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Biennale, gli ispettori del ministero della Cultura: "Nessun invito dalla Biennale a Mosca"

padiglione della Russia chiuso alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a Venezia, Italia, martedì 19 aprile 2022. (Foto AP/Antonio Calanni)
padiglione della Russia chiuso alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, a Venezia, Italia, martedì 19 aprile 2022. (Foto AP/Antonio Calanni) Diritti d'autore  (AP Photo/Antonio Calanni, File)
Diritti d'autore (AP Photo/Antonio Calanni, File)
Di Arnold Koka
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La relazione degli ispettori del ministero della Cultura spiega in sette pagine le dinamiche dietro la partecipazione di Mosca, mai invitata formalmente dagli organizzatori, e le dimissioni della Giuria internazionale

La Biennale di Venezia non ha invitato "formalmente" la Federazione Russa all'evento. È questa la conclusione della relazione degli ispettori del ministero della Cultura. Il documento di sette pagine è arrivato lunedì a Palazzo Chigi.

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Da qui si decideranno le prossime mosse del governo, che sulla partecipazione di Mosca all'evento ha affrontato un duro scontro politico con il presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, e pezzi della maggioranza.

Secondo il documento di sette pagine, la Biennale ha anche rispettato le sanzioni imposte dall'Europa a Mosca, scegliendo di lasciare il padiglione russo chiuso al pubblico.

La Biennale "non promuove le partecipazioni degli Stati ma sono questi che decidono di partecipare", ha spiegato l'organizzazione. Mosca non partecipava alla Biennale dal 2022, anno dell'invasione su larga scala dell'Ucraina. Quest'anno ha riaperto il proprio padiglione ricevendo l'approvazione della Fondazione Biennale.

Il padiglione russo aprirà il 6 maggio alle 17, ma solo su invito. Dal 9, giorno di apertura ufficiale dell'Esposizione internazionale d'arte, il padiglione resterà chiuso.

Lo scontro sulla Biennale tra diserzioni e dimissioni

La scelta di consentire la riapertura del padiglione ha causato uno scontro con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, Bruxelles e la Giuria internazionale della Biennale.

A fine aprile Giuli ha annunciato che diserterà l'inaugurazione dell'evento, in aperto contrasto con la scelta di Buttafuoco.

L'Unione europea ha annunciato che intende revocare il finanziamento di due milioni di euro alla Biennale alla luce della presenza di Mosca all'evento.

Gli "Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni devono agire in linea con le sanzioni dell’Ue ed evitare di dare spazio a individui che hanno attivamente sostenuto o giustificato l’aggressione del Cremlino contro l’Ucraina", avevano dichiarato in una nota a marzo la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef.

Sulla questione, la linea degli organizzatori è cauta.

Nel "bilancio 2025 è stato prudenzialmente iscritto a fondo rischi la quota dell'acconto ricevuto che si riferisce al 2026-2027, la quota per gli anni 2026-2027 è attualmente prevista nel budget 2026 della Fondazione" e "il Consiglio, per il momento, si è riservato ogni decisione".

Quanto al regime sanzionatorio imposto a Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina, la Biennale rivendica di aver verificato "l'osservanza della normativa da parte dei progetti presentati".

La Biennale ha inoltre precisato che "il vernissage, tra il 5 e l'8 maggio, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico".

La Russia, in base alle sanzioni europee, "non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il padiglione al pubblico". Resterà infatti chiuso per tutta la durata dell'evento e i visitatori potranno assistere dall'esterno a "The Tree is Routed in the Sky", la performance registrata nei giorni precedenti.

Dietro le dimissioni della Giuria il rischio di dover risarcire i danni all'artista di Israele

La relazione degli ispettori del ministero spiega anche le dinamiche dietro le dimissioni della Giuria internazionale della Biennale. La Giuria, spiega la Biennale, è stata informata del "personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni" verso l'artista rappresentante di Israele, Belu-Simion Fainaru.

L'artista aveva prospettato una richiesta di risarcimento danni per discriminazione dopo l'annuncio che sarebbero stati esclusi dai premi i Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l'umanità (Israele e Russia. Di qui la scelta di dimettersi.

Intanto i preparativi per l'evento continuano. Il padiglione russo aprirà il 6 maggio alle 17, solo su invito. Durante i giorni del vernissage si prevedono proteste. Il 6 maggio ci sarà un'iniziativa organizzata da Arts Against Aggression, Memorial Italia, League of Free Nations, per "rendere visibili artisti e artiste dei popoli indigeni e colonizzati dalla Federazione Russa".

Il 9 a manifestare contro la presenza di Mosca saranno Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni, mentre per l'8 è prevista una mobilitazione contro "il Padiglione Genocidio" di Israele da parte del collettivo 'Art Not Genocide Alliance'.

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