Kaja Kallas: "Nessuna concessione territoriale alla Russia"

Kaja Kallas è primo minsitro dell'Estonia dal 2021
Kaja Kallas è primo minsitro dell'Estonia dal 2021 Diritti d'autore Johanna Geron/AP
Di Efi Koutsokosta
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Da Tirana, dove ha partecipato al summit Unione Europea-Balcani occidentali, il primo ministro estone concede un'intervista a Euronews. "Uno Stato che ne attacca un altro deve essere punito"

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Alla Russia non dovrebbe essere offerta nessuna parte del territorio ucraino in eventuali futuri negoziati di pace. Parole chiare quelle del primo minsitro dell'Estonia Kaja Kallas, intervistata da Euronews.

Linea dura

Una risposta nemmeno troppo indiretta al suggerimento del presidente francese Emmanuel Macron che sottolinea il problema di considerare quelle che la Russia definisce "garanzie di sicurezza". Secondo Kallas, i "sogni imperialistici" di Mosca non devono essere assecondati.

"Il messaggio che dobbiamo dare è forte e chiaro: l'aggressione non può generare dei vantaggi. Se attacchi uno Stato sovrano, non puoi uscirne con più territori o più risorse, ma devi invece essere punito per questo. Perché l'ordine basato sulle regole internazionali prevede che sia illegale attaccare un altro Paese", dice Kallas.

"Non offrirei nulla alla Russia. Non mi preoccuperei per la Russia in questo momento. Mi preoccuperei per la sopravvivenza dell'Ucraina: la Russia può sempre tornare ai propri confini".

Un asse con i Balcani Occidentali

La guerra in Ucraina è perlomeno servita ad avvicinare l'Unione Europea ai Paesi dei Balcani occidentali, spiega Kaja Kallas, che ha preso parte al vertice di Tirana. Il timore dell'influenza russa nella regione potrebbe accelerare il processo di adesione.

"Il conflitto ha cambiato il nostro modo di vedere le cose e penso che ci abbia reso anche più uniti anche con i Paesi dei Balcani occidentali perché ha fatto emergere i valori europei che condividiamo e che sono in gioco in Ucraina. La Russia ha attaccato l'Ucraina per le sue aspirazioni europee. Quindi non è nell'interesse dell'Unione europea lasciarsi sfuggire i diversi Paesi".

Per questo, spiega Kallas, Serbia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Albania e Kosovo potrebbero diventare parte dell'Unione in un futuro prossimo.

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