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"Un accordo è un accordo": von der Leyen risponde a Trump sui dazi

Ursula von der Leyen in Armenia
Ursula von der Leyen in Armenia Diritti d'autore  Anthony Pizzoferrato/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Anthony Pizzoferrato/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Di Jorge Liboreiro
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'Unione europea si dice "preparata per ogni scenario" dopo che Donald Trump ha minacciato di aumentare i dazi sulle auto prodotte nell'Ue, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen ha risposto all'ultima minaccia di Donald Trump sui dazi, sottolineando che gli Stati Uniti sono vincolati da un limite che impedisce loro di aumentarli unilateralmente. La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti aveva evocato un aumento degli oneri doganali sulle auto prodotte nell'Ue dal 15 al 25 per cento, accusando i Paesi europei di non aver rispettato gli accordi commerciali.

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"Un accordo è un accordo, e noi ne abbiamo uno. L'essenza è la prosperità, le regole comuni e l'affidabilità", ha dichiarato martedì in Armenia la presidente della Commissione europea. "Vogliamo ottenere un guadagno reciproco, cooperazione e affidabilità", ha aggiunto la dirigente tedesca. Che si è però detta "pronta ad ogni scenario". A conferma della difficoltà nel prevedere le mosse di Trump.

Von der Leyen: normativa legata all'accordo Ue-Usa "alle fasi finali"

Von der Leyen, tra i cui compiti c'è anche la supervisione della politica commerciale, ha dichiarato che i Paesi membri sono "alle fasi finali" dell'attuazione del cuore dell'accordo commerciale Ue-Usa, ovvero l'azzeramento dei dazi su un'ampia gamma di prodotti americani.

La normativa è però ancora in fase di negoziazione al Parlamento europeo: un ritardo dipeso anche dalle minacce avanzate da Trump sulla Groenlandia. Gli eurodeputati hanno deciso infatti di modificare il testo originale per rafforzare le garanzie.

Secondo la dichiarazione congiunta pubblicata da Bruxelles e Washington lo scorso anno, gli Stati Uniti avrebbero dovuto ridurre i dazi sulle auto prodotte nell'Ue prim'ancora dell'approvazione definitiva. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti si erano impegnati a rispettare un tetto onnicomprensivo del 15 per cento sulle merci europee, il che impedisce teoricamente l'imposizione di ulteriori dazi. "L'allineamento con il tetto concordato è ancora in sospeso", ha dichiarato la von der Leyen, chiedendo il rispetto dei "diversi processi democratici".

La parole di Merz sull'Iran potrebbero aver scatenato la reazione di Trump

Intervenendo al suo fianco, António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha affermato che i 27 Stati membri sostengono "pienamente" il lavoro della Commissione e della presidente. Bruxelles sta però cercando di comprendere le mosse della Casa Bianca, chiedendo "chiarezza" da Washington.

Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio, dovrebbe incontrare Jamieson Lee Greer, rappresentante degli Stati Uniti per il Commercio, nella giornata di oggi, a margine di una riunione del G7 a Parigi, in Francia, per discutere della questione.

L'annuncio di Trump è stato collegato alle recenti affermazioni dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo il quale l'Iran ha "umiliato" gli Stati Uniti nella guerra. La Germania è il più grande produttore di auto in Europa e dipende fortemente dalle esportazioni. Si potrebbe trattare perciò di una questione molto più politica che economica, anche se Merz ha negato qualsiasi collegamento tra le sue affermazioni e la minaccia di imporre dazi del 25 per cento.

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