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Aea, drammatico record per l'Italia: più alta concentrazione di polveri sottili PM2,5

Qualità dell'aria in Europa - Europa in movimento
Qualità dell'aria in Europa - Europa in movimento Diritti d'autore  thumbnail by Léa Becquet
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Di Alessio Dell'Anna & video by Léa Becquet
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In Puglia sono stati registrati dei drammatici livelli di PM2,5, un particolare tipo di polveri sottili. Anche l'Italia meridionale ha registrato dei livelli preoccupanti vicini alla soglia limite. Nove cittadini europei su dieci sono esposti a livelli di inquinamento non sicuri

L'Italia ha un grave problema ambientale, con una delle più alte concentrazioni locali di PM2,5, secondo l'ultimo rapporto sullo stato dellaqualità dell'aria dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea).

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Il PM2,5 è una classificazione numerica di un tipo di polveri sottili. Tali particelle penetrano in profondità nei polmoni e nel sangue e possono essere causata dal traffico stradale, ma anche da raffinerie, cementifici, combustibili fossili e incendi.

Secondo l'Aea, tra il 2024 e il 2025 le medie annuali più elevate sono state osservate nell'Italia meridionale.

Con 117 e 113 μg/m3 (microgrammi per metro cubo), rispettivamente, le città di Ceglie Messapica e Torchiarolo in Puglia hanno registrato i risultati peggiori rispetto al limite annuale dell'Ue di 25 μg/m3.

Perché queste località registrano tassi così elevati di PM2,5?

"Questi picchi sono causati principalmente dalla combustione di biomasse durante l'inverno, soprattutto dai caminetti", ha dichiarato Gianluigi De Gennaro, docente di chimica e impatto ambientale all'Università di Bari.

"L'inquinamento diventa più grave a causa della ridotta capacità dell'atmosfera di disperdere le particelle nocive in quell'area in quel periodo dell'anno".

Secondo il professore, ciò è dovuto a uno strato limite planetario più basso e più denso, la parte più bassa dell'atmosfera terrestre, che si estende fino a circa 3mila metri.

L'Italia settentrionale - la principale area industriale del Paese - presenta un altro cluster chiaramente preoccupante, con un'alta densità di località in cui i livelli annuali di particolato si aggirano vicino alla soglia dei 25 μg/m3.

Livelli medi annui di PM2,5 nel 2025
Livelli medi annui di PM2,5 nel 2025 European Environment Agency - Air Quality Status, 2026

Nello stesso periodo 2024-25, oltre all'Italia, hanno superato il limite anche regioni di otto Paesi dell'area europea: Polonia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Macedonia settentrionale, Romania, Turchia e persino la Danimarca, Un sito di Copenaghen ha registrato un valore di 95 μg/m3.

Alcune delle aree con le concentrazioni più alte in Europa sono in prossimità delle zone industriali di Sarajevo e della Macedonia settentrionale.

I più alti tassi di mortalità stimati legati al PM2,5

I Balcani e l'Europa orientale - tra cui Albania, Bulgaria, Grecia e Romania - sono le regioni con il più alto tasso di mortalità stimato per 100mila persone legato all'esposizione a lungo termine al PM2,5.

Anche in questo caso, l'Italia (101) ha tassi di mortalità stimati molto più alti rispetto a Paesi di dimensioni simili, come Spagna (41), Francia (34) e Germania (37), mentre i tassi più bassi sono emersi tutti nel Nord Europa: Islanda, Finlandia, Svezia, Estonia e Norvegia.

In generale, più di nove cittadini europei su dieci sono esposti a concentrazioni di inquinamento atmosferico non sicure, secondo gli standard più severi dell'Oms, che fissa la soglia del PM2,5 a soli 5 μg/m3.

Quali sono gli altri inquinanti rischiosi?

Purtroppo il PM2,5 non è l'unico inquinante pericoloso.

Secondo l'Aea, "la qualità dell'aria continua a migliorare, ma in circa il 20 per cento delle stazioni di monitoraggio in Europa l'inquinamento atmosferico è ancora al di sopra degli attuali standard di qualità dell'aria dell'Ue".

L'organizzazione mette in guardia anche dal PM10, un altro particolato inalabile, e dall'ozono troposferico, che si forma dall'interazione della luce solare con gli idrocarburi e gli ossidi di azoto emessi dai tubi di scappamento delle auto e dalle ciminiere e il cui tasso è più che raddoppiato dal 1900.

Il benzo(a)pirene (BaP) è un'altra sostanza nociva derivante dal fumo di sigaretta, dal cibo carbonizzato e dai gas di scarico dei combustibili fossili.

Come ci si può proteggere dall'inquinamento?

Secondo gli esperti, la prevenzione inizia con semplici abitudini.

Per esempio, De Gennaro raccomanda a chi vive nelle aree urbane di evitare di arieggiare la propria casa nelle ore di maggior traffico, quindi solo dopo le 9:00 del mattino. Anche un purificatore d'aria può contribuire in parte a pulire l'aria interna.

Gli esperti dell'Aea suggeriscono di utilizzare solo stufe certificate, di evitare di bruciare combustibili nelle giornate invernali e di evitare attività all'aperto, come la corsa, nei periodi di maggiore concentrazione di sostanze nocive nell'aria.

È utile anche tenersi informati sui livelli di inquinamento attraverso app che forniscono dati geolocalizzati in tempo reale.

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