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Guerra in Medio Oriente: l'Ue spinge per la soluzione a due Stati

Josep Borrell è Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri dal 2019
Josep Borrell è Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri dal 2019 Diritti d'autore EUROPEAN UNION/EUROPEAN UNION
Diritti d'autore EUROPEAN UNION/EUROPEAN UNION
Di Shona Murray
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'Unione europea spinge per la soluzione a due Stati per risolvere il conflitto fra Israele e Hamas: creazione di uno Stato palestinese e liberazione di tutti gli ostaggi

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All'ultimo incontro fra i ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles il 22 gennaio hanno partecipato pure i rappresentanti di Arabia Saudita, Giordania ed Egitto, mentre i ministriisraeliano e palestinese hanno incontrato in maniera separata i loro omologhi europei.

"Quale altra soluzione hanno in mente? Espellere tutti i palestinesi? O ucciderli tutti?"
Josep Borrell
Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri

Il piano di Borrell

L'Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri Josep Borrell ha presentato una proposta di pace in dieci punti, che comprende la creazione di uno Stato palestinese e la liberazione di tutti gli ostaggi da parte di Hamas.

Il futuro Stato, amministrato dall’Autorità Palestinese, deve includere la striscia di Gaza e la Cisgiordania. I Paesi dell’Ue, che non sono riusciti ad approvare all'unanimità la richiesta di un cessate il fuoco, sembrano invece concordi sulla soluzione a due Stati.

"Quale altra soluzione hanno in mente", ha detto al suo arrivo Borrell. "Espellere tutti i palestinesi? O ucciderli tutti? Sono già 25mila i morti a Gaza, il 70% donne e bambini. Certamente il modo in cui cercano di distruggere Hamas non è corretto, perché seminano odio per generazioni."

Reazioni opposte

Il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Maliki ha dichiarato a Euronews di apprezzare lo sforzo di Borrell, ma assicura che Israele non si farà convincere con le buone: per raggiungere il risultato servono sanzioni.

"Se non si costringe Israele ad adeguarsi, non lo faranno di loro spontanea volontà. Senza gli argomenti giusti, cioè le sanzioni, non succederà nulla".

Il governo israeliano invece rifiuta la soluzione dei due Stati e punta dritto ai suoi obiettivi: riportare a casa gli ostaggi e smantellare Hamas, come ha fatto capire il ministro degli Esteri Israel Katz.

"I nostri coraggiosi soldati stanno combattendo in condizioni molto dure per questi due obiettivi: riportare indietro i nostri ostaggi e ripristinare la sicurezza per lo Stato di Israele".

Katz ha pure mostrato un video del 2017 sul progetto di un’isola artificiale al largo della costa di Gaza: secondo Borrell, una perdita di tempo.

"Il ministro israeliano ci ha spiegato i suoi progetti di isole artificiali al largo di Gaza e collegamenti ferroviari con l'India, che sembrano essere già stati immaginati sette anni fa. Quindi non c'entra molto con l'incontro di oggi. Tutti gli Stati membri gli hanno detto che ritengono che una soluzione per una pace permanente e duratura, che garantisca la sicurezza di Israele, non solo con mezzi militari, ma anche tramite la coesistenza con i vicini, implica la creazione di uno Stato palestinese”.

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