Ucraina e difesa al centro del Consiglio europeo

Nella sua lettera di convocazione del summit, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha parlato di un'economia europea “sul piede di guerra”
Nella sua lettera di convocazione del summit, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha parlato di un'economia europea “sul piede di guerra” Diritti d'autore European Union
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Di Vincenzo GenoveseGianluca Martucci
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L'utilizzo degli interessi derivanti dai beni russi congelati nell'Unione europea per armare l'Ucraina è il tema più controverso del Consiglio europeo a Bruxelles. L'idea proposta dalla Commissione alla vigilia del vertice sembra guadagnare terreno, anche se restano dubbi a livello giuridico

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"Sono assolutamente certo che stiamo inviando un segnale molto chiaro a Putin. Ha sbagliato i calcoli se crede che non saremo in grado di sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario. E l'utilizzo degli interessi è un piccolo ma importante passo avanti", ha detto al suo arrivo il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Sulla stessa linea anche il presidente lituano Gitanas Nausėda: "Penso che questi soldi non dovrebbero contribuire solo alla ricostruzione dell'Ucraina, ma anche alle esigenze di difesa dell'Ucraina".

Dall'inizio della guerra nel frebbraio 2024, i Paesi dell'Unione hanno bloccato circa 210 miliardi di euro, in beni e riserve appartenenti alla Banca Centrale russa. 

Gli interessi maturati, circa tre miliardi di euro all'anno, potrebbero pagare nuove forniture militari al governo di Kiev, e non solo la ricostruzione post-bellica del Paese come ipotizzato in precedenza.

Cercasi soldi per la Difesa europea

L’Unione intanto cerca anche il modo di finanziare le proprie spese militari, per mettere l**'economia europea "sul piede di guerra**", come ha chiesto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel nella sua lettera di convocazione del summit.

Una delle ipotesi sul tavolo prevede l'emissione di debito comune per supportare l'industria della Difesa. Un'idea che divide gli Stati membri: gli Stati del Nord Europa si oppongono, con Germania e Paesi Bassi in prima fila. Francia e Grecia, invece, sembrano favorevoli.

"Se l'Europa vuole davvero rimanere corazzata sul piano difensivo, dovrà considerare nuovi modi per finanziare la spesa per la difesa. Mi riferisco specificamente alla possibilità di emettere Eurobond da utilizzare esclusivamente per lo scopo di rinforzare la scopi difesa", ha detto il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis.

L'Italia, trapela da fonti diplomatiche, sarebbe aperta all'ipotesi di un debito comune per le spese militari. 

Tra le altre possibilità, ci sono contributi aggiuntivi da parte degli Stati membri e la modifica del mandato della Banca europea per gli investimenti, che al momento non può finanziare la produzione di armi.

Con ogni probabilità, i 27 capi di Stato e di governo chiederanno alla Commissione di presentare proposte specifiche in merito.

Una pausa umanitaria per Gaza

Tra i temi in agenda, resta pure il conflitto in Medio Oriente: dopo l'incontro con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres avvenuto all'inizio del vertice, i leader europei cercheranno, ancora una volta, una posizione comune

La richiesta, nell'ultima bozza delle conclusioni è "una pausa umanitaria immediata che porti a un cessate il fuoco sostenibile".

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