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Gli annunci di Putin e le risposte europee

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Di Stefan Grobe
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Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato che il suo Paese possiede armi nucleari
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato che il suo Paese possiede armi nucleari   -   Diritti d'autore  AP/Russian Presidential Press Service

Il presidente russo Vladimir Putin ha decretato questa settimana la mobilitazione di ben 300mila riservisti e da allora i voli in partenza dalla Russia verso Paesi in cui non è richiesto il visto sono ricercatissimi, poiché sembra che i cittadini russi fuggano da una possibile chiamata di leva.

La mobilitazione parziale ha anche causato proteste in tutto il Paese: centinaia di persone sono state arrestate durante manifestazioni contro la guerra in 40 città russe.

Minacce e risposte

L'atmosfera è sempre più tesa e forse anche per questo, Putin ha rinnovato il suo avvertimento sull'uso delle armi nucleari:

“A coloro che si concedono certe affermazioni sulla Russia, voglio ricordare che il nostro Paese dispone anche di vari mezzi di distruzione, con diverse componenti anche più moderne di quelle dei Paesi NATO. E quando l'integrità territoriale del nostro Stato è minacciata, per proteggere la Russia e il nostro popolo, noi useremo sicuramente tutti i mezzi a nostra disposizione. Questo non è un _bluff_”.

Putin non ha fatto nomi, ma ha parlato di "persone a Washington, Londra e Bruxelles" che a suo dire stanno cercando di sconfiggere la Russia con tutti i mezzi.

La risposta dell'Unione Europea non si è fatta attendere.

"Questo riferimento alle armi nucleari rappresenta un tentativo irresponsabile e cinico di minare il nostro fermo sostegno all'Ucraina. Queste minacce mettono a repentaglio, in un modo senza precedenti, la pace e la sicurezza internazionali. Ma non scalfiranno la nostra determinazione", ha detto Josep Borrell, Alto rappresentante degli Affari esteri dell'Unione.

Bruxelles ha promesso ulteriori aiuti militari all'Ucraina e nuove sanzioni alla Russia.

I rischi di un tetto al prezzo del gas

Nel frattempo, l'Unione continua a lavorare sulle misure per combattere le ricadute economiche della guerra, in particolare la crisi energetica.

La Commissione ha avanzato alcune proposte che saranno discusse in una riunione dei ministri dell'Energia la prossima settimana. Efi Koutsokosta ne ha parlato con la ministra tedesca agli Affari europei, Anna Lührmann.

Vorrei cominciare con la principale preoccupazione in tutta Europa, che riguarda, ovviamente, i prezzi dell'energia. Cosa ne pensa di tutte queste misure proposte dalla Commissione europea, compresa la riduzione della della domanda di energia elettrica? Sono sufficienti per abbassare i prezzi?

"Sono molto grata alla Commissione per aver agito rapidamente e proposto una serie di misure che, sono molto fiduciosa, ci aiuteranno a ridurre i prezzi e allo stesso tempo a ridurre i consumi. In particolare, le proposte per prelevare gli extra-profitti delle società energetiche sono necessarie, in modo da poter recuperare questi guadagni, che non sono giustificati da alcuno sforzo aggiuntivo da parte delle aziende, ma derivano dal modo in cui è strutturato il mercato dell'energia. Possiamo quindi utilizzare queste eccedenze e restituirle ai consumatori, ai cittadini, in particolare a quelli bisognosi, in modo da ridurre i prezzi".

Penso che questo sia davvero un ottimo pacchetto per affrontare il problema dell'aumento dei prezzi dell'energia. E sono abbastanza convinta che se mettiamo in atto tutte le misure e facciamo la nostra parte anche a livello nazionale, innanzitutto, riducendo i consumi, e aumentando molto rapidamente anche la costruzione di infrastrutture per le energie rinnovabili, poi riusciremo a superare non solo questo inverno, ma anche a creare le condizioni affinché le nostre economie siano sostenibili senza forniture energetiche russe nei prossimi anni.

Ma queste misure non toccano la questione principale, cioè il gas. Circolano idee su un tetto massimo di prezzo del gas. Cosa ne pensa? E perché siete così riluttanti a procedere su un tetto massimo al prezzo di tutto il gas importato?

Beh,il problema con il tetto al prezzo è che se che se l'Unione Europea introduce unilateralmente un price cap, mentre tutti gli altri importatori nel mondo non lo fanno, il gas andrà altrove. Quindi potremmo avere una carenza di forniture o comunque rifornimenti ancora meno cospicui. Penso che dovremmo stare molto attenti con questo tipo di massimali di prezzo e fare tutto il possibile per diversificare i nostri rifornimenti. Ciò aiuterà anche ad affrontare le questioni relative ai prezzi e in particolare nella produzione dell'elettricità, con la proposta di tassare i profitti, perché in questo modo possiamo portare benefici ai cittadini e quindi affrontare indirettamente la questione dei prezzi.

Qual'è oggi la più grande minaccia per l'Unione Europea?

La più grande minaccia è la Russia, su questo non c'è dubbio. La Russia ha attaccato un Paese europeo che ora sosteniamo con la fornitura di armi, con aiuti umanitari, con supporto diplomatico. Ed è evidente che dobbiamo inviare un chiaro segnale a Putin per fermare questo tipo di aggressione.

Un evento storico

La guerra in Ucraina e la crisi energetica sono passate però in secondo piano all'inizio della settimana, quando tutto il mondo ha dato l'ultimo addio alla defunta regina Elisabetta II del Regno Unito.

Circa metà della popolazione mondiale ha visto almeno in parte il suo funerale in televisione. È difficile immaginare qualsiasi altro evento pubblico che susciti un tale interesse a livello globale. Data l'attuale linea di successione al trono, molto difficilmente un'altra regina siederà a Buckingham Palace a breve.