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Il Parlamento europeo approva gli hub per i rimpatri di migranti al di fuori dell'Ue

FILE: Un poliziotto greco dà istruzioni mentre i migranti la cui imbarcazione si è bloccata in mare durante la traversata dalla Turchia alla Grecia si avvicinano alla riva dell'isola di Lesbo, 20 settembre
FILE: Un poliziotto greco dà istruzioni mentre i migranti la cui imbarcazione si è bloccata in mare durante la traversata dalla Turchia alla Grecia si avvicinano alla riva dell'isola di Lesbo, 20 settembre Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che autorizza la costruzione di hub per rimpatri in Paesi terzi, anche se non collegati all'origine delle persone migranti. La legge aumenta anche periodi di detenzione e pene per chi sfugge all'espulsione

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì il "regolamento rimpatri", una legge volta ad accelerare e aumentare i rimpatri di persone migranti irregolari, attraverso la costruzione di centri di espulsione al di fuori dell'Ue.

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La legge aumenterà anche il periodo di detenzione legale fino a due anni, dai 18 mesi e imporrà alle persone rimpatriate divieti di ingresso nell'Ue.

Il regolamento è considerato cruciale per aumentare il tasso di rimpatri delle persone che non hanno il diritto di rimanere nei Paesi dell'Unione ed è uno dei pezzi del puzzle normativo che l'Ue sta adottando per contrastare l'immigrazione irregolare.

La legge consentirà ai Paesi dell'Ue di trasferire le persone migranti irregolari in Paesi terzi non collegati alla loro origine, a condizione di stipulare accordi bilaterali per la costruzione di centri di rimpatrio sul territorio del Paese terzo, in modo analogo a come ha fatto l'Italia con l'Albania.

A favore del testo hanno votato 389 eurodeputati, con 206 contrari e 32 astenuti. Dopo il voto, gran parte del Parlamento è scoppiata in un applauso, con grida di esultanza da parte degli eurodeputati dei gruppi di destra e centro-destra.

La versione finale della legge sarà ora discussa tra il Parlamento e gli Stati membri dell'Ue. Si prevede un negoziato agevole, poiché non ci sono differenze sostanziali tra i due testi.

Sia gli eurodeputati che i rappresentanti dei Paesi dell'Ue vogliono includere nelle deportazioni verso Paesi terzi anche le famiglie con bambini, escludendo soltanto i minori non accompagnati.

Parlamento e Consiglio intendono inoltre modificare l'effetto sospensivo automatico dei ricorsi che, secondo la legge attuale, sospendono l'espulsione di una persona migrante fino alla sentenza definitiva. Il testo approvato mira invece a rimettere questa decisione alle autorità giudiziarie, caso per caso.

Nella versione approvata dal Parlamento è stata aggiunta una disposizione che consente colloqui con "entità di Paesi terzi non riconosciuti" ai fini della riammissione, cosa che potrebbe portare alla cooperazione con regimi non democratici pur di rimpatriare le persone migranti.

"Il testo adottato dà il via libera, ad esempio, alla cooperazione con i Talebani per consentire il rimpatrio forzato dei cittadini afghani. È una rinuncia totale ai valori dell'Ue", ha dichiarato a Euronews la deputata francese dei Verdi, Melissa Camara.

Il Parlamento ha incluso pure un divieto d'ingresso permanente per le persone che rappresentano un rischio per la sicurezza e vorrebbe eliminare ogni limite massimo di durata al divieto d'ingresso imposto alle persone espulse, che gli Stati membri avevano invece fissato a 20 anni.

Su altri aspetti della legge, il testo del Parlamento sembra essere meno rigoroso di quello del Consiglio. Ad esempio, il periodo massimo di detenzione per le persone migranti in attesa di rimpatrio dovrebbe essere di 24 mesi invece dei 30 suggeriti dagli Stati membri.

Il Parlamento ha anche eliminato una disposizione che permetteva alle autorità di perquisire il luogo di residenza o "altri luoghi pertinenti" in cui un cittadino di un Paese terzo sottoposto a ordine di espulsione potrebbe essere trovato. Secondo le Ong e la società civile, questa disposizione potrebbe tradursi in raid simili a quelli condotti dall'Immigration and Customs Enforcement (Ice) statunitense.

Il cosiddetto "emendamento Ice" costituirà uno dei punti salienti del negoziato tra Parlamento e Consiglio, che è cominciato il giorno stesso dell'approvazione in aula.

Il Ppe si allinea con l'estrema destra in Europa per la stretta sull'immigrazione

A livello politico, il voto mostra ancora una volta come i conservatori del Partito Popolare Europeo (Ppe) siano allineati con i gruppi di estrema destra sull'immigrazione, nonostante le polemiche per la cooperazione nella stesura della legge nella commissione competente.

Solo una manciata di eurodeputati del Ppe provenienti da Lussemburgo, Belgio, Irlanda e Finlandia si sono opposti alla legge o si sono astenuti.

"Imporremo un principio semplice: chi viene in Europa illegalmente non può restare", ha scritto su X l'eurodeputato francese del Ppe Francois-Xavier Bellamy, uno dei relatori del testo.

"L'Europa va nella direzione giusta", il commento della premier italiana, Giorgia Meloni. I deputati del suo partito fanno parte del gruppo Conservatori e riformisti europei (Ecr), che insieme a Ppe ed estrema destra ha sostenuto la legge.

I gruppi di sinistra hanno invece votato contro, sollevando dubbi sulla compatibilità di queste norme con i diritti fondamentali. "Non si tratta più di rimpatriare le persone, ma potenzialmente di spedirle in un qualunque Paese del mondo", ha dichiarato l'eurodeputata Cecilia Strada del Partito democratico. "La destra italiana, che dice di difendere la famiglia e i bambini, ha votato per mettere in galera fino a due anni le famiglie con i bambini. E per deportarli in un altro Paese, magari uno che non hanno mai visto".

Tuttavia, gli eurodeputati danesi, maltesi e lettoni dei Socialisti e democratici (S&D) hanno votato a favore della legge, in linea con le politiche migratorie dei rispettivi governi, così come hanno fatto i deputati tedeschi e dei Paesi nordici del gruppo liberale Renew Europe.

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