Italia: schermitrice uzbeka abusata da tre atleti durante il ritiro

Analía Fernandez e Isabel Di Tella durante una semifinale individuale di spada di scherma femminile ai Giochi Panamericani di Santiago del Cile di novembre 2023
Analía Fernandez e Isabel Di Tella durante una semifinale individuale di spada di scherma femminile ai Giochi Panamericani di Santiago del Cile di novembre 2023 Diritti d'autore Eduardo Verdugo/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
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Una campionessa di scherma di 17 anni della squadra dell'Uzbekistan sarebbe stata abusata da tre atleti tesserati con la federazione in un ritiro a Chianciano Terme

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L'abuso sarebbe avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto dello scorso anno: la vittima, minorenne, una schermitrice di 17 anni della Federazione uzbeka in ritiro in Italia a Chianciano Terme.

Gli accusati sono tre atleti della squadra juniores italiana: due di loro ora sono indagati, un terzo è al vaglio della Procura dei minori. 

Il racconto della ragazza

Dal racconto della giovane atleta, in Toscana per un ritiro pre-estivo di schermidori, una mattina la diciassettenne si trova in una stanza che non è la sua. Non riesce a muoversi per scappare per i forti dolori che ha ovunque ma riesce a sentire dei ragazzi rivolgerle frasi di scherno e ridere. Quando la schermitrice uzbeka riesce a tornare nella sua stanza racconta alla compagna di squadra di essere stata stuprata. I giovani indagati respingono ogni accusa.

"Si dichiarano innocenti, non avendo essi mai usato violenza nei confronti di nessuno: rimaniamo in attesa delle determinazioni dell'Autorità Giudiziaria", fa sapere in una nota l'avvocato Enrico De Martino, a nome del collegio difensivo dei due atleti

Stando al racconto dell'atleta, i ricordi sono fermi a una festa in un bar avvenuta la sera prima della violenza. La consapevolezza di quello che è successo l'ha avuta solo al suo risveglio. La ragazza chiama la madre che si precipita a Chianciano Terme e decide di portare la figlia al pronto soccorso: è lì che la 17enne denuncia la violenza sessuale. Nel corso degli accertamenti è stato appurato che l'atleta aveva nel sangue tracce di alcol e droga.

La denuncia nei confronti della Federscherma: nessun provvedimento nei confronti degli atleti indagati

Tra le denunce dell'avvocato della schermitrice, Luciano Guidarelli, anche "un'inerzia da parte della Procura, che neanche ha attivato il codice rosso, e della Federscherma che non ha preso nessun provvedimento nei confronti degli atleti indagati.

In risposta la Federazione italiana scherma ha sottolineato di aver avuto "tempestivamente, e in più occasioni, confronti diretti con la magistratura per conoscere la situazione e gli sviluppi delle indagini e ha depositato anche la nomina della Fis per una costituzione di parte civile nell'eventuale giudizio, qualora venisse disposto dalla giustizia ordinaria", ha reso noto la Fis. 

In attesa di sapere di più dalle indagini, anche il sindaco di Chianciano Terme, Andrea Marchetti, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile a carico degli imputati "una volta individuati", e ha espresso "pieno sostegno e solidarietà alla vittima e alla famiglia".

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