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Si dimette la giuria della Biennale di Venezia, dopo le polemiche sul ritorno della Russia

Il padiglione russo alla Biennale di Venezia
Il padiglione russo alla Biennale di Venezia Diritti d'autore  (AP Photo/Antonio Calanni, File)
Diritti d'autore (AP Photo/Antonio Calanni, File)
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La decisione è stata resa nota dalla Biennale in un comunicato. Si tratta dell'epilogo peggiore dello scontro che aveva coinvolto giurati e governo italiano contro la Fondazione per avere consentito il ritorno della Russia alla manifestazione

La Biennale di Venezia comunica in una nota ufficiale che "in data odierna sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte", una decisione che segue le feroci polemiche tra giurati, Biennale e governo italiano sul ritorno della Russia nella manifestazione.

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La giuria dell'edizione di quest'anno, intitolata In Minor Keys di Koyo Kouoh e prevista dal 9 maggio al 22 novembre 2026), è composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi.

Le dimissioni della giuria arrivano all'indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura, Alessandro Giuli, che aveva già annunciato di disertare l'inaugurazione.

A Giuli è arrivato l'apprezzamento del Commissario alla Cultura Ue, Glenn Micallef, che ha ringraziato il ministro italiano per la sua posizione chiara in merito alle polemiche scoppiate sulla riapertura del Padiglione russo.

L'Ue aveva minacciato il taglio del fondi concessi alla Biennale per via di questa vicenda.

Cambia la consegna dei Leoni: votano i visitatori

A consegnare i Leoni, il tradizionale premio della manifestazione, saranno i visitatori: solo due, uno al migliore partecipante internazionale e uno per il migliore artista nazionale, ha reso noto la Biennale.

Viene cambiata anche la data di consegna che era prevista per il 9 maggio giorno dell'inaugurazione, la cui cerimonia a questo punto non si terrà.

"In considerazione delle dimissioni odierne della Giuria Internazionale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte indicata da Koyo Kouoh, nonché dell’eccezionalità della situazione geopolitica internazionale in corso, la Biennale di Venezia ha deciso che la cerimonia di premiazione", si legge nel comunicato, "si terrà domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura ai visitatori, come avvenuto in precedenza per altre situazioni eccezionali (edizione 2021 della Mostra Internazionale di Architettura, a causa del Covid)".

Non essendoci una giuria tecnica, i premi verranno votati dai quanti hanno comprato un biglietto per visitare almeno due sedi della mostra, nell'arco temporale della Biennale. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione, potrà votare anche gli artisti di Russia e Israele che invece la giuria si era rifiutata di riconoscere.

"Ciò in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica", conclude la nota.

Matteo Salvini ha definito la scelta di fare votare i premi dai visitatori "geniale". "Sarà una biennale democratica, meglio di così non poteva andare", ha commentato il ministro delle Infrastrutture parlando in conferenza stampa da Palazzo Chigi, dopo il via libera alla proroga delle accise e al piano casa.

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