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Cate Blanchett al Parlamento europeo: "Umanità nelle politiche migratorie"

Cate Blanchett si è rivolta al Parlamento europeo mercoledì pomeriggio, pronunciando il discorso di apertura della sessione plenaria.
Cate Blanchett si è rivolta al Parlamento europeo mercoledì pomeriggio, pronunciando il discorso di apertura della sessione plenaria. Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Omar Havana/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Jorge Liboreiro
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

"Dobbiamo unirci per rimettere la nostra umanità al centro della politica di asilo", ha detto l'attrice australiana Cate Blanchett in un appassionato discorso di fronte al Parlamento europeo

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"Tra dieci anni, le persone annegheranno ancora sulle nostre coste se non cambierà qualcosa", ha detto Blanchett, ricordando il naufragio vicino a Lampedusa che ha causato la morte di oltre 360 migranti nel 2013 e altri incidenti simili accaduti da allora.

"Le situazioni complesse richiedono soluzioni complesse. Richiedono dialogo, collaborazione, non frasi fatte o slogan. Trovare soluzioni sostenibili nei Paesi di origine, di transito e di destinazione è l'unica soluzione", ha affermato l'attrice, interprete fra gli altri di "Nightmare Alley", "Il curioso caso di Benjamin Button", "The Aviator" e "Blue Jasmine".

"Nessuno lascia la propria casa se non è la bocca di uno squalo. Nessuno mette i propri figli su una barca se l'acqua non è più sicura della terra"
Cate Blanchett
Attrice e ambasciatrice di buona volontà dell'Unhcr

Un discorso appassionato

L'attrice, vincitrice di due premi Oscar in carriera, è intervenuta  in qualità di ambasciatrice di buona volontà dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, su invito della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Il suo discorso, di cirva 20 minuti, è stato ripetutamente interrotto dagli applausi dei parlamentari.

"A livello globale, i profughi hanno superato i 114 milioni. Molte delle persone coinvolte hanno intrapreso viaggi incredibilmente pericolosi alla ricerca di un luogo sicuro".

Attingendo alle testimonianze dei rifugiati incontrati durante i suoi viaggi come ambasciatrice di buona volontà, l'attrice ha chiesto ai legislatori di mettersi nei panni di coloro che fuggono da "esperienze catastrofiche" nei loro Paesi e rischiano la vita per raggiungere un porto più sicuro, pur sapendo di rischiare la morte.

"Nelle parole del poeta Warsan Shire, nessuno lascia la propria casa se non è la bocca di uno squalo. Dovete capire che nessuno mette i propri figli su una barca se l'acqua non è più sicura della terra".

La Blanchett ha poi esortato gli eurodeputati a usare il loro potere per sostenere lo spirito della Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e sfatare "falsi miti pericolosi" che alimentano paura e ostilità, un riferimento alle affermazioni spesso utilizzate dai politici per instillare negli elettori un senso di minaccia e insicurezza.

L'argomentazione secondo cui l'accoglienza dei rifugiati comporterebbe "troppe richieste" di risorse statali e minerebbe i valori tradizionali non solo mostra un "monumentale deficit di compassione", ma anche un "disprezzo per la storia", dal momento che l'Europa è stata storicamente attraversata da persone in fuga da guerre e altre forme di persecuzione.

"Come rappresentanti dei cittadini europei, vi prego di ricordare ai vostri elettori che i Paesi a basso e medio reddito ospitano la stragrande maggioranza, quasi il 90%, di tutti i profughi", ha detto Cate Blanchett agli eurodeputati presenti. "Portate loro questo messaggio. Sfidate le false affermazioni che non faranno altro che creare divisioni nelle nostre comunità. Trovare un capro espiatorio spesso porta violenza e disordini".

Cate Blanchett ha vinto due volte il premio Oscar, nel 1999 e nel 2005
Cate Blanchett ha vinto due volte il premio Oscar, nel 1999 e nel 2005European Union 2023.

In quello che è stato forse il momento più politico del discorso, Blanchett ha denunciato la "dannosa politica di esternalizzazione", un termine che descrive gli sforzi compiuti dagli Stati per delegare le proprie responsabilità in materia di asilo a Paesi vicini e, in alcuni casi, lontani.

Il Paese d'origine di Blanchett, l'Australia, ha perseguito per anni una politica migratoria molto dura, rinchiudendo le persone arrivate in modo irregolare in centri di detenzione su isole del Pacifico, spesso per periodi di tempo molto lunghi. Il sistema, ora in stand-by, è stato pesantemente criticato dagli esperti delle Nazioni Unite e dalle Ong umanitarie in quanto abusivo e punitivo.

Negli ultimi anni, però, altri Paesi hanno annunciato piani simili, tra cui quello del Regno Unito con il Ruanda, tuttora bloccato da una battaglia legale, e il recente accordo fra Italia e Albania, annunciato solo pochi giorni fa.

"Da cittadina australiana, posso dirvi che abbiamo imparato a nostre spese il devastante tormento fisico e mentale che i rifugiati hanno subito mentre venivano rinchiusi al largo delle nostre coste. Il danno psicologico per coloro che li sorvegliavano, i miliardi di dollari di denaro pubblico sprecati in un approccio ormai screditato e in gran parte abbandonato", ha detto Blanchett.

"E posso testimoniare la vergogna e il rammarico che molti dei miei concittadini provano oggi per queste politiche inefficaci e disumane", ha detto Blanchett prima di ricevere una standing ovation da parte dei deputati e dei visitatori presenti.

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