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Qatargate: Giorgi e Figà-Talamanca ancora in carcere

Francesco Giorgi è assistente parlamentare dell'eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino
Francesco Giorgi è assistente parlamentare dell'eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino Diritti d'autore Linkedin
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Di Efi KoutsokostaVincenzo Genovese
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Dopo l'audizione, prolungata l'audizione per l'assistente parlamentare. Per il suo avvocato, l'accordo di collaborazione di Panzeri con le autorità non ne compromette la posizione

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Resteranno in carcere Francesco Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca, indagati nello scandalo di corruzione che ha colpito il Parlamento europeo. Lo ha deciso il tribunale di prima istanza di Bruxelles, dopo aver ascoltato l'assistente parlamentare e il segretario generale dell’Ong No Peace Without Justice.

Giorgi, Panzeri e gli altri

Secondo l'avvocato di Giorgi, la posizione del suo assistito non verrà intaccata dall'accordo stipulato dall'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri con le autorità, per rivelare il funzionamento dell'organizzazione dedita alla corruzione nell'Eurocamera.

Forse a seguito di questa intesa, la procura belga ha rinunciato alla consegna di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri, moglie e figlia dell'ex parlamentare, ora a piede libero in Italia.

Altri due eurodeputati potrebbero presto essere interrogati dai magistrati: il socialista belga Marc Tarabella e Andrea Cozzolino, eletto con il Partito democratico, che ha negato ogni legame con l'organizzazione criminale. Il processo per la sospensione della loro immunità parlamentare si concluderà probabilmente già a febbraio.

Intanto il Qatargate continua a preoccupare gli eurodeputati, come spiega a Euronews il belga Pascal Arimont, del Partito popolare europeo.

"Questa vicenda è completamente fuori da ogni immaginazione... distribuire mazzette in denaro contante è come un brutto film a cui prendiamo parte. E ci siamo dentro contro la nostra volontà, parte perché la maggior parte delle persone che lavora qui non è coinvolta nello scandalo. Bisogna scoprire tutto e tutti devono essere puniti severamente, perché va ripristinata la fiducia che le persone potevano avere in questa istituzione".

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