile continua a circolare nel Lazio. Sono saliti a due i casi confermati nella provincia di Viterbo, dove le persone contagiate hanno manifestato febbre, dolori muscolari e forte spossatezza. Il secondo episodio è stato registrato tra la scorsa settimana e quella in corso e si aggiunge al primo caso segnalato nei giorni precedenti.

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I dati aggiornati al 12 agosto 2026 sono contenuti nell'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato il 13 agosto. Il bilancio nazionale è in aumento: dall'inizio della stagione di sorveglianza sono stati confermati 226 casi di infezione da West Nile nell'uomo, contro i 141 del precedente aggiornamento.

West Nile, quali sono i sintomi

Nella maggior parte dei casi l'infezione passa inosservata. Secondo l'Iss, circa l'80 per cento delle persone infette non sviluppa sintomi. Quando invece la malattia si manifesta, nella maggior parte dei casi provoca una forma febbrile, con sintomi che possono comprendere febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, nausea e vomito.

Una percentuale molto più ridotta di persone sviluppa invece una forma neuro-invasiva, che può provocare encefalite, meningite o meningoencefalite. Il rischio di forme gravi aumenta soprattutto nelle persone anziane e in quelle con alcune condizioni di salute preesistenti.

Dei 226 casi italiani registrati fino al 12 agosto, 102 sono stati classificati come neuro-invasivi, 86 come casi di febbre e 38 sono stati identificati attraverso lo screening dei donatori di sangue. Nel bilancio sono compresi anche un caso neuro-invasivo importato dalle Maldive e un caso di febbre importato dal Burkina Faso. Sono stati inoltre notificati sette decessi, uno dei quali relativo a un caso importato.

Come si trasmette il virus West Nile

Il West Nile Virus viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette, in particolare appartenenti al genere Culex. Il ciclo naturale del virus coinvolge soprattutto zanzare e uccelli: gli uccelli rappresentano il principale serbatoio e le zanzare possono trasmettere il virus all'uomo quando pungono una persona infetta.

La trasmissione è quindi legata soprattutto alla presenza del vettore e alle condizioni ambientali favorevoli alla sua proliferazione. Il periodo di maggiore circolazione coincide con i mesi più caldi dell'anno. L'ECDC ricorda che la maggior parte delle infezioni è asintomatica e che la stagione di trasmissione si concentra generalmente tra luglio e settembre.

Per ridurre il rischio è consigliabile evitare, per quanto possibile, le punture di zanzara utilizzando repellenti, indumenti che coprano braccia e gambe, zanzariere e sistemi di protezione negli ambienti domestici. È inoltre importante eliminare i ristagni d'acqua, dove le zanzare possono riprodursi.

Il Lazio e le altre regioni colpite

Il Lazio conta complessivamente 35 casi, secondo l'ultimo rapporto dell'Iss. Sedici sono stati registrati nella provincia di Roma, altrettanti in quella di Latina, due a Viterbo e uno a Frosinone.

La circolazione del virus è però molto più ampia. Al 12 agosto risultavano coinvolte 55 province appartenenti a 16 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Tra le regioni con il maggior numero di casi figurano Lombardia, Piemonte e Veneto, mentre la presenza del virus è stata rilevata anche in aree del Centro e del Sud Italia. Il quadro mostra dunque una circolazione estesa e non limitata a un singolo focolaio locale.

West Nile, il confronto con l'Europa

L'Italia è attualmente il Paese europeo con il maggior numero di casi autoctoni di West Nile. Secondo l'ultimo aggiornamento settimanale dell'ECDC, basato sui dati disponibili al 13 agosto, in Europa sono stati segnalati 429 casi acquisiti localmente in nove Paesi. Di questi, 224 sono attribuiti all'Italia, seguita dalla Grecia con 105, dalla Spagna con 42, dalla Macedonia del Nord con 30 e dalla Romania con 18. Gli altri casi riguardano Francia, Serbia, Germania e Kosovo.

Nello stesso periodo sono state individuate 77 aree interessate dalla circolazione del virus in Europa: 40 in Italia, 13 in Grecia, 12 in Romania, quattro in Francia, tre in Macedonia del Nord, due in Spagna e una rispettivamente in Germania, Kosovo e Serbia.

Il dato europeo conferma quindi il ruolo centrale dell'Italia nella stagione 2026, con oltre la metà dei casi autoctoni registrati nell'area monitorata dall'ECDC.

L'aggiornamento in Italia

Il dato più recente disponibile per l'Italia resta quello dell'Iss aggiornato al 12 agosto: 226 casi confermati, sette decessi e circolazione del virus documentata in 55 province di 16 Regioni. Il confronto con l'ECDC mostra una differenza numerica legata soprattutto alla diversa data di aggiornamento e ai criteri dei due sistemi di sorveglianza: l'agenzia europea, al 13 agosto, conteggia 224 casi acquisiti localmente in Italia, mentre il rapporto Iss comprende 226 casi complessivi, inclusi due episodi importati.

Il quadro europeo è comunque in evoluzione: l'ECDC ha registrato 19 nuove aree colpite per la prima volta nella stagione nella sola settimana considerata, un segnale della progressiva espansione geografica della circolazione durante i mesi estivi.

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