Tensioni commerciali tra Ue e Stati Uniti dopo la minaccia di dazi al 25 per cento sulle auto europee: incontro decisivo tra Šefčovič e Greer
Il commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič incontrerà martedì il suo omologo statunitense Jamieson Greer, in un contesto di crescenti tensioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. Al centro del confronto ci sarà l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha ventilato l’introduzione di una tariffa del 25 per cento sulle automobili importate dall’Ue.
I colloqui, previsti prima della riunione dei ministri del commercio del G7 a Parigi, erano stati programmati prima dell’ultima minaccia tariffaria, ma assumono ora un’importanza cruciale per tentare di ridurre le tensioni.
Le dichiarazioni di Trump rischiano infatti di mettere in discussione l’accordo commerciale Ue-Usa raggiunto la scorsa estate a Turnberry tra il presidente americano e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’intesa prevede un limite del 15 per cento alle tariffe statunitensi sui beni europei.
Nonostante il clima teso, lunedì la Commissione europea ha cercato di mantenere un tono prudente. Il portavoce Thomas Regnier ha sottolineato che “non è la prima volta che assistiamo a minacce”, ribadendo che Bruxelles resta concentrata sull’attuazione dell’accordo “nell’interesse delle imprese e dei cittadini”.
Le tensioni si inseriscono in un contesto geopolitico più ampio. La minaccia di nuovi dazi è arrivata dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato l’approccio statunitense alla guerra in Iran e dopo l’annuncio del ritiro di 5.000 soldati americani dalla Germania, decisione che ha ulteriormente raffreddato le relazioni transatlantiche.
Secondo Bernd Lange, presidente della commissione commercio del Parlamento europeo, le misure ipotizzate da Trump colpirebbero in particolare i produttori automobilistici tedeschi.
“Tutte le opzioni restano sul tavolo”
Trump ha inoltre accusato l’Ue di procedere troppo lentamente nell’attuazione dell’accordo. Bruxelles respinge le critiche: “Dal primo giorno stiamo implementando la dichiarazione congiunta e restiamo pienamente impegnati”, ha affermato Regnier, sottolineando la necessità di garantire prevedibilità nelle relazioni commerciali.
L’accordo di Turnberry è ancora in fase di negoziazione tra governi e legislatori europei prima della sua piena entrata in vigore. Restano da definire, in particolare, le modalità per l’azzeramento delle tariffe europee su alcuni prodotti statunitensi.
Nel frattempo, il Parlamento europeo ha introdotto alcune salvaguardie per evitare squilibri e proteggere l’Unione da eventuali future pressioni.
La Commissione ha ribadito che, qualora gli Stati Uniti adottassero misure “incoerenti” con l’intesa, tutte le opzioni resterebbero aperte.
Già lo scorso anno, durante una precedente disputa commerciale seguita al ritorno di Trump alla Casa Bianca, Bruxelles aveva preparato contromisure su prodotti statunitensi per un valore di 95 miliardi di euro, poi sospese.
Diversi Stati membri avevano inoltre spinto per l’attivazione dello strumento anti-coercizione dell’Ue, che consente di rispondere a pressioni economiche da parte di Paesi terzi con un’ampia gamma di misure, tra cui restrizioni su licenze e diritti di proprietà intellettuale.