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La prima legge europea contro la violenza sulle donne non include il reato di stupro

Una donna regge uno striscione con la scritta "Stop alla violenza contro le donne" durante una manifestazione per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Roma
Una donna regge uno striscione con la scritta "Stop alla violenza contro le donne" durante una manifestazione per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Roma Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Alessandra Tarantino/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Mared Gwyn JonesVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Consiglio e Parlamento europeo hanno trovato un accordo per la prima legge europea contro la violenza sulle donne, che tuttavia non considera stupro il sesso non consensuale

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La bozza originale della direttiva, presentata dalla Commissione europea a marzo 2022, definiva il reato di stupro come "sesso non consensuale", senza che le vittime dovessero becessariamente fornire prove di violenza subita, minacce o coercizione. Si basava sul principio per cui "solo sì significa sì", in base al quale vari Stati membri tra cui la Spagna hanno adottato le proprie legislazioni nazionali in merito.

"È una grande delusione, vista la portata delle statistiche sulla violenza nell'Unione"
Frances Fitzgerald
Eurodeputata del Partito popolare europeo e negoziatrice della direttiva sulla violenza contro le donne

Una definizione contestata

Tuttavia dopo mesi di negoziati 14 Stati membri hanno rifiutato questa definizione: tra questi Bulgaria, Ungheria e Repubblica Ceca, ma anche Francia, Germania e Paesi Bassi. Come emerge da fonti diplomatiche consultate da Euronews, non sarebbe un'opposizione nel merito, ma motivata da ragioni tecniche: la base giuridica della direttiva non permetterebbe includere la definizione di stupro poiché esso non è qualificabile come "crimine europeo", come sostenuto dal servizio giuridico del Consiglio dell'Ue.

In particolare Francia e Germania sono state criticate per la loro posizione, dato che il sostegno di entrambi i Paesi sarebbe stato sufficiente a far passare la definizione di stupro. Un portavoce del governo francese ha confermato a Euronews che la sua posizione si basa su motivi puramente legali, dato che il diritto penale è di competenza degli Stati membri e quindi lo stupro deve essere perseguito a livello nazionale. La Francia ha alcune delle pene più severe dell'Ue per la violenza sessuale, oltre a criteri "flessibili" per considerare la violenza sessuale uno stupro, ha aggiunto il portavoce.

La riluttanza del presidente francese Emmanuel Macron ha comunque scatenato polemiche in Francia, anche perché il Capo dello Stato è stato criticato dopo aver difeso il diritto alla presunzione di innocenza dell'attore Gérard Depardieu dopo le accuse di violenza sessuale.

Altri Stati, come Italia, Belgio, Grecia e Lussemburgo puntavano invece all'inclusione di questa fatttispecie delittiva. "Abbiamo già contestato la mancata previsione di norme di armonizzazione del reato di stupro, che costituisce la forma più grave di violazione della libertà sessuale delle donne", disse a giugno 2023 il ministro italiano della Giustizia Carlo Nordio sul tema.

Con una concessione dell'ultimo minuto, è stata inserita una clausola di revisione per riconsiderare la legge dopo cinque anni di attuazione. Nelle ore precedenti l'accordo finale è stato aggiunto un articolo che obbliga gli Stati membri a "sensibilizzare" sul consenso sessuale e a promuovere una "cultura del consenso". 

Ma nei fatti non è stata rispettata l'ambizione originaria della Commissione di rendere un reato il sesso non consensuale in tutta l'Ue. Secondo le stime dell'Agenzia dell'Ue per i diritti fondamentali, circa il 5% delle donne nell'Unione ha subito uno stupro dopo aver compiuto 15 anni.

Secondo l'europarlamentare irlandese Frances Fitzgerald, una dei principali negoziatori del Parlamento sulla direttiva, si tratta di "un lavoro incompiuto" per proteggere le donne dalla violenza. "È una grande delusione, vista la portata delle statistiche sulla violenza nell'Unione".

In contraddizione con la Convenzione?

Alla fine la definizione di stupro è stata esclusa nonostante la maggioranza degli Stati membri dell'Ue abbia aderito alla Convenzione di Istanbul, che descrive lo stupro come "atto sessuale non consensuale".

"Questo va oltre la mia comprensione", ha dichiarato l'eurodeputata svedese Evin Incir, altra negoziatrice della direttiva per il Parlamento. Gli eurodeputati che hanno seguito il dossier riconoscono che la competenza giuridica sia stata cruciale nella mancata inclusione del reato, aggiungendo che anche il sentimento euroscettico di alcuni governi ha giocato un ruolo rilevante nei negoziati.

Incir ha comunque lanciato un appello a Macron affinché "faccia almeno un passo avanti per una definizione a livello nazionale di stupro basata sul consenso" e chiesto alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni di modificare le leggi sullo stupro basandole sul principio per cui "solo sì significa sì", dato che il suo governo era favorevole a farlo a livello europeo.

Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della Lobby europea delle donne, ha dichiarato di "deplorare profondamente" quella che definisce una "decisione oltraggiosa". "È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza".

Gli altri reati contenuti nella direttiva

La nuova legislazione europea rende punibili altre forme di violenza contro le donne, tra cui il matrimonio forzato e la mutilazione genitale femminile, colmando le lacune giuridiche esistenti in alcuni Paesi dell'Ue in materia di violenza in rete, comprese le molestie online, lo stalking, il cosiddetto "cyber flashing", pratica per cui vengono inviate immagini di nudo senza il consenso del destinatario, e il "revenge porn", la condivisione non consensuale di immagini intime di una persona.

Le regole si applicheranno anche alla condivisione di immagini pornografiche generate dall'intelligenza artificiale: i cosiddetti deepfakes di nudo, di cui è stata vittima di recente anche la popstar Taylor Swift. di nudo e dopo le inquietanti notizie secondo cui le immagini esplicite generate dall'intelligenza artificiale sono in aumento tra i minori.

Il testo emerso dai negoziati di martedì dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Ue prima di entrare in vigore.

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