L'opposizione russa al Parlamento europeo, nel segno di Navalny: "Non ci arrendiamo"

Evgenia Kara-Murza e Vladimir Milov durante l'audizione al Parlamento europeo
Evgenia Kara-Murza e Vladimir Milov durante l'audizione al Parlamento europeo Diritti d'autore European Union 2024
Diritti d'autore European Union 2024
Di Vincenzo Genovese
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Alcune figure di spicco dell'opposizione al presidente russo Vladimir Putin sono state ricevute al Parlamento europeo, dopo la morte di Alexei Navalny

PUBBLICITÀ

L’opposizione a Vladimir Putin in Russia è determinata a proseguire la sua battaglia anche dopo la morte di Alexei Navalny. Tre dissidenti politici sono stati invitati a intervenire al Parlamento europeo, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno a metà marzo e che probabilmente conferiranno un nuovo mandato a Putin. 

Si sono recati a Bruxelles in persona l’ex viceministro russo dell’Energia e attuale vicepresidente della Fondazione Russia Libera Vladimir Milov e la direttricedella Fondazione Russia Libera Evgenia Kara-Murza, anch'essa moglie di un oppositore politico incarcerato. Collegato a distanza c'era invece il braccio destro di Navalny, Leonid Volkov.

"Non ci fermeremo. Sarebbe una vittoria per Putin"
Vladimir Milov
Vicepresidente della Fondazione Russia Libera

Le richieste dell'opposizione russa all'Ue

"La domanda è se siamo pronti a continuare. No, non ci fermeremo. Sarebbe una vittoria per Putin se interrompessimo la nostra attività per motivi di sicurezza personale. Non gli regaleremo questa vittoria", ha detto Milov in un'intervista a Euronews.

L'ex ministro ritiene il clima nel suo Paese ancora più repressivo dopo l'invasione dell’Ucraina, che condanna apertamente così come fanno gli altri oppositori.

L'opposizione russa chiede un maggiore e più efficace intervento dell'Ue contro la Russia. Secondo Milov, ad esempio, le sanzioni "generali" sono efficaci per frenare l'economia russa, ma quelle dirette ai singoli cittadininon sufficienti, perché colpiscono solo le figure di vertice.

"Dobbiamo inviare un messaggio di responsabilità a tutti coloro che sono complici dei crimini di Putin. Penso sia il momento di rispondere all'appello di Navalny e introdurre sanzioni personali e radicali contro tutti coloro che sono coinvolti nei crimini del regime di Putin."

Un’altra richiesta degli oppositori politici all'Unione europea è di non riconoscere l’esito delle elezioni. L'opposizione considera infatti illegittime le modifiche apportate alla Costituzione russa, che permettono a Putin di candidarsi di nuovo.

A luglio 2020 fu introdotta, a seguito di un referendum denunciato come illegale da Navalny e dagli altri oppositori, una modifica costituzionale che fa ripartire da zero il conteggio degli incarichi da presidente della Federazione russa.

La modifica permette a Putin di aggirare di fatto il limite di due mandati presidenziali consecutivi e dunque diricandidarsi sia alle elezioni imminenti, che teoricamente anche a quelle del 2030, con la possibilità dunque di rimanere in carica fino al 2036. 

"Ho paura per la vita di mio marito dal 2015, quando è stato avvelenato per la prima volta. È sopravvissuto a due tentativi di omicidio".
Evgenia Kara-Murza
Direttrice Fondazione Russia Libera e moglie dell'oppositore politico Vladimir Kara-Murza

Vladimir Kara-Murza: un altro Navalny?

"Chiediamo unità nell'opporsi a Putin e nel chiamarlo per quello che è: un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale, non un partner legittimo sulla scena internazionale. Vladimir Putin è un usurpatore, un ladro e un assassino. Assassino di massa ormai, con tutti i crimini di guerra commessi in Ucraina. Quindi deve essere assicurato alla giustizia", dice a Euronews Evgenia Kara-Murza.

Suo maritoVladimir****Kara-Murzaè un oppositore politico detenuto nel 2022 con l'accusa di aver disobbedito agli ordini della polizia, e condannato a 25 anni di carcere. In passato ha denunciato due tentativi di omicidio, ed è stato insignito del Premio per i diritti umani Václav Havel, conferito dal Consiglio d'Europa.

La sua traiettoria sembra pericolosamente simile a quella di Navalny, come conferma la moglie, visibilmente commossa.

"Dopo i due attentati contro mio marito, non ho mai avuto alcuna garanzia che non ci avrebbero riprovato. Del resto lo sorvegliano le stesse persone che hanno tentato di ucciderlo due volte, proprio come Aleksei Navalny era trattenuto dalle stesse persone che in passato tentarono di ucciderlo".

Al momento, ha detto Kara-Murza al Parlamento europeo, ci sono in Russia circa 700 detenuti che considera "prgionieri politici" e almeno 50 persone sono morte durante la detenzione in circostanze non chiare. "Qui arriva solo una vaga idea della repressione che c'è in Russia".

Ma l'opposizione proseguirà nella sua battaglia di denuncia, nonostante la perdita di "uno dei migliori, e dei più fieri oppositori di Putin", come Evgenia Kara-Murza definisce Alexei Navalny. La stessa Yulia Navalnaya, vedova di Alexei, parlerà al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, il 28 febbraio.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

La Russia zittisce Radio Free Europe: "Organizzazione indesiderabile"

Stato dell'Unione: i problemi che alimentano la rabbia antidemocratica

Esclusivo - Charles Michel: "Spero che il contrattacco israeliano all'Iran ponga fine all'escalation"