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Il diritto di veto Ue è uno strumento di pressione? Chiedilo al chatbot Ia di Euronews

Da sinistra, la premier lettone Evika Silina, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il cipriota Nikos Christodoulides, il premier Petteri Orpo e io
Da sinistra, premier della Lettonia Evika Silina, presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, presidente di Cipro Nikos Christodoulides, premier finlandese Petteri Orpo e io Diritti d'autore  AP Photo/Geert Vanden Wijngaert
Diritti d'autore AP Photo/Geert Vanden Wijngaert
Di Elisabeth Heinz
Pubblicato il
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La natura stessa dell'Europa sta diventando un rischio. Dal 2011 gli Stati membri hanno posto 48 veti. L'ultimo è dell'Ungheria sugli aiuti da 90 miliardi all'Ucraina. Chiedi al chatbot Ai di Euronews come l'UE gestisce questi blocchi

Il potere di veto consente agli Stati membri di bloccare o rinviare le decisioni del Consiglio europeo. Quello che un tempo era considerato una garanzia della sovranità nazionale si sta trasformando in uno strumento di pressione per strappare concessioni a Bruxelles.

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Secondo Michal Ovádek, docente di Istituzioni, politica e policy europee allo University College London, dal 2011 sono stati registrati 48 veti.

L'Ungheria ha bloccato 21 decisioni. La Polonia è al secondo posto con 7 veti, seguita da Slovacchia, Paesi Bassi, Austria e Grecia. Altri membri dell'Ue, tra cui Cipro, Romania e Bulgaria, se ne sono avvalsi almeno una volta.

L'unanimità è un requisito democratico, ma secondo i critici l'uso ripetuto del veto può portare a una paralisi dell'Europa.

Mentre l'Ue si confronta con sfide globali, servono decisioni rapide. Le dispute interne sull'unanimità minano la credibilità dell'Europa e la sua capacità di agire collettivamente, con pesanti costi geopolitici.

Questo ha riaperto il dibattito sulle riforme a Bruxelles. Una soluzione potrebbe essere sostituire l'unanimità con la maggioranza qualificata. Altre opzioni prevedono contromisure legali e compromessi politici, come meccanismi di finanziamento più strettamente condizionati.

Riformare le regole di voto resta comunque difficile, perché ogni modifica richiede l'unanimità e i Paesi non vogliono rinunciare a questo diritto.

Vuoi saperne di più sulle implicazioni della regola dell'unanimità nell'Ue? Chiedilo al chatbot di intelligenza artificiale di Euronews!

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